Menu Chiudi

Missione Rubio a Roma: tra Papa e Meloni per frenare lo strappo con Trump


Il segretario di Stato americano Marco Rubio/ph.X

di Pat Sinclair

La diplomazia statunitense si prepara a una missione ad alto rischio a Roma, con l’obiettivo di gettare acqua sul fuoco dopo settimane di tensioni che hanno portato i rapporti tra Washington, il Vaticano e Palazzo Chigi ai minimi storici. Giovedì 7 e venerdì 8 maggio, il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà in Italia per una serie di incontri cruciali che la stampa internazionale ha già ribattezzato come la missione del “grande disgelo”.

Il fronte vaticano: Rubio tra il Papa e le critiche di Trump

Il primo impegno di Rubio sarà oltretevere. Giovedì, il segretario di Stato incontrerà Papa Leone XIV (l’americano Robert Francis Prevost, asceso al soglio pontificio) e il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin. Come sottolineato da Fox News e dal Guardian, la visita giunge in un momento di estrema freddezza: il Pontefice è stato recentemente bersaglio di duri attacchi da parte di Donald Trump, che sui social media lo ha definito “liberale”, “debole” sulla criminalità e “pessimo” in politica estera. Le frizioni sono alimentate soprattutto dalla posizione del Vaticano sulla crisi in Medio Oriente e sulla guerra in Iran, con il Papa che ha apertamente condannato l’escalation militare e la strategia della Casa Bianca. Rubio, descritto dallo stesso Trump come “il miglior Segretario di Stato di sempre”, avrà l’arduo compito di ricucire il dialogo con un Papa che ha dichiarato di “non avere paura dell’amministrazione Trump”, ma che appare fermo nelle sue convinzioni pacifiste.

Lo strappo con Giorgia Meloni

Se con il Vaticano la distanza è ideologica, con il governo italiano il caso è politico e personale. Solo poche settimane fa, il 14 aprile, Trump aveva scosso i palazzi romani con un’intervista al Corriere della Sera in cui si diceva “scioccato” da Giorgia Meloni, accusandola di mancanza di coraggio per non aver sostenuto pienamente l’azione americana contro Teheran. Dopo giorni di incertezza, l’agenda ufficiale della Presidenza del Consiglio ha confermato che Rubio incontrerà la premier venerdì alle 11:30 a Palazzo Chigi. Fonti giornalistiche americane, evidenziano come questa visita sia un tentativo di riparare quello che sembra un “ponte spezzato”. Nonostante l’Italia resti un hub militare fondamentale per gli USA, con circa 13.000 soldati attivi sul territorio, la Casa Bianca ha percepito come un tradimento la cautela italiana sulla sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz.

Il “fattore Salvini” e l’ombra di Breitbart

A complicare ulteriormente il quadro diplomatico è intervenuto un nuovo segnale di Trump, che molti analisti leggono come uno sgarbo deliberato nei confronti di Meloni. Il tycoon ha recentemente rilanciato sul suo social Truth un’intervista di Matteo Salvini

rilasciata al sito conservatore Breitbart. Nell’intervista, realizzata a margine delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina (dove era presente anche il vice di Rubio, J.D. Vance), Salvini ha ribadito la sua fedeltà totale a Trump, definendolo “il nostro amico e alleato” e assicurando che “ogni malinteso sarà risolto presto”. Questo endorsement incrociato sembra voler accreditare il leader della Lega come l’interlocutore più affidabile per la destra americana, proprio mentre Rubio cerca di mediare con una Meloni visibilmente irritata dalle recenti uscite di Washington.

Il programma del venerdì

Oltre al faccia a faccia con la premier, Rubio concluderà la sua missione venerdì con due incontri operativi:

  • In mattinata vedrà il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con cui discuterà del coordinamento diplomatico in sede NATO e delle crescenti tariffe commerciali.
  • A pranzo si terrà il colloquio con il ministro della Difesa Guido Crosetto, centrato sulla cooperazione militare e sulla gestione delle basi americane in Italia in un clima di crescente instabilità globale.

Per Rubio si tratta della terza visita in un anno, ma è senza dubbio la più difficile: dovrà dimostrare che l’asse Roma-Washington è ancora solido, nonostante i tweet di Trump e le divergenze profonde sulla nuova Guerra del Golfo che sta mettendo a dura prova l’economia europea.



Scopri di più da WHAT U

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Articoli Correlati

error: Content is protected !!

Scopri di più da WHAT U

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere