
Oggi è stato il giorno della resa dei conti per i coniugi Moretti, proprietari del locale Le Constellation a Crans-Montana, divenuto tristemente noto per la tragedia di Capodanno che ha causato 40 vittime e 116 feriti.
Arresto e Misure Cautelari
In data odierna, al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore presso la Procura di Sion, sono state decise misure restrittive diverse per i due coniugi:
- Jacques Moretti: È stato posto in custodia cautelare. La Procura del Canton Vallese ha motivato la decisione citando un concreto “pericolo di fuga”.
- Jessica Moretti: È stata lasciata in libertà provvisoria, ma resta sotto supervisione giudiziaria e con l’obbligo di collaborare con le autorità.
Le Accuse
Entrambi sono indagati ufficialmente per:
- Omicidio colposo plurimo.
- Lesioni personali colpose.
- Incendio colposo (per negligenza).
L’inchiesta si sta concentrando sulle gravi mancanze in termini di sicurezza: il locale non veniva sottoposto a controlli antincendio dal 2020 e pare che le uscite di emergenza fossero ostruite o difficilmente accessibili. La posizione di della Moretti è stata pesantemente criticata dopo la diffusione di un video delle telecamere di sorveglianza. Le immagini mostrerebbero la donna (ma la notizia è ancora in fase di accertamento) che si allontana dal locale in fiamme portando con sé la cassa, mentre centinaia di ragazzi cercavano disperatamente una via d’uscita. Questo episodio, se confermato, potrebbe portare all’aggravante di omissione di soccorso. Uscendo dalla Procura in lacrime, la Moretti ha rilasciato brevi dichiarazioni chiedendo scusa e definendo l’evento una “tragedia inimmaginabile”. Tramite i loro legali, la coppia ha dichiarato di essere “devastata dal dolore” e di voler collaborare pienamente per accertare le responsabilità. Oggi la Svizzera ha osservato una giornata di lutto nazionale, con una cerimonia a Martigny alla quale hanno partecipato i presidenti Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron.
Le perizie tecniche effettuate dagli esperti del Canton Vallese all’interno de Le Constellation hanno evidenziato una situazione definita “allarmante” dagli inquirenti. Quali le criticità?
- Materiali Infiammabili: Il rivestimento del soffitto, utilizzato per l’insonorizzazione, non era a norma. Si trattava di schiuma poliuretanica non ignifuga che, una volta a contatto con le scintille dei fuochi d’artificio da tavolo (gli sparklers), ha sprigionato gas tossici (cianuro di idrogeno) in pochissimi secondi, rendendo l’aria irrespirabile prima ancora che le fiamme si propagassero. È stato confermato che i pannelli utilizzati per l’insonorizzazione del soffitto erano composti da un materiale plastico ultra-economico e non certificato per l’uso in luoghi pubblici. In presenza di calore, questi pannelli non solo bruciano, ma “piovono” gocce di polimero fuso sui presenti, causando ustioni gravissime.
- Uscite di Sicurezza Ostruite: Delle quattro uscite previste dalla pianta del locale, due risultavano bloccate dall’esterno per evitare ingressi non autorizzati, mentre una terza era parzialmente ostruita da casse di bevande impilate.
- Allarme Antincendio Disattivato: I sensori di fumo erano stati disattivati manualmente. Secondo le prime testimonianze di alcuni dipendenti, questa era una pratica comune per evitare che l’allarme scattasse a causa del fumo delle sigarette o delle macchine per la nebbia utilizzate durante le serate.
- La “Nuvola Nera”: L’analisi chimica dei residui ha rilevato alte concentrazioni di isocianati. Questo spiega perché molte vittime siano state trovate senza segni di ustioni esterne: la morte è sopravvenuta per asfissia e avvelenamento del sangue dopo appena tre o quattro respiri.
- Impianto Elettrico: Oltre agli sparklers, la perizia ha evidenziato che l’impianto elettrico era sovraccarico. Il calore sprigionato dalle luci della discoteca avrebbe già surriscaldato i cavi, creando le condizioni perfette perché una minima scintilla scatenasse l’inferno.
- La “Scatola Nera” del locale: Gli inquirenti della Polizia Cantonale hanno confermato il recupero del server centrale del sistema di videosorveglianza, che non è andato completamente distrutto nel rogo. I video mostrano immagini che confermerebbero che l’incendio è divampato alle 00:14. Pare che i primi soccorsi siano chiamati solo alle 00:21. Sette minuti di vuoto in cui i responsabili avrebbero tentato di spegnere le fiamme con estintori che, secondo alcune testimonianze, erano scarichi o malfunzionanti, invece di ordinare l’evacuazione immediata.
Jacques Moretti è stato ascoltato per ore nel carcere di Sion. Ecco i punti chiave della sua deposizione, filtrati attraverso i suoi legali
Moretti ha negato di aver dato l’ordine di bloccare le porte di sicurezza. Ha sostenuto che le porte erano chiuse per “motivi di ordine pubblico” per evitare che persone senza biglietto entrassero, ma che esisteva un protocollo (mai applicato) per aprirle in caso di emergenza. Sotto pressione, l’imprenditore avrebbe ammesso di aver rimandato i lavori di adeguamento antincendio a causa dei costi elevati e dei mancati incassi degli anni precedenti. “Sapevo che dovevamo cambiare i pannelli al soffitto, ma non pensavo che delle piccole candele potessero causare tutto questo”, avrebbe dichiarato durante il pianto. C’è una discrepanza tra la sua versione e quella di Jessica. Mentre lui cerca di apparire come un imprenditore travolto dagli eventi, le indagini sulla moglie si concentrano sulla distrazione di fondi e sul video della cassa, che Jacques sostiene di non aver visto.
Ora la Procura ha annunciato che intende procedere con un rito abbreviato per i reati meno gravi, ma punterà al massimo della pena per l’omicidio colposo plurimo. In Svizzera, per reati di questo tipo aggravati dalla negligenza consapevole, i coniugi rischiano fino a 20 anni di reclusione. L’inchiesta si sta allargando anche agli uffici comunali di Crans-Montana. Si vuole capire come sia stato possibile che un locale in quelle condizioni abbia continuato a operare senza ricevere sigilli o sanzioni pesanti negli ultimi tre anni.
La Nascita del “Comitato 1° Gennaio”
Le famiglie delle vittime italiane e svizzere si sono unite in un comitato civile per chiedere giustizia.
- La Class Action: È stata annunciata una causa collettiva contro i coniugi Moretti e contro la società di certificazione che aveva rilasciato l’ultima idoneità tecnica al locale nel 2020.
- Richiesta di sequestro: Gli avvocati del comitato hanno chiesto il sequestro preventivo di tutti i beni mobili e immobili della famiglia Moretti, per evitare che i capitali vengano spostati all’estero prima dell’inizio del processo civile per i risarcimenti.
Testimonianze Drammatiche
Alcuni sopravvissuti, attualmente ricoverati al centro grandi ustionati di Losanna, hanno iniziato a parlare con i magistrati:
“C’era un fumo nero e denso che scendeva dal soffitto come una coperta. La gente non urlava nemmeno, cadevano a terra perché non riuscivano a respirare. Quando siamo arrivati all’uscita sul retro, abbiamo scoperto che era chiusa a chiave. Abbiamo dovuto sfondare una vetrata con un tavolino per uscire.” — Marco P., 21 anni, sopravvissuto.
Il Consiglio Federale svizzero oggi ha discusso una moratoria urgente:
- Divieto assoluto di fuochi d’artificio e candele pirotecniche all’interno di locali pubblici su tutto il territorio nazionale.
- Inasprimento delle pene per i proprietari di locali che violano le norme antincendio, equiparando l’omissione di sicurezza all’omicidio volontario in caso di tragedia.
La situazione dei feriti
Dei 116 feriti iniziali:
- 12 restano in condizioni critiche e in coma farmacologico.
- 45 sono stati dimessi con ferite lievi o intossicazioni da fumo.
- Gli altri rimangono sotto osservazione per gravi ustioni o traumi da schiacciamento dovuti alla calca.
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