A “CONTROCORRENTE” L’EX PRESIDENTE UCRAINO PETRO POROSHENKO: «PIÙ SI VA AVANTI E PEGGIO SARÀ»


«Cosa sta succedendo a Bucha? Due parole: un massacro pieno di sangue. Il 24 febbraio è cambiato il mondo, È scoppiata la guerra e Bucha ha cambiato la natura della guerra. Le sanzioni internazionali prima del massacro di Bucha avevano un senso, ma dopo questo massacro le sanzioni dovranno essere molto diverse, più forti, più ferme e devastanti. La Russia dovrebbe essere immediatamente espulsa dal Consiglio per i diritti umani della Nazioni Unite, a partire da domani. Dopo il massacro di Bucha e dopo l’invasione ingiustificata contro l’Ucraina, Mosca non ha nessun diritto, neanche il minimo diritto di parlare di diritti umani. Ci sono, in questa piccola città, nei sobborghi di Kyiv, centinaia di persone, civili, che non solo sono stati uccisi, ma nel caso delle donne stuprate. La città è stata completamente distrutta. Questo è lo stile dei barbari. In una parola: genocidio contro il popolo ucraino. E sta succedendo non solo a Bucha, ma anche a Mariupol, peggio ancora, a Borodyanka, peggio ancora, e in tanti altri posti», queste le parole dell’ex presidente ucraino Petro Poroschenko nel corso dell’intervista esclusiva in onda stasera a “Controcorrente – Prima Serata ” – il programma di approfondimento condotto da Veronica Gentili su Retequattro.

«Sono state colpite tante zone residenziali. Dove non ci sono imprese, aziende, impianti militari, nulla. Solo ospedali, scuole ed edifici dove la gente abita. Settimane e settimane sotto i bombardamenti dal cielo. Dobbiamo assolutamente abbattere gli aerei russi e catturare chi dice di eseguire l’ordine di distruggere tutto, di distruggere l’Ucraina. Adesso sono tre le cose che servono: le armi, le armi, le armi. Vi sorprenderà, ma le armi sono la via più breve per arrivare alla pace perché più saremo armati e minore sarà la distanza verso la pace. Solo così potremo fermare Putin, altrimenti non riusciremo assolutamente a far cessare questa azione. Parlo di armi difensive, di carri armati, di caccia e di missili antiaerei. E poi le sanzioni, l’embargo di qualunque merce che esca dalla Russia, embargo contro le banche e tante altre cose. Voi [Italia] state già facendo molto. So che in un porto italiano sono stati arrestati dei russi. Devo dire che dobbiamo isolare totalmente la Russia, non so come dire, il regime di Putin deve diventare come quello della Corea del Nord». E riguardo la strage di Bucha e le accuse dei russi che hanno dato la responsabilità di quanto accaduto agli ucraini, Poroschenko ha risposto: «Quando sono stato presidente nel 2014 ho subito gli stessi attacchi terroristici fino al 2017. Immediatamente aperto un’indagine, un’inchiesta. Ho invitato tutto il mondo a partecipare a quell’inchiesta, a quell’indagine, perché noi siamo quelli che hanno sofferto di più. La Russia sta facendo la stessa cosa dice che è tutta colpa degli ucraini, che sono missili ucraini. Ma adesso parliamo della Corte dell’Aja. La Russia è responsabile di questi crimini. La prima arma della Russia è la menzogna. In una situazione del genere non si possono utilizzare false notizie, come stanno facendo: usano le notizie false come proiettili. La Russia non può assolutamente accusare nessuno, tanto meno il mio Paese. Putin nella sua propaganda non ha neanche il minimo diritto morale. Ricordatevi che sono i soldati russi ad aver invaso l’Ucraina, sono stati i missili russi ad aver distrutto i nostri edifici, proiettili russi hanno ucciso i miei connazionali, soldati russi hanno stuprato le donne ucraine e le ragazze, hanno ucciso gli anziani, hanno distrutto le città, le hanno rasato a zero. E questo lo ha fatto la Russia, quindi deve prepararsi a una responsabilità penale». Sul fatto che qualcuno ora dica che la causa di questa aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina sia partita dall’avvicinamento e soprattutto dalla richiesta dell’Ucraina di entrare nella NATO, l’ex presidente ucraino ha replicato: «Questa è la narrativa russa. Putin ci ha attaccato già nel 2014. L’Ucraina, a quel tempo, non aveva certo chiesto di entrare nella NATO, era un Paese neutro, neutrale. E questa neutralità però non ci ha protetto e quindi, di nuovo, è una menzogna di Putin. Dobbiamo capire che Putin deve fermarsi perché o lo fermiamo qui o passerà alla NATO. Mi rendo conto che i nostri amici, i nostri partner italiani, stanno facendo tanto per accogliere i nostri profughi. Vi ricordo che nel 2008 abbiamo ricevuto un piano d’azione e nel 2013 Ucraina e Georgia, anche se stiamo parlando adesso di Ucraina, sarebbero dovute entrare nella NATO, ma non è successo perché c’è stata l’aggressione nel Donbass. E tutto questo è successo già parecchio tempo fa. Poi siamo arrivati al 24 febbraio di quest’anno: la Russia attacca i meccanismi di sicurezza post Seconda guerra mondiale. Non esistono documenti, neanche protocolli di Budapest in cui si parla di garanzie dei leader nucleare che volontariamente si rifiutano di ospitare un arsenale nucleare. Insomma, tutte queste cose sono menzogne. Bisogna sostenere il mio Paese. Se l’Ucraina fosse nella NATO questo sarebbe stato un attacco all’Europa e saremmo stati noi più sicuri. Quello che posso dire è  che l’Ucraina combatte per i principi base dell’ordine mondiale: prima di tutto il principio che nessun Paese può modificare i confini di un altro Paese con la forza; secondo principio nessun Paese può dettare a un altro le proprie scelte, le proprie politiche, inclusa l’adesione alla NATO. Quindi questo non è possibile neanche nel caso del nostro Paese. Nessun Paese può erodere la sovranità nazionale. Adesso si parla di un compromesso tra russi e ucraini ma Putin ci vuole morti, ci vuole uccidere. E noi ucraini mettiamo in guardia tutti. Guardate che Putin vuole spazzare via il mio Paese dalla cartina del mondo. Un Paese che ha migliaia di anni di storia, ma noi vinceremo, ce la faremo. Non ci arrenderemo mai perché la verità è dalla nostra parte. Il mondo è con noi e ringraziamo ancora l’Italia, che comunque è con noi». Su Zelensky ha aggiunto: «Abbiamo due situazioni: prima del 24 febbraio, quando ero leader dell’opposizione e godevo della fiducia del popolo, ma dopo il 24 febbraio di quest’anno le cose sono cambiate e siamo tutti uniti. E questo ha sorpreso Putin, perché l’unità del mio paese, dell’Ucraina, ci rende più forti. Oggi non c’è un leader dell’opposizione, siamo tutti uguali, pari, soldati chiamati a proteggere la sovranità dell’Ucraina per sconfiggere le truppe russe. E in questa situazione combattiamo fianco a fianco per proteggere il nostro Paese. Ringraziamo tutto il mondo per le dimostrazioni. Questa è stata una brutta sorpresa per Putin. L’unità mondiale, le sanzioni, la fornitura delle armi al mio Paese: tutto questo alla fine lo getterà in un angolo e mi auguro, spero, che questa posizione sia la stessa dell’Unione Europea. Ci contiamo molto su questo. Penso che lo stesso valga per Zelensky, anche lui la pensa così». In ultimo parlando dei suoi progetti ha concluso dicendo: «È vero che per 5 anni ho dialogato spesso con lui. Non sono la persona giusta, però, a cui fare questa domanda. Dovreste parlare col suo psichiatra. È completamente folle, fuori di testa, totalmente imprevedibile. La guerra non è nell’interesse della Russia né nell’interesse del mio Paese e tantomeno del resto del mondo. Solo Putin capisce cos’ha in testa. Noi lo dobbiamo fermare. Se saremo deboli, Putin si allargherà ma sarà colpa nostra che lo abbiamo consentito. Ecco perché va fermato adesso. Più si va avanti e peggio sarà, nonostante il fatto che sia impossibile immaginare cosa possa significare il peggio».


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