
di Purdey Shevell
La stagnazione dei salari in Italia non è più soltanto una percezione diffusa tra le giovani generazioni, ma una diagnosi certificata da Bruxelles. Nel documento pubblicato oggi, la Commissione europea ha acceso un faro su una delle anomalie più marcate del mercato del lavoro nostrano: l’eccessiva debolezza della contrattazione di secondo livello. È proprio questo lo strumento che, secondo l’esecutivo comunitario, permetterebbe di scardinare il blocco salariale e ridurre la frammentazione occupazionale, portando il sistema italiano verso una dinamica più vicina agli standard europei. Questa analisi, che arriva direttamente dal cuore politico dell’Unione, giunge come una conferma autorevole per Generazione Sospesa, la campagna di mobilitazione promossa dal movimento Adesso! in collaborazione con Factanza. Da tempo, infatti, il movimento sostiene che la crisi dei redditi non sia un fenomeno inevitabile, ma il risultato di scelte strutturali che hanno marginalizzato la negoziazione aziendale e territoriale, lasciando i lavoratori, specialmente i più giovani, privi di strumenti di tutela adeguati a un mercato del lavoro in continua mutazione. La proposta centrale avanzata da Generazione Sospesa è tanto semplice quanto coraggiosa: detassare completamente la contrattazione di secondo livello. Come sottolineato da Tomaso Greco, portavoce di Adesso!, l’obiettivo deve essere quello di garantire che l’intero importo destinato agli aumenti retributivi attraverso la contrattazione integrativa arrivi direttamente nelle tasche dei lavoratori. Senza il peso fiscale che attualmente assorbe gran parte di queste risorse, sarebbe possibile colmare, almeno in parte, il divario salariale che oggi separa l’Italia dal resto del continente, restituendo potere d’acquisto a chi sta cercando di costruire il proprio progetto di vita. Il tema si inserisce in un quadro più ampio di rivendicazioni che Generazione Sospesa ha declinato in quattro punti fondamentali, pensati per far ripartire l’ascensore sociale in Italia. Oltre al rafforzamento della contrattazione, la campagna punta su salari d’ingresso più dignitosi, sulla trasformazione della precarietà in occupazione stabile e su un investimento reale e mirato nella formazione. Si tratta di una visione che guarda alle best practice europee per provare a invertire una rotta che, per troppi anni, ha visto i giovani italiani costretti in una condizione di attesa eterna, quella “sospensione” che dà il nome alla campagna. Il confronto tra queste istanze e le raccomandazioni di Bruxelles apre una finestra di opportunità politica che non può essere ignorata. Per discutere nel merito di queste proposte e per trasformare il dibattito in un impegno concreto, Generazione Sospesa ha convocato una grande assemblea pubblica che si terrà a Milano il prossimo 12 giugno.
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