RUSSIA SI SMARCA DALLE ACCUSE USA PER L'AUMENTO DEI TASSI DI INFLAZIONE - WHAT-U

Il tentativo del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di incolpare Mosca per gli alti tassi di inflazione negli Stati Uniti non è convincente, ha scritto su Twitter il primo vice rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite Dmitry Polyansky.

“Sembra che il presidente Putin stia governando anche gli Stati Uniti, dal momento che può imporre tasse su cibo e gas. Tentativo poco convincente e futile del presidente degli Stati Uniti di scaricare la colpa e sfuggire alle sue responsabilità”, si legge nel tweet.

Biden ha detto in precedenza che l’inflazione era “una vera sfida per le famiglie americane”. Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha affermato in precedenza che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dell’8,6% rispetto all’anno precedente.

L’inflazione negli Stati Uniti ha raggiunto un picco a maggio mai toccato da 40 anni. Ciò probabilmente spingerà la Federal Reserve a prolungare una serie aggressiva di aumenti dei tassi di interesse e si aggiungerà ai problemi politici per la Casa Bianca e i Democratici.

I prezzi record della benzina, assieme all’aumento dei costi di cibo e alloggio, stanno aumentando il costo della vita degli americani, suggerendo che la Fed dovrà frenare ancora di più l’economia. Aumenta quindi il rischio di una recessione, che già alcuni economisti consideravano probabile l’anno prossimo.

I prezzi dell’energia sono aumentati del 34,6% rispetto all’anno precedente, il massimo dal 2005, compreso un aumento di quasi il 49% dei costi della benzina. I prezzi del gas sono saliti a nuovi massimi. Anche l’Italia sta facendo i conti col rincaro dei pezzi dei generi alimentari e il caro benzina: oggi in alcune località italiane la benzina verde è arrivata a costare oltre 2,4 euro al litro.

Le decisioni della Banca centrale europea

La Banca centrale europea (Bce) ha deciso formalmente di aumentare di 25 punti base i tassi d’interesse dell’Eurosistema a luglio, dopo che il livello di inflazione nell’Eurozona ha raggiunto l’8,1% a maggio 2022. La Bce si aspetta inoltre di “alzare nuovamente i tassi a settembre”. Lo si legge in una nota dello stesso istituto. Dopo settembre “ci si attende che un ritmo graduale, ma sostenuto, di ulteriori aumenti sarà appropriato”.  “I dati ci dicono che l’inflazione resterà molto alta per un po’ di tempo e che la moderazione dei prezzi dell’energia, la ripresa della produzione industriale dopo la pandemia e la normalizzazione della politica monetaria comporterà un calo dei prezzi, portando l’inflazione media nel 2022 al 6,8%, nel 2023 al 3,5% e nel 2024 al 2,2%, ma se l’incremento dei prezzi persiste a settembre ci adopereremo per un rialzo dei tassi dell’Eurosistema ancora più significativo”, ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, al termine della riunione del Consiglio direttivo. 

L’operazione militare della Russia in Ucraina continua a pesare sull’economia europea “in termini di sconvolgimento del commercio, carenze e aumento dei costi di materie prime, tuttavia le condizioni ci sono per l’economia per crescere grazie alla ripresa, alle politiche fiscali attuate per superare la pandemia, al forte mercato del lavoro e al denaro risparmiato durante la crisi pandemica”, ha continuato Lagarde. 

Il Consiglio direttivo ha inoltre confermato l’interruzione degli acquisti netti di titoli avviato nel 2014 a partire dal 1° luglio 2022. In merito alla valutazione del rischio, la presidente della Bce ha dichiarato che l’ambiente della stabilità finanziaria “è peggiorato” e che le banche possono andare incontro “a un rischio di credito moderato”. “La politica macroprudenziale resta la nostra prima arma di difesa contro le vulnerabilità”, ha concluso Lagarde. 


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