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NIENTE SCOSTAMENTO DI BILANCIO. LE BOLLETTE SI PAGHERANNO A RATE CON TASSI AGEVOLATI. E NO AL DRAGHI BIS - WHAT-U

Mario Draghi con Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze 

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ora nelle Marche, ad Ostra in provincia di Ancona, per visitare i territori colpiti dal maltempo e presiedere alle riunioni operative con il coordinamento dei soccorsi e con le autorità locali, nella conferenza stampa di ieri  dopo avere annunciato che il Consiglio dei ministri in emergenza ha deliberato lo stato di emergenza per la regione Marche, prevedendo uno stanziamento di 5 milioni di euro pe finanziare proprio i primi interventi per la popolazione, ha parlato dei provvedimenti approvati in Consiglio dei Ministri. Un altro Cdm molto ricco in tanti campi. Prima di tutto l’aiuto alle famiglie e alle imprese per affrontare la crisi energetica, gli aumenti delle bollette e più in generale il carovita. Poi per accelerare l’attuazione del PNRR, in particolare la parte relativa alle riforme strutturali con l’obiettivo di raggiungere il numero maggiore di obiettivi prima del prossimo governo. Infine, il terzo punto: dare attuazione alla diversificazione energetica dal gas russo e verso le rinnovabili che, tra l’altro come purtroppo ci dicono gli avvenimenti di ieri e di oggi, è essenziale per sopravvivere. Lo vediamo concretamente in quello che è successo oggi come la lotta al cambiamento climatico sia fondamentale. “Oggi l’importo complessivo del Decreto è di 14 miliardi di euro a sostegno di famiglie, imprese ed Enti locali che si aggiungono ai quasi 50 miliardi stanziati nei mesi scorsi. Nel complesso, quindi, parliamo di una cifra superiore ai 60 miliardi di euro ed è significativa questa cifra, pari al 3,5% del PIL, che ci pone tra i Paesi che hanno speso di più in Europa. Ci sono grafici, descrizioni, tabelle ormai che ci mostrano come l’Italia sia ai primissimi posti per quanto riguarda la spesa e il sostegno all’economia. Per inciso: 14 miliardi vale il decreto di oggi mentre 17 miliardi il decreto Aiuti bis che è in corso di approvazione, arriviamo quindi a un importo di circa 31 miliardi che sembra rispondere perfettamente alla richiesta di scostamento di 30 miliardi. Per cui ci siamo, a meno che non si pensi a uno scostamento di 30 miliardi ogni mese. A questo abbiamo risposto.  Non prevediamo quindi nessuno scostamento di bilancio”, ha sottolineato Draghi“ma impieghiamo le maggiori entrate fiscali di questi mesi prodotte dall’aumento del tasso di inflazione e dalla crescita”. Draghi ha poi ringraziato il ministro Franco, e tutto il Ministero dell’Economia per l’enorme lavoro svolto, “perché con lui siamo riusciti a sostenere l’economia italiana in questo anno e mezzo riducendo l’indebitamento come credo non fosse mai avvenuto dalla guerra da oggi, almeno in valore assoluto. Quindi da tutti i punti di vista è stata una manovra di politica economica che ha messo le basi per una crescita di più del 6% lo scorso anno e di più del 3% quest’anno. Ed è stata una gestione esemplare”, ha aggiunto.

Per il pagamento delle bollette concessi prestiti ai tassi dei BTP

Tra le varie misure che il premier ha menzionato, il pagamento delle bollette. “Il sistema bancario, nella personalità di alcune grandi banche, ha mostrato disponibilità a lavorare insieme per il Paese. Che significa essere pronti a dare prestiti al tasso dei BTP, quindi senza commissioni aggiuntive agli imprenditori, alle imprese che si presenteranno per il pagamento della bolletta, e anche in generale per il capitale circolante. Questi prestiti saranno garantiti dallo Stato ma, a differenza di altre garanzie date in passato, la garanzia sarà gratuita. Quindi: visto che è un po’ difficile rateizzare le bollette questa è l’equivalente in tutto e per tutto a una rateizzazione, perché viene fatto o viene chiesto un prestito e questo prestito poi si restituirà nell’arco di 5-6-7-8 anni”, ha spiegato il premier.
Il decreto prevede anche un’estensione dei crediti di imposta per le imprese. “Con oggi, centinaia di migliaia di piccole imprese avranno per la prima volta accesso a questo credito di impresa. Inoltre prevediamo un contributo sociale di 150 euro per quei 22 milioni di Italiani circa che guadagnano meno di 20 mila euro, inclusi anche gli incapienti”. Previsto fondi pari a 400 milioni anche per le regioni per aiutare ospedali e RSA e ulteriori fondi agli altri enti locali, al terzo settore e anche le Federazioni sportive. E un intervento specifico da 190 milioni per il settore agricolo, “Voglio inoltre sottolineare”, ha aggiunto, “l’approvazione di due decreti legislativi per promuovere la concorrenza: uno è la Riforma dei servizi pubblici locali che introduce maggiore trasparenza, riduce i conflitti di interesse, precisa le condizioni per il ricorso all’affidamento in house e incoraggia le aggregazioni. Naturalmente vogliamo tutti che i cittadini abbiano servizi pubblici migliori e questo è auspicabilmente un provvedimento importante in quella direzione”.

Concessioni: prevista la mappatura per conoscere i criteri di assegnazione

Draghi ha parlato anche delle concessioni, spiegando che “la mappatura delle concessioni permetterà di verificare con maggiore semplicità le condizioni, le modalità con cui sono affidati i beni demaniali. E sul fronte della diversificazione energetica il premier ha sottolineato che ora c’è un provvedimento che stabilisce tempi rapidi e certi per l’installazione del rigassificatore di Piombino “che è essenziale, è una questione di sicurezza nazionale. Perché è essenziale per garantire le forniture di gas. Sblocchiamo ulteriori 6 parchi eolici che si aggiungono ai 45 già autorizzati, ne restano pendenti altri 14 che contiamo di autorizzare nelle settimane che ci restano prima della fine del governo”.

Sulle lentezze dell’Europa riguardo la possibilità di arrivare a un tetto al prezzo del gas che riguardi tutto il gas che arriva attraverso metanodotto e non soltanto quello russo, in conferenza stampa ha risposto il ministro Cingolani: “La Commissione come sapete aveva un pacchetto di proposte già elaborata – il disaccoppiamento del costo delle rinnovabili dal gas e altre -, queste stanno già andando avanti: la Presidente von der Leyen ne ha già riscritte tre o quattro gli ultimi giorni. Io vi posso dire che siamo già stati chiamati, noi e altri quattro Stati membri, con il gruppo di tecnici a discutere in Commissione il pacchetto finale “price cap”. Il 30 settembre è stato convocato un Consiglio dei Ministri dell’energia straordinario per chiudere su questa vicenda. Quindi a me sembra anche che inizialmente alcuni Paesi più restii prima non volevano sentire parlare di price cap, poi hanno cominciato a ripensarci, si è parlato di price cap solo sul gas russo, si è constatato che sarebbe un po’ anomalo avere solamente su un tipo di molecola e non su un’altra uguale prodotta altrove. Ora la tendenza è parlare di un price cap generalizzato, soprattutto sui gas in pipeline (in conduttura), non sul GNL. Il 30 settembre su questa cosa dovremmo per forza convergere. Io credo che possiamo avere delle ottime chance che questa cosa vada in porto”. Poi la parola è passata di nuovo a Draghi che rispondendo a una cronista della Reuters riguardo un eventuale Draghi bis ha risposto senza tanti giri di parole, con un semplice “no”.  E sulla questione delle eventuali modifiche al PNRR, pur sottolineando che è un tema da campagna elettorale, ha aggiunto: “Cerchiamo di capire che cosa vuol dire rivedere il PNRR, perché quello che si può rivedere è ciò che non è stato bandito e siccome è stato quasi tutto bandito, c’è poco da rivedere. Se ci sono dei progetti che possono essere sostituiti con altri progetti, io penso che una revisione del genere non dovrebbe incontrare grossi ostacoli, ma suggerirei di affrontare la questione non come un fatto ideologico, ma più come fatto abbastanza pragmatico. Naturalmente da quando ci è stato dato il PNRR è cambiato tutto. Ciononostante, anche grazie agli stanziamenti che abbiamo fatto per adeguare i costi dei lavori pubblici, delle materie prime, molti di questi progetti sono andati avanti. Non riesco a capire come possa diventare una questione così dirimente per il futuro politico del Paese. Chiaro che quello che è stato fatto, è stato fatto e non c’è granché possibilità da fare. Bisogna guardare quello che c’è”, ha concluso.


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