
di Patrizia Vassallo
Il mondo del cinema francese e internazionale piange la scomparsa di Nadia Farès, l’attrice e modella che si è spenta ieri, 17 aprile 2026, all’età di 57 anni presso l’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi. La notizia, confermata dalle figlie in una nota all’agenzia AFP, arriva dopo una settimana di agonia iniziata l’11 aprile, quando l’attrice era stata soccorsa d’urgenza presso la nota palestra “Blanche”, nel IX arrondissement di Parigi. Secondo le prime ricostruzioni fornite da quotidiani come Le Figaro e Libération, Nadia Farès è stata trovata immobile sul fondo della piscina del centro sportivo. Alcuni testimoni oculari hanno riferito dettagli inquietanti: sembra che l’attrice stesse praticando degli esercizi di apnea o delle posizioni di yoga subacqueo prima di perdere conoscenza. Sebbene la polizia parigina mantenga il massimo riserbo e stia esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza, la stampa francese propende per l’ipotesi di un malore improvviso, probabilmente una sincope, causato dallo sforzo fisico o da una condizione medica non diagnosticata. Non si esclude che l’attrice possa essere rimasta sott’acqua per diversi minuti prima che gli altri nuotatori si accorgessero della gravità della situazione. Nonostante l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco e il ricovero in terapia intensiva sotto coma farmacologico, i danni cerebrali sono risultati irreversibili.
Carriera e successi: dal Marocco a Hollywood
Nata a Marrakech nel 1968 da padre marocchino e madre armena, Nadia Farès aveva saputo fondere le sue radici multiculturali in una presenza scenica magnetica. Se il grande pubblico la ricorda indelebilmente per il ruolo di Fanny Ferreira nel thriller cult I fiumi di porpora (2000), la sua carriera è stata molto più sfaccettata. Nadia ha debuttato nel 1992 con Les Amies de ma femme, ma è il noir francese degli anni ’90 a valorizzarne i tratti decisi e l’intensità drammatica. Dopo il successo con Jean Reno, è approdata a Hollywood partecipando a produzioni come War (2007) con Jet Li e Jason Statham, e l’horror australiano Storm Warning. Recentemente aveva riconquistato la popolarità televisiva con la serie Netflix “Marseille”, dove interpretava la determinata Vanessa d’Abrantès accanto a Gérard Depardieu. Tra i suoi ultimi lavori figurano il thriller On the Line (2022) con Mel Gibson e il film Toujours Possible con Amanda Lear.
Vita privata: un amore lontano dai riflettori
Nonostante la fama, Nadia Farès aveva sempre cercato di proteggere la propria sfera intima. Nel 2002 aveva sposato Steve Chasman, noto produttore cinematografico americano (braccio destro di Jason Statham). Per seguire il marito, l’attrice si era trasferita per lungo tempo a Los Angeles, rallentando parzialmente l’attività lavorativa per dedicarsi alla crescita delle loro due figlie, Shana e Cylia. Proprio il legame con la famiglia era il motivo per cui l’attrice faceva spesso la spola tra la California e Parigi, città che amava e dove purtroppo ha trovato il tragico destino. La morte di Nadia Farès non è solo il tragico epilogo di un incidente in piscina, ma la fine di un percorso artistico che aveva saputo unire l’eleganza parigina al fascino misterioso delle sue origini mediterranee. L’attrice, che molti colleghi descrivono come una donna vitale e profondamente legata alla disciplina fisica (fatto che rende ancora più amara la dinamica del suo malore in acqua), lascia un vuoto incolmabile in una generazione di cinefili che l’aveva eletta a icona del thriller europeo. Le testate francesi oggi non ricordano solo la “ragazza dei fiumi di porpora”, ma una professionista capace di navigare tra Hollywood e le produzioni d’autore francesi con una naturalezza rara. Mentre le indagini cercheranno di chiarire se si sia trattato di un fatale errore durante un allenamento estremo o di un tradimento del cuore, resta il ricordo di uno sguardo che, anche negli ultimi anni in Marseille, non aveva perso nulla di quella forza magnetica che l’aveva resa celebre in tutto il mondo.
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