

Elon Musk (ph. Di NORAD and USNORTHCOM) San Altman (ph. di TechCrunch – TechCrunch)
di Patty Grove
Mentre le aule di tribunale di Oakland sono ancora calde per la battaglia legale tra Elon Musk e Sam Altman sulla natura “non profit” (ormai svanita) di OpenAI, l’industria cinematografica si prepara a trasformare questo scontro ideologico e personale in un evento globale da grande schermo. Amazon MGM sta infatti per sciogliere le riserve su “Artificial”, l’attesissimo progetto diretto da Luca Guadagnino che promette di fare per l’intelligenza artificiale ciò che The Social Network fece per l’era dei social media.
Un cast di stelle per un ritratto al vetriolo
Secondo quanto confermato da diverse fonti produttive, la scelta del cast riflette la volontà di Guadagnino di muoversi su un crinale sottile tra dramma shakesperiano e satira tagliente. Andrew Garfield presterà il suo volto a Sam Altman, un ruolo che Variety descrive come “complesso e stratificato”, lontano dall’agiografia tecnologica. Al suo fianco, in una scelta che ha già fatto discutere i social, Ike Barinholtz interpreterà Elon Musk. Sebbene Barinholtz sia noto per i suoi tempi comici, le prime indiscrezioni sulle proiezioni di prova suggeriscono un’interpretazione disturbante e intensa, capace di catturare l’imprevedibilità del proprietario di X. Tuttavia, il vero cuore emotivo della pellicola non sembrerebbe risiedere nei due protagonisti più celebri. Come riportato da Deadline, l’attenzione della critica è già rivolta a Yura Borisov. L’attore russo, fresco della candidatura agli Oscar per Anora, interpreta Ilya Sutskever, il co-fondatore di OpenAI e figura chiave nel tentato “colpo di stato” interno all’azienda. È lui, secondo chi ha visionato la sceneggiatura, il personaggio tragico della storia: lo scienziato che vede la sua creatura trasformarsi in qualcosa di incontrollabile.
Strategie di distribuzione: evitare lo scontro con Zuckerberg
La decisione di Amazon MGM di puntare a un’uscita nei primi mesi del 2027 non è casuale. Hollywood si sta preparando a una vera e propria invasione di “tech-biopic”. Sony ha infatti blindato l’autunno precedente per il debutto di “The Social Reckoning”, il sequel spirituale di The Social Network scritto nuovamente da Aaron Sorkin. Con Jeremy Strong nei panni di un Mark Zuckerberg più maturo e spietato, il rischio di una sovrapposizione tematica era troppo alto. Amazon ha quindi preferito distanziare i due film, permettendo ad Artificial di godere di una finestra distributiva dedicata, lontano dal clamore del film di Sorkin previsto per il 9 ottobre.
Intrighi aziendali e amicizie pericolose
L’uscita del film di Guadagnino si porta dietro un carico di ironia non indifferente per i vertici di Amazon. È noto infatti che Jeff Bezos e Sam Altman vantino un rapporto di lunga data, e la recente partnership strategica che vede Amazon investire fino a 50 miliardi di dollari in OpenAI rende la situazione quasi paradossale. Produrre un film che, secondo le fonti di Page Six, non dipinge Altman sotto una luce particolarmente lusinghiera, potrebbe creare qualche imbarazzo diplomatico tra i corridoi di Seattle e quelli di San Francisco.
Dalla sceneggiatura “noiosa” al tocco di Guadagnino
Il percorso creativo di Artificial non è stato privo di ostacoli. The Hollywood Reporter aveva precedentemente accennato a come la sceneggiatura originale di Simon Rich fosse stata etichettata come “troppo tecnica” da alcuni grandi studi come Warner Bros. e Paramount. Tuttavia, l’intervento di Luca Guadagnino ha stravolto l’impostazione iniziale. Il regista di Challengers ha trasformato un resoconto di riunioni aziendali in un teso thriller psicologico, focalizzandosi sulle ambizioni umane, sul tradimento e sulla solitudine del potere. Con il processo tra Musk e Altman che si avvia alla conclusione a fine mese, la realtà sta scrivendo il finale di un film che, prima ancora di arrivare nelle sale, ha già diviso la Silicon Valley. Se il verdetto del tribunale arriverà presto, quello del pubblico dovrà attendere l’inizio del 2027, quando finalmente vedremo se Garfield e Barinholtz riusciranno a rendere giustizia a una delle faide più significative della nostra epoca.
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