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Renée Revah: la mostra “Tehom” al Memoriale della Shoah


Il Memoriale della Shoah di Milano si conferma ancora una volta come uno spazio vivo, dove la memoria non è un monolite statico ma un processo in continua evoluzione. Dal 14 maggio al 6 settembre 2026, i suggestivi e severi spazi del Binario 21 ospiteranno “Tehom”, la mostra personale dell’artista Renée Revah, un progetto che affronta l’eredità del trauma attraverso una sensibilità visiva rara e profonda.

Il titolo stesso, Tehom, ci proietta immediatamente in una dimensione ancestrale: in ebraico la parola indica la “profondità primordiale”, quell’abisso oscuro che precede la creazione o che inghiotte la storia. Per Revah, questo abisso è quello della propria genealogia, segnata indelebilmente dalla deportazione della sua famiglia da Salonicco ad Auschwitz nel 1943. Di quel nucleo familiare solo il nonno, Albert Revah, riuscì a salvarsi rifugiandosi ad Atene, vivendo il resto dei suoi giorni in un’attesa sospesa, senza mai trovare la forza di visitare i luoghi dove i suoi cari erano scomparsi. L’artista sceglie di compiere quel viaggio negato, non per documentare i fatti storici — già ampiamente cristallizzati nei libri — ma per dare corpo all’assenza. Attraverso un intreccio di fotografie, video e testi, la mostra si configura come un dialogo intimo e postumo tra l’artista e il nonno. Al centro di questa narrazione emerge un elemento tattile e simbolico: un tessuto bianco lavorato a maglia, cimelio di famiglia, che attraversa le opere come un filo d’Arianna. Questo oggetto, carico di memoria domestica, si trasforma e si adatta, diventando metafora di un legame che la violenza della storia ha tentato di spezzare, ma che l’arte riesce a ricomporre. L’acqua è l’altro grande protagonista di Tehom. Ricorrente e ipnotica, essa funge da spazio di metamorfosi dove il dolore individuale si scioglie in una dimensione collettiva e catartica. Con un linguaggio sobrio, lontano da ogni retorica o spettacolarizzazione del dolore, Renée Revah si avvicina all’irrappresentabile con passi silenziosi, offrendo ai visitatori non solo una mostra, ma un’esperienza immersiva di riflessione. L’inaugurazione, prevista per giovedì 14 maggio alle ore 18.00, vedrà la partecipazione dell’artista e del curatore, segnando l’inizio di un percorso espositivo che invita a “portare con sé ciò che resta”, trasformando il vuoto dell’assenza in una presenza consapevole e necessaria.

Un Maggio di Riflessione e Musica al Memoriale

La mostra di Renée Revah si inserisce in un palinsesto primaverile particolarmente denso per il Memoriale. Prima dell’apertura di Tehom, il pubblico sarà chiamato a confrontarsi con le complessità del pensiero critico e la bellezza della contaminazione culturale:

  • Il 4 maggio (ore 18.00), si terrà un incontro cruciale dedicato all’edizione critica di Mein Kampf. Gli storici e gli studiosi Marcello Flores, Vittorio Lingiardi e Tonia Mastrobuoni discuteranno l’importanza di studiare i testi del male per comprendere i meccanismi di costruzione dell’odio, offrendo strumenti critici necessari per interpretare anche le derive estremiste contemporanee.
  • Il 6 maggio (ore 18.30), la Società del Quartetto celebrerà i vent’anni del NefEsh Trio. Un concerto che promette di essere un viaggio spirituale oltre che musicale, capace di fondere canti sinagogali, Klezmer, sonorità arabe e jazz. Un’occasione per sentire come la musica possa farsi ponte tra tradizioni diverse, risuonando con forza tra le mura del Memoriale.


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