ZELENSKY DICE “SONO PRONTO A PARLARE CON PUTIN”, MA POI ARRIVA LA SMENTITA. PER LA RUSSIA SI PROFILA L’USCITA DAL CONSIGLIO D’EUROPA


I vigili del fuoco passano davanti a un edificio danneggiato dai bombardamenti a Mariupol, in Ucraina, giovedì 10 marzo 2022. (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Oggi il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha deciso di consultare l’Assemblea Parlamentare sulle nuove misure da adottare, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto dell’Organizzazione, in risposta alle gravi violazioni da parte della Federazione Russa dei suoi obblighi statutari in quanto Stato membro condannando ancora una volta con la massima fermezza l’aggressione del presidente russo Vladimir Putin al territorio sovrano dell’Ucraina, ritenendo lui e il Paese che rappresenta responsabili dell’immensa sofferenza della popolazione ucraina.

Articolo 8: Ogni membro del Consiglio d’Europa che violi gravemente le disposizioni dell’articolo 3 può essere sospeso dal suo diritto di rappresentanza e invitato dal Comitato dei Ministri a recedere alle condizioni previste dall’articolo 7. Se tale invito non viene preso in considerazione, il Comitato può decidere che il membro in questione abbia cessato di appartenere al Consiglio a partire da una data dallo stesso fissata dal Comitato.

Una guerra costata sangue a tanti innocenti che ha provocato una rottura della pace nel continente europeo con un’escalation senza precedenti. Prova ne è l’atroce bombardamento dell’ospedale pediatrico e del reparto maternità di Mariupol avvenuto ieri 9 marzo 2022, “i cui responsabili devono essere assicurati alla giustizia”, ha fatto sapere il Consiglio d’Europa che nel frattempo ha chiesto alla Federazione Russa ad attuare le misure provvisorie indicate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo l’1 e il 4 marzo 2022, in particolare al fine di garantire l’accesso della popolazione civile a vie di evacuazione sicure e il rapido passaggio di aiuto.

L’Assemblea parlamentare terrà una sessione straordinaria il 14 e 15 marzo per discutere le conseguenze dell’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina. La Russia ha aderito al Consiglio d’Europa il 28 febbraio 1996. A seguito della grave violazione da parte della Federazione Russa degli obblighi previsti dallo Statuto del Consiglio d’Europa , il Comitato dei Ministri il 25 febbraio scorso ha deciso di sospendere la Federazione Russa dal suo diritto di rappresentanza nel Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale ha informato la Federazione Russa della decisione e delle conseguenze legali e finanziarie .

Il pensiero della Russia

“Dopo la fine della crisi, il popolo ucraino dovrà decidere autonomamente come vivere”, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Lo riporta RIA Novosti riferendosi all’intervista del capo del ministero degli Esteri russo al canale Al Jazeera. Lavrov ha anche osservato che le richieste russe alle autorità ucraine non dovrebbero essere interpretate come una resa di Kiev. SM-News ha riferito che il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha confermato la cattura della città di Kherson, che ora pare sia sotto il completo controllo dell’esercito russo. 

Oggi 10 marzo il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di essere pronto a parlare con il suo omologo russo Vladimir Putin. Lo ha annunciato poche ore fa il vice capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina Igor Zhovkva. I negoziati potrebbero essere organizzati con l’aiuto di mediatori internazionali. Un annuncio che ha fatto tanto rumore quanto la smentita arrivata poco dopo dal vice capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina che ha affermato che Zelensky non avrebbe fatto alcun compromesso, scrive RIA Novosti. Zelensky non ha un vero potere e non può comandare. È necessario negoziare sul campo sia con le autorità sia con i militari, ha affermato Azarov.

Il capo del FMI, Georgieva parla di possibilità di default della Russia” a causa delle sanzioni

L’amministratore delegato del Fondo monetario internazionale (FMI) Kristalina Georgieva ritiene che il default della Russia a causa delle sanzioni imposte al Paese “non sia un evento incredibile”. “Per quanto riguarda il default, non è più un evento incredibile”, ha detto Georgieva in un’intervista alla CNBC.

Secondo lei, ci sono diversi fattori che determinano la probabilità di un default: “per quanto tempo durerà l’operazione speciale e per quanto tempo dureranno le sanzioni, così come la decisione della Russia di pagare parte dei suoi debiti”. Il capo del Fmi ha osservato che “le sanzioni senza precedenti imposte alla Russia hanno spinto il Paese in recessione”. Georgieva ha sottolineato che, secondo il Fmi, “sarà una profonda recessione oltre alla forte contrazione dell’economia russa”. Il ministro delle finanze Anton Siluanov ha detto che il ministero delle Finanze russo cercherà di pagare gli eurobond nella valuta di emissione, a condizione che i conti in valuta della Banca centrale e del governo non siano congelati , altrimenti i pagamenti saranno effettuati in rubli e adempiuti obblighi verso gli investitori.

In queste ore il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un incontro con i membri del governo in videoconferenza. Il Capo dello Stato ha discusso con il Consiglio dei Ministri le questioni relative alla riduzione al minimo delle conseguenze delle sanzioni, alla stabilizzazione del mercato finanziario interno e al lavoro dei sistemi di pagamento interbancari della Federazione Russa. L’obiettivo come abbiamo già scritto, ora è quello di costruirsi un canale monetario alternativo. E conoscendo Putin la strada sembra oramai tracciata, inevitabilmente.


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