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IRAN IN RIVOLTA, IL BILANCIO DEI MORTI È SALITO A 62


In Iran la situazione è estremamente drammatica. Proprio oggi, 9 gennaio, il Paese è nel pieno di quella che molti osservatori definiscono una vera e propria insurrezione popolare, la più vasta dalla rivoluzione del 1979. Le manifestazioni, esplose lo scorso 28 dicembre a causa del collasso economico e dell’inflazione galoppante, si sono trasformate in una rivolta politica totale contro il regime teocratico. Secondo le ultime stime delle ONG (tra cui Iran Human Rights), il bilancio dei morti è salito ad almeno 62 persone, tra cui diversi minori, uccisi dal fuoco delle forze di sicurezza. Si contano oltre 2.200 detenuti. E poi sono stati segnalati episodi gravissimi, come l’irruzione delle forze speciali negli ospedali (come accaduto a Ilam) per prelevare manifestanti feriti. Da ieri, 8 gennaio, le autorità hanno imposto un blackout quasi totale delle comunicazioni. Internet è isolato in gran parte del Paese, incluse Teheran, Tabriz e Mashhad. Questo rende difficile la circolazione di video e prove delle violenze, ma le notizie continuano a filtrare tramite telefoni satellitari e reti clandestine. Per la prima volta in modo così massiccio, nelle strade si sentono slogan a favore della monarchia e del principe Reza Pahlavi. Tra le tante, circolano notizie di un imminente incontro a Mar-a-Lago tra il principe Pahlavi e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sta seguendo da vicino la crisi. Trump ha avvertito pubblicamente Teheran: “Se inizierete a uccidere i manifestanti, colpiremo molto duramente”. La Guida Suprema Khamenei ha definito i manifestanti “rivoltosi” manovrati da potenze straniere (USA e Israele), mentre il presidente Pezeshkian appare in forte difficoltà nel gestire la crisi economica che ha innescato la miccia. Si rincorrono persino voci, non confermate, di preparativi per un’eventuale fuga dei vertici del regime verso Mosca qualora la situazione dovesse precipitare ulteriormente. Lo sciopero generale dei commercianti del Gran Bazar di Teheran ha dato un colpo durissimo alla stabilità del governo. La comunità internazionale (Francia, Regno Unito e Germania) ha appena rilasciato una dichiarazione congiunta chiedendo la fine immediata delle violenze.



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