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Guerra Iran, Trump schiera Vance e Kushner: Teheran respinge il cessate il fuoco


Il presidente Usa Donald Trump (ph. Media Casa Bianca)

di Pat Sinclair

Durante la tradizionale caccia alle uova di Pasqua sul prato sud della Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha affrontato apertamente le polemiche sollevate dal suo recente e durissimo post su Truth Social, giustificando l’uso di un linguaggio volgare e minaccioso come una scelta deliberata per dare forza alle proprie posizioni. Rivolgendosi ai giornalisti, Trump ha spiegato che le espressioni colorite e le minacce dirette servivano “solo a chiarire il punto di vista”, riferendosi al messaggio in cui intimava ai leader iraniani di riaprire lo Stretto di Hormuz per evitare conseguenze devastanti, arrivando a fissare una scadenza tassativa per le ore 20:00 (ora della costa orientale) di questo martedì. Il clima di tensione è palpabile: il Presidente ha rincarato la dose affermando di avere pronte opzioni “persino peggiori” del bombardamento di ponti e centrali elettriche, infrastrutture già esplicitamente indicate come bersagli nel suo post domenicale. Nonostante questa retorica incendiaria, il fronte diplomatico resta parzialmente attivo. Trump ha infatti confermato che una squadra di alto livello, composta dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e dal genero Jared Kushner, è impegnata in colloqui con paesi intermediari. Tuttavia, il percorso verso una risoluzione appare estremamente in salita. Sebbene la CNN abbia riportato che Pakistan, Egitto e Turchia abbiano tentato di mediare tra Washington e Teheran, i colloqui indiretti sembrano essersi interrotti bruscamente la scorsa settimana, facendo naufragare, almeno per il momento, i preparativi per un incontro di persona. Dall’altra parte, la risposta dell’Iran non si è fatta attendere e non mostra segni di cedimento. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale IRNA, Teheran ha presentato una controproposta in dieci clausole che respinge il piano di cessate il fuoco statunitense, giudicandolo insufficiente. L’Iran chiede invece una fine definitiva delle ostilità che includa la revoca totale delle sanzioni, la ricostruzione e un nuovo protocollo per il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz. I media statali iraniani hanno interpretato la proroga delle scadenze da parte di Trump come un segnale di debolezza, sostenendo che gli eventi recenti abbiano dimostrato la superiorità dell’Iran nel conflitto. In questo scenario di stallo critico, l’attesa è ora tutta per la conferenza stampa prevista per le 13:00 alla Casa Bianca, che precederà di poche ore la scadenza dell’ultimatum fissato dal Presidente.



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