
di Martina Malavenda
Ospite negli studi di Mattino Cinque, la premier italiana Giorgia Meloni ha tracciato una linea netta sulle priorità economiche e strategiche dell’esecutivo, affrontando i nodi più caldi della complessa congiuntura internazionale attuale. Il cuore del suo intervento si è concentrato sulla necessità di trovare un equilibrio economico che non penalizzi la vita quotidiana delle famiglie e delle imprese. Pur ribadendo con fermezza l’importanza di investire nella difesa e nella sicurezza nazionale — specialmente a fronte delle recenti tensioni in Medio Oriente legate all’Iran e alla delicata situazione dello Stretto di Hormuz — la premier ha chiarito che non è ammissibile sacrificare il sostegno sociale. Ha spiegato che se lo Stato non riesce a rispondere alle emergenze del caro energia e dell’inflazione, si rischia di svuotare di significato la stessa idea di tutela del Paese. Per questo motivo, l’Italia ha presentato una richiesta ufficiale alla Commissione Europea per ottenere una maggiore flessibilità di bilancio, estendendo i margini già concessi per le spese militari anche ai provvedimenti contro il caro energia. Proprio sul fronte dell’approvvigionamento e dell’indipendenza energetica, Meloni ha rivendicato con orgoglio la scelta di riaprire con forza il capitolo del nucleare in Italia. Guardando al passato, ha definito la rinuncia all’atomo di qualche decennio fa come un errore storico che la nazione ha pagato a caro prezzo in termini di competitività e costi. L’obiettivo dichiarato è ora quello di puntare su una fonte definita pulita, sicura e rapida per abbattere strutturalmente i prezzi delle bollette, nell’ambizione di costruire un’Italia autosufficiente che non debba più dipendere o “dire grazie” a partner esterni. Sul tema del caro carburante, la premier ha inoltre sottolineato l’efficacia dei passati interventi governativi sul taglio delle accise, evidenziando come la crescita dei prezzi nel nostro Paese sia rimasta più contenuta rispetto a quanto registrato in altre grandi realtà europee come Francia e Germania.
L’intervista ha poi toccato corde più strettamente legate alla sicurezza interna e all’attualità geopolitica. Commentando i drammatici fatti di cronaca recentemente avvenuti a Modena, la Presidente del Consiglio ha messo in guardia contro il pericolo reale e concreto dell’integralismo islamico. Ha ricordato come questa minaccia sia un tema centrale della sua proposta politica da ben prima del suo arrivo a Palazzo Chigi, legandola a doppio filo con la gestione dei flussi migratori. A questo proposito, ha difeso i risultati finora ottenuti dalle politiche di contrasto all’immigrazione clandestina di massa, parlando di un calo sensibile degli sbarchi nell’anno in corso grazie al rafforzamento dei presidi e al controllo delle frontiere. Prima di concludere il suo intervento, Meloni ha espresso parole di ferma solidarietà alla leader del PD Elly Schlein, definendo inaccettabili le recenti dichiarazioni espresse da una consigliera della Lega, e ha voluto rassicurare i cittadini, promettendo che il governo agirà sempre come un presidio politico costante per proteggere il tessuto sociale di fronte a una fase internazionale così incerta e volatile.
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