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ANCHE I RUSSI PIÙ RICCHI DEL MONDO DICONO NO ALLA GUERRA - WHAT-U

Roman Abramovič
(ph. AP/Martin Meissner)

La guerra in Ucraina ha toccato il cuore di molti oligarchi che chi pubblicamente e chi dentro le ristrette mura domestiche ha espresso il suo totale dissenso riguardo le scelte di Putin. Un’onda d’urto che ha attraversato la comunità globale dei russi più ricchi del mondo (a parte Putin ovviamente) che ora devono fare i conti con sanzioni che toccano i loro interessi più cari. Biden martedì ha detto: “Ci stiamo unendo ai nostri alleati europei per trovare e sequestrare i vostri yacht, i vostri appartamenti di lusso, i vostri jet privati. Ci uniamo per colpire i vostri guadagni illeciti”. Roman Arkadievič Abramovič imprenditore e politico russo con cittadinanza israeliana, portoghese e lituana, proprietario del Chelsea dal 2003, ha annunciato l’addio al Chelsea dopo ben 19 anni di gestione. L’oligarca, nella nota diramata sul sito internet della squadra inglese, ha spiegato che i proventi netti derivanti dalla vendita del club verranno destinati alle vittime della guerra in Ucraina. “Ho sempre preso le decisioni tenendo a cuore l’interesse del club”, ha dichiarato Abramovič.

L’oligarca nel comunicato ufficiale ha spiegato dunque che, mettere in vendita il Chelsea significa prendere la decisione migliore per il futuro della squadra britannica: “Vorrei affrontare le speculazioni sui media negli ultimi giorni in relazione alla mia proprietà del Chelsea […] nella situazione attuale, quindi, ho preso la decisione di vendere il club, poiché ritengo che ciò sia nel migliore interesse del club, dei tifosi, dei dipendenti, nonché degli sponsor e dei partner del club. Verrà creata una fondazione a beneficio di tutte le vittime della guerra in Ucraina”.

Abramovič ha proseguito nella nota precisando che per lui non è questione di affari, bensì passione. Ha infine aggiunto: “Ho incaricato il mio team di creare una fondazione di beneficenza in cui verranno donati tutti i proventi netti della vendita. La fondazione sarà a beneficio di tutte le vittime della guerra in Ucraina. Ciò include la fornitura di fondi essenziali per i bisogni urgenti e immediati delle vittime, nonché il sostegno al lavoro di recupero a lungo termine”. Secondo le stime della rivista Forbes, nel 2020 il magnate aveva un patrimonio di 13,8 miliardi di dollari, cifra che lo ha reso l’uomo più ricco di Israele e il 113° più rico al mondo.

Lunedì il quotidiano londinese Evening Standard ha pubblicato sulla prima pagina un grande titolo accanto alla foto di una ragazza ucraina uccisa dai bombardamenti, che riportava le parole del suo proprietario russo, Evgeny Lebedev. “Presidente Putin, per favore, fermi questa guerra”. “Come cittadino russo ti supplico di impedire ai russi di uccidere i loro fratelli e sorelle ucraine. Come cittadino britannico ti chiedo di salvare l’Europa dalla guerra”, ha proseguito Lebedev, figlio dell’oligarca ed ex agente del KGB Alexander Lebedev. Il magnate russo vicino a molti politici britannici, nominato alla Camera dei Lord dal primo ministro Boris Johnson, finora si era astenuto dal criticare Putin. Ma poi ha deciso di lasciare omertà e reticenza nelle retrovie della sua coscienza.

Anche altri magnati, tra i quali Oleg Deripaska e il banchiere Oleg Tinkov hanno esortato a porre fine alla guerra. Deripaska, che ha fondato la società di alluminio Rusal fondatore di Basic Element, uno dei più grandi gruppi industriali della Russia, e di Volnoe Delo, la più grande fondazione russa di beneficenza considerato un alleato di Putin, ha scritto sul servizio di messaggistica di Telegram che “la pace è molto importante” e che i colloqui per porre fine alla guerra dovrebbero iniziare “il prima possibile”. Tinkov, fondatore della Tinkoff Bank, imprenditore, uomo d’affari ed ex miliardario russo, classificato nel 2014 come la quindicesima persona più ricca della Russia, con un patrimonio netto stimato di $ 8,2 miliardi (nel 2022 la sua ricchezza è stata rivalutata a $ 0,8 miliardi, Ndr), lunedì su Instagram ha pubblicato: “In Ucraina stanno morendo molte persone innocenti, ogni giorno, e questo è impensabile e inaccettabile”.

Mikhail Maratovich Fridman l’oligarca russo di origine ucraina con cittadinanza anche israeliana, co-fondatore di Alfa-Group, conglomerato multinazionale russo, si è scagliato contro le sanzioni imposte dall’Europa per difendere maggiormente questioni di portafoglio più personali che principi etici. “Imporre sanzioni contro di noi crea solo un’enorme pressione personale per noi”, ha detto Fridman, sottolineando l’ingiustizia di queste decisioni visto che né lui né altri magnati russi hanno influenze politiche sulle attuai decisioni di Putin.


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