DRAGHI SOLO IL SENSO DI RESPONSABILITÀ VERSO IL PAESE POTRÀ FARGLI CAMBIARE IDEA - WHAT-U

Mario Draghi

La domenica prima della settimana cruciale – per le forniture di gas e per la crisi di governo – il presidente del consiglio Mario Draghi l’ha trascorsa a Lavinio mare, nel comune di Anzio, nella casa di famiglia che fu dei suoi genitori e dove lui trascorre le estati fin da quando era bambino. Oggi invece Draghi è ad Algeri per il IV Vertice intergovernativo italo-algerino.

“Dopo Mario Draghi, non ce n’è uno simile. Lui è la massima risorsa che l’Italia ha a disposizione, per prestigio e autorevolezza. Bruciarselo così, per far contenti i 5 Stelle, non si può raccontare all’estero. Tutti i contatti internazionali che abbiamo, sono increduli davanti al fatto che l’Italia possa rischiare di perdere una figura come Draghi che ci ha permesso di tornare centrali in Europa”, queste le parole di Luciano Nobili, deputato di Italia Viva, sulla crisi di Governo, ai microfoni di iNews24. “L’irresponsabilità dei grillini non è solo provare a far cadere il Governo con modalità anche abbastanza ridicole, ma farlo in un momento in cui la crisi energetica, l’inflazione, la guerra, richiederebbe altro. In Europa”, prosegue Nobili, “sono preoccupati per un motivo semplice: noi siamo i principali beneficiari delle risorse del Pnrr. Una quota molto rilevante di queste risorse sono a prestito. E un conto è prestare i soldi con una garanzia come quella di Draghi, tutt’altro conto è prestarli a un altro interlocutore”, afferma Nobili. 

Alla domanda cosa succederà mercoledì in Parlamento, il deputato ha risposto: “Cosa succederà, non lo so. Bisogna capire se si penserà alla convenienza di partito o a quella del Paese. Molti pensano che tornare alle urne in questo momento possa portargli qualche punto percentuale in più, quindi potrebbero far prevalere la convenienza di partito. Per Italia Viva, o resta questo premier oppure non abbiamo alcun timore di andare al voto. L’altro tema è cosa farà Mario Draghi, perché lui è una persona perbene e libera, che detesta questi giochetti e soprattutto ha tanto credito nel mondo da poter fare ciò che vuole. Io auspico che venga in Parlamento, dopo aver giustamente drammatizzato la scelta dei 5 Stelle, con una posizione netta e una lista di cose da fare da qui alla fine della legislatura: legge di bilancio, intervento sui salari, rispetto di tutti gli impegni e riforme da fare per il Pnrr e poi andiamo al voto. Io auspico che tutti dicano sì e che il M5S resti fuori e il Governo continui a lavorare. Ma capisco che Draghi possa voler andare avanti con la stessa compagine con cui ha iniziato questa battaglia, quindi fa bene a pretendere che ci siano tutti. Con o senza il M5S al Governo e alle elezioni, mai col Movimento 5 Stelle”, ha concluso. “Siamo appesi ai 5 Stelle come se dovesse parlare Zarathustra”  ha detto Emma Bonino, politica italiana e commissaria europea. Mercoledì con un nuovo voto di fiducia al #GovernoDraghi si stabilisca un percorso di 9 mesi per completare le #riformeperlitalia. Gli italiani non vogliono una crisi al buio ma un Governo che lavori e dia risposte ai problemi enormi scatenati dall’inflazione e dalla guerra, ha scritto su Twitter Gianni Letta, segretario del Partito democratico. Il leader della Lega Salvini punta invece il dito contro gli sbarchi senza controllo sulle coste italiane e scrive via Social: “Mentre 5Stelle e PD litigano per il governo e per le poltrone, gli sbarchi di clandestini proseguono senza sosta. Noi sapremmo cosa fare, lo abbiamo dimostrato coi fatti!”.

“Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani, scrive Giorgia Meloni leader del partito Fratelli d’Italia. ” La cosa divertente del teatrino di queste ore è che i partiti che si stracciano le vesti perché “#Draghi è irrinunciabile”, sono gli stessi che gli sbarrarono la strada al Quirinale. Perché Draghi al Quirinale non garantiva il loro stipendio, Draghi al governo lo garantisce”. “La situazione è gravissima”, ha detto in un’intervista a La Stampa, Silvio Berlusconi, Presidente Forza Italia. Eurodeputato Gruppo del Partito Popolare Europeo. “davvero vogliamo affrontare mesi di paralisi invece di lavorare ogni giorno per affrontare queste emergenze? Chi sta mettendo in pericolo la stabilità del Paese dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”. Con una nota concordata ieri da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini al termine del loro incontro nel buen retiro del Cavaliere a Porto Rotondo in Sardegna i due hanno fatto sapere che “escludono la possibilità di governare ulteriormente con i 5 Stelle per la loro incompetenza e inaffidabilità”. Tutta colpa delle dichiarazioni del loro leader. “Le nuove dichiarazioni di Giuseppe Conte, contraddistinte da ultimatum e minacce”, prosegue la nota, “confermano la rottura di quel patto di fiducia richiamato giovedì scorso dal presidente Mario Draghi e alla base delle sue dimissioni”.

“Non si può cedere ai ricatti di chi ha affossato l’immagine dell’Italia. Il M5s non può continuare a stare al governo. La guerra, l’inflazione, l’aumento dei prezzi e le difficoltà delle fasce più deboli. Ora ci vuole responsabilità”, questo l’appello di Antonio Tajani, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del @Europarl_IT, Coordinatore nazionale di @forza_italia e Vicepresidente del Partito Popolare Europeo@EPP. Nel frattempo 1000 sindaci italiani hanno firmato una lettera aperta per chiedere a Draghi di restare. Solo il senso di responsabilità e le  scadenze che l’Italia deve affrontare a breve per ottenere i fondi del PNRR, che altrimenti andrebbero persi, potrebbe convincere Draghi a rimanere. Ma questo lo sapremo solo tra due giorni. Il Movimento 5 Stelle è diviso al suo interno tra chi vorrebbe restare al governo e chi invoca l’uscita dalla maggioranza. Giovedì scorso il gruppo in Senato non votando la fiducia sul dl Aiuti, fa fatti scoppiare la crisi extra-parlamentare. Da parte dei grillini nessun senso di colpa, nessun ripensamento, nessun rimorso. Nulla di tutto ciò di fronte alla travagliata situazione che ha provocato il non voto dei grillini al Senato. “Alla fine è come se avessero chiesto a Forza Italia di votare una legge che approvasse la patrimoniale”, si giustifica una fonte di primo livello.

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