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ELEZIONI, CORSE , ADDII E RICONGIUNZIONI, MA ALLA FINE VINCERÀ LA COERENZA - WHAT-U

Gli accordi prelettorali stanno facendo fare salti da leoni da uno schieramento all’altro a molti politici. La destra al momento risulta quella più pragmatica e coerente. A parte la perdita di qualche alleato di partito e lo sbandamento iniziale sulla scelta del futuro premier e la linea da adottare su questo fronte in questo periodo di campagna elettore, continua a martellare raccontando agli italiani quali sono gli obiettivi chiave del suo programma. E questo le fa solo che bene mentre la sinistra sembra ancora alla ricerca del bandolo della matassa. E non a caso è partita malissimo. Perché è partita all’attacco della destra, mostrando in questo modo non solo una fragilità come partito, ma anche nei programmi. Per non parlare degli stracci volati  dopo la decisione del leader di Azione Carlo Calenda di recedere dal patto firmato con Enrico Letta, facendo infuriare pure  Più Europa, che invece avevano confermato l’intesa con i dem e oggi hanno presentato la candidatura comune di Carlo Cottarelli.

Calenda voltate le spalle a Letta, affermando che non c’erano più i presupposti che aveva fatto nascere quell’accordo, ha teso una mano a Renzi ed ora i due si dicono uniti per formare il cosiddetto terzo polo.

“Faccio a tutti un in bocca al lupo, ma Cottarelli torna sul luogo del delitto. Il centrosinistra ha licenziato, dopo averla letta, la sua analisi sul taglio della spesa pubblica, che rimase per sempre nel cassetto e che invece porteremo avanti noi di Forza Italia”, queste le parole del deputato di Forza Italia Andrea Ruggieri a iNews24, a commento della candidatura di Cottarelli e Ilaria Cucchi nel centrosinistra. “Quanto a Ilaria Cucchi, non so quanta esperienza politica abbia, ma faccio un in bocca al lupo anche a lei, perché protagonista attivissima di una vicenda che umanamente mi ha molto colpito e ferito”. Sull’ipotesi avanzata dal terzo polo di Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, Ruggieri ha aggiunto: “Parlare di agenda Draghi, o di Draghi senza averlo in persona, è una cosa inutile, velleitaria e che credo non faccia piacere nemmeno al premier. E comunque noi di Forza Italia gli diciamo grazie per quello che ha fatto, anche grazie all’apporto decisivo del nostro partito”. Infine, il deputato ha commentato la candidatura del fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi al Senato: “Ottima notizia, perché Silvio Berlusconi venne vergognosamente e illegittimamente espulso dal Senato ed è bene sanare quella ferita”.

Credo che i vertici del Pd che hanno deciso così ne risponderanno anche al loro elettorato. Nel momento in cui abbiamo cercato di sollecitare il Governo in carica loro vanno con Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana) che ha votato 55 volte contro la fiducia al Governo Draghi”, queste le parole del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, Ospite di 24 Mattina Estate, su Radio 24.
“Bonelli ha ritirato il simbolo di Ev perché la Muroni ha appoggiato il governo Draghi, quindi anche i Verdi erano contro il governo Draghi. Hanno preferito appoggiare chi come Di Maio e Tabacci in un momento difficile hanno creato una forza politica nuova creando uno smottamento nella maggioranza”. Poi citando Di Battista ha aggiunto: “Con Di Battista su alcune questioni politiche non siamo d’accordo. Ad esempio ho sempre detto che non discuteremo la nostra posizione euro-atlantica. Ma l’importante in questi contesti è la postura politica, io non prendo ordini da Washington. Io sono l’unico leader politico che non va a Washington a prendere ordini. Io sono leale con tutti i nostri alleati, ma difendo gli interessi degli italiani in modo vero, non faccio come la Meloni che va lì a Washington e si va a raccomandare per cercare di governare. Su alcune questioni di politica internazionale con Di Battista non ci ritroviamo. Oggi il M5s è un movimento strutturato, dove c’è una linea politica che bisogna condividere, se non la si condivide nascono delle difficoltà, lui ha delle opinioni diverse”, ha aggiunto il leader del Movimento 5 stelle. “Servono regole, chiare e da subito, per le parlamentarie” e “in qualità di membro del comitato di garanzia, la più votata, credo che vada data una risposta immediata”: così su fb Virginia Raggi (M5s). “Il Comitato di Garanzia deve poter esaminare la proposta di regolamento che ci deve essere sottoposta dal Presidente e che disciplina, appunto, le parlamentarie”, scrive. Il M5s “deve poter determinare in modalità trasparente e attraverso procedure partecipate” la “formazione delle liste”. A suo avviso una “composizione delle liste totalmente avulsa da un procedimento partecipato e trasparente” “contrasterebbe” con “questi principi”.

Dal 2017 è in vigore un sistema elettorale misto a separazione completa, ribattezzato Rosatellum bis: in ciascuno dei due rami del Parlamento, il 37% dei seggi assembleari è attribuito con un sistema maggioritario uninominale a turno unico, mentre il 61% degli scranni viene ripartito fra le liste concorrenti mediante un meccanismo proporzionale corretto con diverse clausole di sbarramento. Le candidature per quest’ultima componente sono presentate nell’ambito di collegi plurinominali, a ognuno dei quali spetta un numero prefissato di seggi; l’elettore non dispone del voto di preferenza né del voto disgiunto. La Costituzione stabilisce inoltre che otto deputati e quattro senatori debbano essere prescelti dai cittadini italiani residenti all’estero

Lombardia

La Flat Tax “sarebbe un errore clamoroso. Non credete a queste ‘balle’ portate avanti da politici superficiali”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato sulle sue pagine social la proposta sul fisco del leader della Lega, Matteo Salvini, di una Flat tax al 15% per tutti. Secondo Sala questa proposta “è economicamente insostenibile per un paese già enormemente indebitato. La progressività delle tasse è stata una conquista politica e sociale per una maggiore equità, che va difesa”. E poi ha aggiunto in conclusione: “In questa triste campagna elettorale c’è una vittima sacrificale: la verità. Chi non ha il coraggio di dire la verità alle italiane e agli italiani non può nemmeno avere un’idea di futuro. E figuriamoci se può avere credibilità e concretezza”.

Sicilia

“Accordo Lega-Fi per la candidatura in Sicilia? A mezzo stampa forse, noi non abbiamo fatto alcun accordo e non facciamo intese sulla stampa. Non capiamo ancora l’ostilità nei confronti del presidente uscente Nello Musumeci, ma comunque stiamo lavorando per l’unità della coalizione. Sicuramente, Giorgia Meloni non si farà imporre nomi, la scelta va condivisa. Siamo sereni e al lavoro”, questo il commento del senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, ad ANSA, sull’intesa raggiunta Lega-Fi sulla candidatura a governatore in Sicilia di un esponente del partito di Berlusconi. E alla fine Fi ha indicato l’ex ministra Stefania Prestigiacomo.


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