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MORTO TED TURNER: ADDIO AL FONDATORE DELLA CNN E LEGGENDA DEI MEDIA


Il mondo dell’informazione si ferma per rendere omaggio a uno dei suoi più grandi architetti. Ted Turner, il magnate che ha trasformato il modo in cui l’umanità consuma le notizie, si è spento all’età di 87 anni. La notizia, confermata con profonda commozione dalla famiglia e dalla stessa CNN, segna la fine di un’epoca. Turner, che da tempo combatteva con dignità contro la demenza a corpi di Lewy, lascia un vuoto incolmabile in quel panorama mediatico che lui stesso aveva contribuito a plasmare da zero, armato di una fiducia incrollabile nelle proprie intuizioni. La storia di Ted Turner non è solo la cronaca di un successo imprenditoriale, ma il racconto di una sfida costante allo status quo. Nato in Ohio ma cresciuto nel cuore pulsante di Atlanta, Turner ereditò l’azienda di cartellonistica pubblicitaria del padre in un momento di crisi. Fu lì che emerse il suo carattere “intrepido e senza paura”, come lo ha definito oggi Mark Thompson, CEO di CNN Worldwide. Nonostante lo scetticismo dei contemporanei, Ted intuì che il futuro non era scritto sulla carta o sui cartelloni stradali, ma viaggiava attraverso le frequenze televisive.

Ted Turner ph. Gotfryd, Bernard, photographer –

L’idea che avrebbe cambiato per sempre il giornalismo nacque da una riflessione quasi provocatoria: perché le notizie devono avere un appuntamento fisso se il mondo non smette mai di girare? In un’epoca in cui i grandi network trasmettevano i telegiornali solo in fasce orarie prestabilite, Turner immaginò un flusso continuo, una finestra aperta sul mondo 24 ore su 24. Fu così che nel 1980 nacque la CNN. Molti analisti dell’epoca bollarono l’iniziativa come un suicidio finanziario, ribattezzando la rete “Chicken Noodle Network” per metterne in dubbio la solidità. Eppure, Turner ebbe ragione. La sua capacità di trasmettere eventi in tempo reale, abbattendo le barriere geografiche, trasformò la televisione in un testimone oculare globale.

Ma Turner non era solo il “magnate delle notizie”. Soprannominato “la Bocca del Sud” per la sua schiettezza disarmante, è stato un uomo dalle mille anime: uno yachtsman capace di vincere l’America’s Cup, un filantropo che ha donato un miliardo di dollari alle Nazioni Unite e un ambientalista convinto molto prima che il clima diventasse un’emergenza globale. Anche la sua vita privata ha ricalcato la grandezza della sua figura pubblica, segnata in particolare dal legame profondo con Jane Fonda, l’attrice e attivista che rimase al suo fianco per un decennio e che lui non smise mai di definire il grande amore della sua vita. Oggi, mentre la CNN e i media di tutto il mondo celebrano il “gigante sulle cui spalle ci reggiamo”, resta l’eredità di un uomo che ha saputo vedere il futuro prima degli altri. Turner non ha solo creato un impero; ha rimpicciolito il pianeta, rendendo ogni cittadino partecipe dei grandi eventi della storia nel momento esatto in cui accadevano. Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia del Novecento, ma il suo spirito guida continuerà a scorrere in ogni pixel di informazione globale.

Il post su Instagram dell’ex moglie Jane Fonda

Il lungo e commosso addio affidato ai social da Jane Fonda non è solo l’omaggio a un titano dell’industria, ma l’ultimo atto di una delle storie d’amore più iconiche e impetuose del Novecento americano. Una relazione nata sotto il segno della sfida, proprio come il carattere di Ted Turner.

Il primo incontro: un “no” diplomatico

Tutto ebbe inizio nel 1989. Jane Fonda aveva appena divorziato dal suo secondo marito, l’attivista Tom Hayden, e non aveva alcuna intenzione di tuffarsi in una nuova storia. Quando Ted Turner — già fondatore della CNN e vincitore dell’America’s Cup — la chiamò per invitarla a uscire, Jane rispose con la sua proverbiale fermezza: “Mi richiami tra sei mesi, sto attraversando un periodo difficile”. Turner, che non era uomo abituato a perdere, non aspettò un secondo di più: la richiamò esattamente sei mesi dopo, al minuto scaccato.

Il matrimonio e la “trasformazione”

Si sposarono nel 1991, nel giorno del cinquantatreesimo compleanno di Jane, in un ranch in Florida. Fu l’unione di due mondi: l’attivismo radicale e il glamour di Hollywood che incontravano il pragmatismo spietato e la visione sconfinata del “Cavaliere delle Terre Selvagge”. Per dieci anni sono stati la “power couple” definitiva. Jane abbandonò temporaneamente le scene per seguirlo nelle sue tenute, imparando a pescare, a cacciare e a gestire mandrie di bisonti, diventando — come lei stessa confessa nel post — la stratega dietro lo stratega. Ted, dal canto suo, trovò in Jane l’unica persona capace di reggere il passo della sua competitività ossessiva, che andava dal numero di ettari posseduti alle sfide sugli sci.

Un legame oltre la fine

Il divorzio arrivò nel 2001, causato in parte dalle rigidità di Ted e dalla necessità di Jane di ritrovare la propria indipendenza (“Avevo bisogno di possedere me stessa”, dichiarò all’epoca). Eppure, il post di oggi dimostra che il loro legame non si è mai spezzato. Jane non ricorda solo il magnate o il filantropo, ma l’uomo vulnerabile che “aveva bisogno di lei”. L’immagine finale di Ted accolto in paradiso dai bisonti e dai lupi che ha salvato non è solo un tributo ecologista: è il ritratto di un amore che, pur nelle sue tempeste, ha saputo trasformare entrambi, lasciando a Jane la consapevolezza di essere stata, per un decennio indimenticabile, il porto sicuro del pirata più famoso d’America.



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