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MINORI E GIUSTIZIA: È TEMPO DI ABBASSARE L’ETÀ PENALE A 13 ANNI?


boy in blue jacket pulling a boy sitting beside the bookshelves
Photo by Mikhail Nilov on Pexels.com

Di fronte a una cronaca che registra con preoccupante frequenza episodi di violenza efferata coinvolgenti giovanissimi, la politica italiana torna a interrogarsi sulla tenuta del sistema penale minorile. L’ultimo atto di questo dibattito è rappresentato dalla proposta di legge A.C. 2720, presentata il 27 novembre 2025, che punta dritto a una modifica strutturale: abbassare la soglia dell’imputabilità dagli attuali 14 a 13 anni. I firmatari della proposta, guidati da esponenti della maggioranza, motivano l’intervento con l’evidente mutamento qualitativo del fenomeno criminale. Non si tratta più soltanto di episodi isolati, ma di una “capacità aggressiva” che si manifesta in modo trasversale, toccando le periferie come i centri storici delle grandi città. Quindi la tesi dei proponenti è chiara: la giustizia deve dotarsi di strumenti capaci di rispondere a una criminalità che spesso utilizza soggetti infra-quattordicenni per compiere reati gravi, sfruttando la loro attuale “impunità” garantita per legge. Secondo i sostenitori di questa iniziativa, l’abbassamento a 13 anni non rappresenterebbe un’eccezione isolata, bensì un allineamento necessario verso standard internazionali. Vengono citati, a supporto, ordinamenti come quello del Canada, dove l’imputabilità scatta a 12 anni, fino agli esempi più radicali di Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, dove il limite è fissato addirittura a 10 anni compiuti.

Il sistema attuale in Italia e la visione del mondo scientifico

Tuttavia, il mondo della giustizia penale e degli esperti del comportamento umano in Italia guarda a questa prospettiva con forte scetticismo, se non con aperta opposizione. Attualmente, la legge italiana, imperniata sul D.P.R. 448/1988, prevede una presunzione di non imputabilità per i minori di 14 anni. Per la fascia 14-18, il giudice è chiamato a una valutazione rigorosa, caso per caso, della maturità e della capacità di intendere e volere, una procedura che molti esperti ritengono insostituibile. Psicologi e psicoanalisti avvertono che il sistema penale non può sostituirsi all’educazione. Inoltre il timore diffuso è che abbassare la soglia penale possa rischiare di cronicizzare il disagio, trasformando una fragilità evolutiva in una carriera criminale consolidata.

Invece la proposta di legge A.C. 2720, attraverso le modifiche agli articoli 97 e 98 del Codice Penale e ai decreti sull’ordinamento minorile, che introduce la possibilità di sottoporre a processo ragazzi di soli tredici anni sembra essere oramai l’unica soluzione possibile e davvero dirimente per fare un’azione di contrasto davvero utile. Perché sebbene il mondo giudiziario e scientifico continui a richiamare l’attenzione sulla delicatezza dello sviluppo adolescenziale e sul fatto che un processo penale richiede una consapevolezza che, a tredici anni, spesso ancora non si è ancora formata, va però tenuto anche in considerazione il fatto che l’avanzare delle tecnologie e l’uso sempre più frequente da parte di ragazzini delle medesime, ha reso più precoce il loro sviluppo proiettandoli in mondi un tempo inaccessibili. Ecco perché questa deve essere la nuova ragione che deve spingere tutti a trovare una soluzione comune e dirimente per la loro rieducazione, anche con il carcere sotto i 14 anni, ovviamente con percorsi educativi personalizzati, ma non più prorogabili. Perché anche per la sicurezza dei cittadini, sempre più scossi da episodi come le recenti aggressioni nelle scuole, nelle stazioni e per le strade, non può essere messa in pericolo.

Dove l’età fa la differenza

L’età minima di responsabilità penale varia notevolmente in tutto il mondo, riflettendo approcci culturali, giuridici e sociali molto diversi tra loro. Mentre l’Italia mantiene la soglia a 14 anni, molti altri Paesi hanno adottato soglie inferiori, in alcuni casi anche molto precoci.

Ecco un quadro sintetico di alcuni Paesi in cui i minori sono imputabili prima dei 14 anni:

Paesi con soglie tra i 10 e i 13 anni

  • Regno Unito (Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord): La soglia è fissata a 10 anni.
  • Australia: La soglia minima nazionale è di 10 anni, sebbene in alcuni territori (come il Territorio del Nord) sia stata alzata a 12 anni.
  • Canada: L’imputabilità inizia a 12 anni.
  • Paesi Bassi: La soglia è fissata a 12 anni.
  • Francia: Pur non essendoci un’età minima fissa per legge, il sistema si basa sulla capacità di discernimento, con una presunzione di mancanza di tale capacità per i minori di 13 anni.
  • Scozia: Dopo una riforma del 2019, la soglia è stata fissata a 12 anni.
  • Cina: Dal 2021, i minori tra i 12 e i 14 anni possono essere ritenuti penalmente responsabili per reati gravissimi, come l’omicidio volontario o lesioni personali che causano morte o disabilità gravi, previa approvazione delle autorità competenti.

Paesi con soglie molto basse (sotto i 10 anni)

In alcune giurisdizioni la responsabilità penale può iniziare in età molto precoce, sebbene spesso accompagnata da meccanismi di protezione o percorsi di tutela:

  • India: L’età minima è di 7 anni. Tuttavia, tra i 7 e i 12 anni, il minore può essere imputabile solo se viene dimostrato che possedeva la maturità necessaria per comprendere la natura e le conseguenze delle proprie azioni.
  • Altri Paesi: Diverse nazioni in Africa, Asia e nei Caraibi (come ad esempio Botswana, Antigua e Barbuda, o Brunei) mantengono soglie molto basse, spesso tra i 7 e gli 8 anni.

Paesi con un’età di imputabilità superiore ai 14 anni

In diverse nazioni, il legislatore ha scelto di innalzare ulteriormente la soglia per proteggere i minori dal circuito penale, spostando l’età in cui un ragazzo può essere processato verso i 15, 16 o addirittura 17 anni.

Alcuni esempi significativi includono:

  • Soglia a 15 anni: Questa età è adottata da diversi Paesi europei, tra cui Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Repubblica Ceca.
  • Soglia a 16 anni: Diversi ordinamenti fissano l’imputabilità a questa età, come Portogallo, Cuba, Kuwait e Kirghizistan.
  • Soglia a 17 anni: È il caso di Paesi come la Corea del Nord, il Tagikistan e Timor Est.



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