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MUSK METTE ALLE STRETTE TWITTER SUI PROFILI FAKE E MINACCIA DI RITIRARSI DALL'ACCORDO - WHAT-U

Elon Musk  
(Patrick Pleul/Pool Photo via AP, File)

Elon Musk ha affermato oggi ha detto che il suo accordo da 44 miliardi di dollari per l’acquisto di Twitter rimarrà nel limbo fino a quando il board di Twitter non fornirà prove che sostengano la tesi che gli account falsi ammontino a meno del 5%.  E lo ha pure scritto: “Ieri il CEO di Twitter ha rifiutato pubblicamente di mostrare una prova di <5%. Questo accordo non può andare avanti finché non lo farà”.

Parag Agrawal, il boss di Twitter, aveva twittato che le stime interne degli account di spam sulla piattaforma dei social media negli ultimi quattro trimestri erano “ben al di sotto del 5%. Aggiungendo: “Non crediamo che questa stima specifica possa essere eseguita esternamente, data la necessità critica di utilizzare sia informazioni pubbliche sia private (che non possiamo condividere)”.

Musk ha affermato che la sua offerta si basava sull’accuratezza dei documenti SEC di Twitter, stigmatizzando riguardo il fatto che fino al 20% dei 229 milioni di account di Twitter potrebbe essere spam bot. Si è ipotizzato che il miliardario stesse cercando di abbassare il prezzo dell’accordo o di abbandonarlo. Affermando ieri che ciò sarebbe potuto accadere in mancanza di presupposti certi sui quali l’accordo si basava.

L’accordo da 44 miliardi di dollari svolta verso una brutta china

Gli esperti affermano che Musk non possa sospendere unilateralmente l’accordo, anche se lui si comporta come se potesse farlo senza alcun problema e ripercussione economica. Il rischio infatti che corre è di dover pagare 1 miliardo di dollari. Ieri Musk ha trascorso gran parte della giornata in un botta e risposta con il CEO di Twitter, che ha pubblicato una serie di tweet in cui spiegava lo sforzo della sua azienda per combattere i bot e come ha costantemente stimato che meno del 5% degli account Twitter sono falsi. È un messaggio che Twitter ha divulgato per anni alla US Securities and Exchange Commission, avvertendo anche che la sua stima potrebbe essere troppo bassa.


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