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EBOLA, STRETTA SUGLI INGRESSI DAL CONGO: NUOVE MISURE IN ITALIA


a person in ppe wearing latex gloves
Photo by Matilda Wormwood on Pexels.com

di Patty Grove

In Italia è scattata la massima allerta sanitaria per prevenire l’importazione del virus Bundibugyo (BVD), un patogeno della famiglia degli Ebolavirus al centro di un focolaio epidemico in corso in Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. A fronte dell’emergenza internazionale dichiarata dall’OMS, il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza, in vigore dal 29 maggio e valida per i prossimi 120 giorni, che impone misure di sorveglianza stringenti per chiunque rientri da quelle aree. Il provvedimento stabilisce un iter rigoroso per passeggeri e operatori del settore. Chiunque arrivi in Italia, provenendo dai paesi colpiti o avendovi soggiornato nei 21 giorni antecedenti l’ingresso, ha l’obbligo di inviare, entro 24 ore dallo sbarco, una dichiarazione specifica al Dipartimento di prevenzione della ASL di residenza o domicilio. Un compito di vigilanza è assegnato anche a vettori aerei, armatori e gestori portuali, chiamati a distribuire i moduli informativi ai passeggeri prima dell’arrivo sul territorio nazionale, mentre le Regioni sono state incaricate di gestire la corretta diffusione delle procedure e della modulistica. La misura si accompagna a una circolare ministeriale che definisce i protocolli medici e i criteri di valutazione del rischio, in un contesto reso più teso dalla notizia di un caso sospetto registrato in Sardegna. Un paziente rientrato dal Congo è stato ricoverato in isolamento presso una struttura ospedaliera di Cagliari a causa della comparsa di sintomi che hanno reso necessari immediati accertamenti. I campioni biologici prelevati sono stati inviati d’urgenza all’Istituto Spallanzani di Roma, riferimento nazionale per le malattie infettive, con gli esiti del test attesi in serata. Il Ministero della Salute sta monitorando l’evoluzione clinica del paziente in costante coordinamento con le autorità sanitarie sarde e lo Spallanzani. Nonostante l’attivazione di questi protocolli di sicurezza, le istituzioni mantengono una linea di prudenza rassicurante, ribadendo che, allo stato attuale, la probabilità di una diffusione del virus all’interno dei confini nazionali rimane classificata come molto bassa.



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