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Morto Alex Zanardi: addio al campione simbolo di resilienza


di Marco Boccardo

La notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere è arrivata questa mattina, carica di quel silenzio rispettoso che si deve ai grandi. Alessandro Zanardi si è spento nella serata di ieri, 1° maggio, lo stesso giorno in cui, trentadue anni fa, il destino portò via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna. Ad annunciarlo è stata la sua famiglia, con una nota che parla di una scomparsa avvenuta serenamente, nel calore dei suoi affetti più cari. Con lui se ne va non solo un pilota straordinario e un campione paralimpico leggendario, ma il simbolo vivente di una forza morale che sembrava sfidare le leggi stesse della natura. La storia di Alex è stata un lungo e commovente romanzo di cadute e rinascite. Tutto ebbe inizio quel tragico 15 settembre 2001, sulla pista del Lausitzring. In uno schianto che avrebbe fermato chiunque, Zanardi perse le gambe e rischiò di morire dissanguato sotto gli occhi del mondo. Ma fu proprio in quel momento che emerse il “secondo” Alex: un uomo capace di guardare a ciò che restava anziché a ciò che era andato perduto. La sua resilienza non fu un atto isolato di coraggio, ma una scelta quotidiana, nutrita da un ottimismo contagioso e da una voglia di vivere che lo portò, contro ogni previsione, a tornare a gareggiare, a vincere quattro ori paralimpici e a diventare un punto di riferimento per chiunque affrontasse una disabilità. Come lui stesso amava ricordare, quando ci si trova davanti a un muro si può decidere di fermarsi o cercare il modo di scavalcarlo; Alex non ha mai smesso di cercare quel modo. Tuttavia, il destino aveva in serbo un’altra prova, forse ancora più crudele. Nel giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza, un nuovo terribile scontro con un camion sulle strade della Toscana lo ha riportato in un abisso di interventi chirurgici e terapie intensive. Eppure, anche in quel buio durato sei anni, la sua luce non si è mai spenta del tutto. Supportato da una famiglia straordinaria — la moglie Daniela e il figlio Niccolò — Alex ha lottato con la stessa grinta che metteva in pista. I suoi cari sono stati lo scudo e la forza, proteggendo la sua privacy e restandogli accanto con una dedizione che è diventata, a sua volta, una lezione di amore e dignità. Il figlio Niccolò, con quel post che commosse il web promettendo di non lasciare mai la sua mano, ha dato voce al sentimento di un’intera nazione. Zanardi ci lascia un’eredità che va oltre le medaglie e i trofei. Ci insegna che la parola “fine” la scriviamo solo noi e che, nonostante i torti della vita, esiste sempre un motivo per sorridere e ricominciare. Oggi il mondo dello sport e l’Italia intera piangono l’uomo dalle mille vite, il campione che ha reso l’impossibile una semplice sfida da superare. Alex se ne va a 59 anni, ma il suo esempio di resilienza resterà per sempre impresso nella memoria collettiva come un eterno inno alla vita.



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