MARIUPOL, MORTA LA MAMMA INCINTA E IL SUO BAMBINO, PORTATI VIA DALLE MACERIE DELL’OSPEDALE BOMBARDATO. E ORA LA SIRIA FA ARRIVARE I SUOI MERCENARI IN AIUTO ALLA RUSSIA


9 marzo 2022. Ecco dei volontari ucraini mentre portano via dalla macerie su una barella una donna incinta ferita dopo il bombardamento dell’ospedale di Mariupol, in Ucraina. La donna era ricoverata nel reparto maternità dove avrebbe dovuto dare alla luce, nel giro di poche ore, il suo bambino. Invece entrambi sono morti dopo l’arrivo in ospedale. A nulla sono serviti i tentativi dei medici di tenerli in vita. (ph. AP/Evgeniy Maloletka, File)

L’orrore di questa guerra si può riassumere in mille immagini che ci hanno fatto conoscere i volti di persone in fuga, ferite, senza più una casa, ma le immagini e il video di mercoledì scorso frutto del faticoso lavoro sul campo dei cronisti di Associated Press, della donna incinta portata via d’urgenza su una barella dalle macerie dell’ospedale di Mariupol dopo il bombardamento russo, che hanno fatto il giro del mondo, resteranno un ricordo indelebile. Perché la donna immortalata e ripresa mentre si accarezzava il basso addome insanguinato, dove ancora custodiva il suo bambino, è morta assieme al suo piccolino. Purtroppo la corsa in ospedale, dove i medici hanno lavorato molte ore per tenerla in vita, non è servita. Il chirurgo Timur Marin ha riferito di avere trovato il bacino della donna schiacciato e l’anca staccata. I medici hanno fatto nascere il bambino con un taglio cesareo, “ma il bambino era già morto”, ha detto il medico. La madre in preda alla disperazione dopo avere saputo la notizia ha gridato ai sanitari che voleva essere uccisa: “Ammazzatemi ora”. Ma la sua fine è arrivata comunque inesorabile per le sue già precarie condizioni di salute. Questo è stato uno dei momenti più brutali vissuti fino ad oggi, dopo 19 giorni di guerra tra la Russia e l’Ucraina, che sembrano già un secolo.

Prosegue nel frattempo l’assedio russo alle città ucraine con Mosca che si dice pronta a prendere il controllo di tutte le grandi città del Paese. E si stringe nel frattempo l’accerchiamento alla capitale, Kiev dove è stato bombardato un grande condominio di otto piani, oltre che una fabbrica di aerei. La situazione a Mariupol, dove si contano 2.500 vittime dall’inizio del conflitto mentre anche a Leopoli nella notte hanno risuonato le sirene di allarme, è sempre più drammatica.

I colloqui di oggi tra le delegazioni ucraine e russe in video-conferenza sono terminati. I negoziati riprenderanno domani, dopo una “pausa tecnica”. Il vicecapo dell’ufficio del presidente Zelensky, Ihor Zhovkva, ha detto di ritenere che la posizione di Mosca sia più costruttiva di quanto non fosse in precedenza. “Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di capitolare, ora sembrano avviare negoziati costruttivi”, ha detto a Radio 4’s Today, secondo quanto riporta la Bbc. In mattinata era arrivato, però, un appello del ministro ucraino Dmytro Ivanovyč Kuleba via twitter. “A coloro che all’estero hanno paura di essere trascinati nella terza guerra mondiale. L’Ucraina combatte con successo. Abbiamo bisogno di voi per aiutarci a combattere. Forniteci tutte le armi necessarie”, ha scritto in Kuleba su Twitter. “Applicate più sanzioni alla Russia e isolatela completamente. Aiutate l’Ucraina a costringere Putin al fallimento e scongiurerete una guerra più grande”.

Il presidente ucraino Zelensky ha detto che con la Russia sono “i colloqui difficili”. “Questa sera riferiremo il risultato”, ha aggiunto il premier, che mercoledì parlerà al Congresso degli Stati Uniti, Attualmente a Roma è in corso il vertice Usa-Cina fra il consigliere alla Sicurezza nazionale americano Jack Sullivan e il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi.

Nel frattempo il Cremlino fa sapere che l’esercito russo non esclude di prendere il “controllo totale” delle grandi città ucraine”. Dmitrij Sergeevič Peskov, portavoce del presidente della Russia Vladimir Putin, su richiesta dei giornalisti, non ha voluto annunciare un’ipotetica data per la fine di quella che Mosca chiama “l’operazione speciale” in Ucraina. Nel frattempo i primi 400 mercenari siriani arruolati dalla Russia sono arrivati ai confini dell’Ucraina. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian. Centri di alloggio e addestramento sono stati allestiti vicino alla frontiera nelle regioni di Rostov, in Russia, e Gomel, in Bielorussa. Secondo l’osservatorio per i diritti umani in Siria, i miliziani arruolati nel Paese da Mosca sono più di 40mila.


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