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DRAGHI CONFERMA APPOGGIO ALL'UCRAINA E ZELENSKY RESTA IN PRIMA LINEA PER DIFENDERE IL SUO PAESE - WHAT-U

Ieri il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato al Vertice Nato sull’Ucraina, che si è tenuto in videoconferenza e oggi ha telefonato al Presidente dell’Ucraina, Volodimir Zelensky, per esprimere a lui e al popolo ucraino la solidarietà e vicinanza dell’Italia di fronte all’attacco della Federazione Russa. Il Presidente Zelensky ha confermato il chiarimento totale del malinteso di comunicazioni avvenuto ieri e ha ringraziato il Presidente Draghi per il suo sostegno e per la forte vicinanza e amicizia tra i due popoli. Draghi ha ribadito che l’Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell’Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell’ambito SWIFT e ha aggiunto che l’Italia fornirà all’Ucraina assistenza per difendersi.

“Questo è l’inizio di una nuova pagina nella storia dei nostri Stati, Ucraina e Italia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi in una conversazione telefonica ha sostenuto l’uscita della Russia da Swift, la fornitura di assistenza alla difesa. L’Ucraina deve entrare a far parte dell’Ue”. Lo scrive su twitter il presidente ucraino Zelensky. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto a Berlino e a Budapest di avere il “coraggio” di escludere la Russia da Swift. “Abbiamo rovinato i piani della Russia”, ha aggiunto, esortando i russi a fare pressione sul presidente Vladimir Putin a fermare la guerra. 

“L’Ucraina sta combattendo l’occupante con le armi in mano, difendendo la sua libertà e il futuro europeo. Ho parlato con la presidente della commissione europea Ursula Von der Leien, di un’assistenza efficace al nostro paese da parte dell’Ue in questa lotta eroica. Ho fiducia che l’Ue scelga l’Ucraina”, ha scritto su Twitter Zelensky. “Non credete alle fake news, sono ancora qui”: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha postato un nuovo video su Twitter, respingendo le voci secondo cui era fuggito o aveva ordinato all’Ucraina di arrendersi. Nei 40 secondi di video, Zelenski parla mentre passeggia nel distretto governativo di Kiev, “giurando di continuare a combattere”.

Oggi i residenti di Kiev si sono preparati per un’altra notte riparandosi nei rifugi sotterranei, mentre le truppe russe si avvicinavano alla capitale ucraina. “La vera battaglia per Kiev è in corso”, ha detto il presidente Volodymyr Zelenskyy in un videomessaggio in cui accusava la Russia di colpire infrastrutture e obiettivi civili. “Vinceremo”, ha detto. Oggi pomeriggio il centro di Kiev è apparso tranquillo , anche se si sono sentiti alcuni spari. E i combattimenti alla periferia della città suggerivano che piccole unità russe stessero cercando di aprire la strada alle forze principali. Mentre le truppe russe hanno spinto la loro offensiva con piccoli gruppi di truppe segnalate all’interno di Kiev, il sindaco della città, Vitali Klitschko, ha esteso il coprifuoco notturno dalle 17:00 di oggi fino alle 8:00 di lunedì, affermando che tutti i civili fuori dal coprifuoco “saranno considerati membri di i gruppi di sabotaggio e di ricognizione del nemico”.

Le bugie di Putin

Putin che dal principio ha sempre detto che non aveva alcuna intenzione di attaccare l’Ucraina, oltre ad avere fatto passi da gambero sulle iniziali garanzie, si è contraddetto anche sul fatto che la Russia aveva e ha solo obiettivi militari visto che in realtà sono stati colpiti ponti, scuole e quartieri residenziali con attacchi aerei e missilistici e le truppe russe che sono entrate in Ucraina da nord, est e sud. Putin ha inviato truppe in Ucraina costruendo nel frattempo una forza di quasi 200.000 soldati lungo i confini dei paesi.

Il ministro della salute ucraino ha riferito che ad oggi sono state uccise 198 persone, tra cui tre bambini, e più di 1.000 altre sono rimaste ferite, e ovviamente anche se non lo ha precisato, è evidente che tra le vittime ci siano anche civili. A Kiev, riferisce AP, un missile ha colpito un grattacielo nella periferia sud-occidentale vicino a uno dei due aeroporti passeggeri della città, e un soccorritore ha detto che sei civili sono rimasti feriti. Funzionari delle Nazioni Unite hanno affermato che più di 120.000 ucraini hanno lasciato il paese rifugiandosi in Polonia, Moldova e altre nazioni vicine. Putin ha inviato truppe in Ucraina dopo aver trascorso settimane a negare ciò che intendeva, costruendo nel frattempo una forza di quasi 200.000 soldati lungo i confini dei paesi. Putin non ha rivelato i suoi piani finali per l’Ucraina, ma i funzionari occidentali credono che sia determinato a rovesciare il governo ucraino e sostituirlo con un regime tutto suo, ridisegnando la mappa dell’Europa e facendo rivivere l’influenza di Mosca durante la Guerra Fredda.

Michael McFaul , ex consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca (2009-2011), poi «ambasciatore americano nella Russia di Putin» (2012-2014), come recita il sottotitolo del suo libro «Dalla Guerra fredda alla Pace calda», ora direttore del Freeman Spogli Institute a Stanford, ama citare un aneddoto per spiegare il pensiero di Putin. Era con Joe Biden nel marzo 2011, quando l’allora vicepresidente Usa incontrò Vladimir Putin. «Voi ci guardate, vedete la nostra pelle — disse a un certo punto Putin, sfiorandosi la guancia — e date per scontato che ragioniamo nello stesso modo. Ma non è così».

McFaul in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera ha detto che “la più grande paura di Putin è un’Europa democratica fiorente che includa l’Ucraina, perché scalza la tesi con cui cerca di legittimare il suo regime autocratico davanti al popolo russo. Se sono slavi e si tratta di popoli che — come lui ha scritto in un lungo articolo — non sono diversi, come può sostenere che la Russia abbia bisogno di uno zar e di uno Stato forte per via della sua cultura e avere accanto un Paese che ne condivide la storia ma è una democrazia funzionante?”

Non c’è unanimità sul divieto del circuito internazionale Swift

Non c’è unanimità sul divieto del circuito internazionale Swift per la Russia e questo perché diversi Paesi, anche l’Italia, dubitano sui reali effetti di una sanzione simile e il timore, è che a pagare le spese di questa esclusione siano transazioni anche di nazioni e banche non russe. Insomma la mossa di escludere la Russia dalla maggior parte delle transazioni finanziarie internazionali, compresi i profitti dalla produzione di petrolio e gas, che rappresentano oltre il 40% delle entrate del Paese, potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua visto che gli istituti russi potrebbero anche indirizzare i pagamenti attraverso Paesi che non hanno imposto sanzioni, come la Cina, che ha istituito un proprio sistema di pagamenti per rivaleggiare con Swift. Oppure optare per le criptovalute. E poi va messo anche in contro che un blocco del circuito Swift danneggerebbe anche chi vanta crediti verso la Russia cone molte banche europee, in particolare quelle francesi e quelle italiane che potrebbero vedere andare in fumo le loro transazioni. Mosca, tra l’altro, è un grande acquirente di manufatti esteri, in particolare dai Paesi Bassi e dalla Germania. Oltre a rappresentare il principale fornitore dell’UE di petrolio greggio, gas naturale e combustibili fossili solidi. Se le aziende russe non potranno accedere a questo sistema di transazioni, i Paesi europei potrebbero avere difficoltà a trovare fornitori sostitutivi.

Anche i russi numeri uno dello sport condannano la scelta di Putin

Il tennista russo Andrej Rublëv, numero 7 del mondo a Dubai, dopo aver vinto un’avvincente semifinale del torneo contro il polacco Hurkacz, ha preso un pennarello e ha scritto, con il volto visibilmente commosso, un «no war» sul vetro della telecamera che lo stava riprendendo. Nelle ore precedenti, anche il numero uno al mondo, un altro russo, Daniil Medvedev, si era espresso: «Io sono per la pace».

Italiani oggi in piazza contro la guerra di Putin in Ucraina

Il corteo in piazza Castello a Milano (ph. What-u © )


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