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Sinner trionfa a Montecarlo 2026: batte Alcaraz e torna Numero 1 ATP


di Patrizia Vassallo

Il rosso di Montecarlo si tinge d’azzurro. In una domenica che profuma già di storia, Jannik Sinner ha completato un’opera iniziata mesi fa sul cemento americano, andando a prendersi il trono del Principato e, con esso, la vetta del ranking ATP. La finale contro Carlos Alcaraz, vinta con il punteggio di 7-6, 6-3, non è stata solo una partita di tennis, ma una vera e propria prova di forza mentale e tecnica, giocata contro un avversario formidabile e un vento capriccioso che ha messo a dura prova i nervi di entrambi. E con questo successo, Sinner entra in un club esclusivissimo: è il secondo uomo nella storia, dopo Novak Djokovic nel 2015, capace di vincere il Sunshine Double (Indian Wells e Miami) e Montecarlo nello stesso anno. Un filotto che lo proietta a quota 27 titoli in carriera, sorpassando proprio il rivale spagnolo e pareggiando il conto dei Masters 1000 a quota otto. La vittoria dell’altoatesino ha scosso le redazioni di tutto il mondo. In Italia, l’entusiasmo è alle stelle per un successo che mancava dal 2019, quando a trionfare fu Fabio Fognini. I quotidiani nazionali celebrano un atleta “totale”, ormai capace di dominare anche sulla terra battuta, superficie che finora gli aveva regalato solo il titolo di Umago. Ma è interessante leggere la reazione della stampa spagnola, che riconosce con sportività la superiorità dell’azzurro pur con una punta di amarezza.

  • Marca parla di un Alcaraz “tradito dal vento e dai doppi falli”, ma ammette che “la solidità di Sinner nei momenti cruciali è attualmente fuori portata per chiunque”.
  • Mundo Deportivo sottolinea come la crescita di Jannik sia stata “metodica e implacabile”, definendolo un “muro di gomma che restituisce ogni colpo con il doppio della violenza”.
  • L’Equipe, in Francia, si sposta già oltre, definendo Sinner il “grande favorito per il prossimo Roland Garros”, evidenziando come la sua capacità di adattare i colpi piatti alla terra stia cambiando le gerarchie della stagione sul rosso.

La nascita di un’epopea: Jannik vs Carlos

La sfida tra Sinner e Alcaraz non è nata oggi. È una rivalità che affonda le radici nei tornei Challenger e nei primi turni dei grandi tornei, quando entrambi erano “soltanto” le promesse del futuro. Il mondo si accorse che il tennis era in buone mani durante lo storico quarto di finale agli US Open 2022, una battaglia epica terminata quasi alle tre del mattino. Da allora, ogni loro incontro è diventato un evento generazionale: il tennis fisico, acrobatico e istintivo dello spagnolo contro quello geometrico, potente e glaciale dell’italiano.

A differenza delle rivalità del passato, tra i due regna un rispetto profondo. Non ci sono provocazioni, solo la consapevolezza che per battere l’altro bisogna alzare l’asticella a livelli quasi sovrumani

Ma cosa rende questi due atleti così speciali e così diversi?

Jannik Sinner ha costruito il suo successo su una pressione costante. La sua arma principale è la capacità di colpire la palla con una velocità d’uscita impressionante, specialmente dal lato del rovescio, mantenendo i piedi incollati alla riga di fondo. Se un tempo Jannik era considerato “monocorde”, oggi è un giocatore completo: ha imparato a usare le variazioni, come dimostrato a Montecarlo con smorzate millimetriche, ma la sua vera forza rimane la tenuta mentale. Sinner non si scuote se perde il servizio, non impreca contro il vento; processa l’errore come un computer e passa al punto successivo. È questa freddezza che trasforma i suoi turni di risposta in un incubo per gli avversari. Carlos Alcaraz, di contro, è il genio dell’improvvisazione. Lo spagnolo gioca un tennis “elettrico”: possiede un diritto che può viaggiare a velocità siderali e una sensibilità nel tocco che gli permette di giocare palle corte spettacolari in qualsiasi momento. La sua mobilità è probabilmente la migliore del circuito; Carlos arriva su palle che altri non correrebbero nemmeno. Tuttavia, la sua esuberanza è anche il suo limite: a volte cerca il colpo ad effetto quando basterebbe la concretezza, e nei momenti di tensione tende a commettere qualche errore di troppo (come i tre doppi falli nel tie-break di domenica).

Verso Madrid e Roma

Il tour si sposta ora verso la Spagna e l’Italia. Madrid e Roma sono le prossime tappe di una marcia trionfale che sembra non avere fine. Con il ritorno al numero 1 del mondo, Sinner non è più il cacciatore, ma la preda. Ma se il “feedback” cercato sulla terra era questo, per gli avversari si prospettano mesi molto complicati. L’Italia del tennis si gode il suo re, consapevole che il meglio deve ancora venire.



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