Menu Chiudi

MALDINI E LEONARDO IN FIGC: MALAGÒ AVVIA LA RIVOLUZIONE


di Maurizio Cappellino

ROMA – Un doppio colpo da novanta per far ripartire il calcio italiano e tracciare la rotta verso il futuro. Il neo-presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha annunciato ufficialmente l’ingresso nei quadri federali di due leggende del calcio mondiale: Paolo Maldini e Leonardo. Un tandem collaudato, già vincente dietro la scrivania in passato, che ora sposa la causa della Nazionale. Maldini assumerà il ruolo strategico di Direttore Tecnico della Federazione, una carica a cui si aggiungerà la Presidenza del Club Italia, la struttura che coordina tutte le rappresentative azzurre. Al suo fianco, fortemente voluto dall’ex capitano milanista, ci sarà Leonardo in qualità di advisor e consulente.

Il piano di Malagò: prima i quadri, poi il CT

Ospite a Tg2 Post, Malagò non ha nascosto la sua profonda soddisfazione per la chiusura di una trattativa lampo, durata circa due settimane: «La verità è che Maldini era da sempre il mio obiettivo. Ho sempre pensato che fosse la persona giusta per sovrintendere l’intero settore tecnico della FIGC». Un ruolo immenso, che non si limiterà alla gestione della Nazionale maggiore, ma che abbraccerà tutta la filiera delle selezioni giovanili. Riguardo al coinvolgimento del manager brasiliano, il presidente ha aggiunto: «Paolo mi ha chiesto subito di coinvolgere Leonardo. Il lavoro è tanto, impegnativo e sfidante. Sono due facce della stessa medaglia e ho una stima profonda per entrambi».

La nomina di Maldini e Leonardo risponde alla strategia cronologica che Malagò si era imposto per il rilancio federale: stabilire prima la governance tecnica e le riforme, per poi scegliere insieme la figura del nuovo Commissario Tecnico. «Non ho voluto sentire nessuno per la panchina», ha chiarito il numero uno della FIGC, «perché è giusto condividere insieme ai nuovi responsabili la scelta del prossimo CT».

L’accelerazione di Malagò arriva dopo giorni intensi sul fronte politico-istituzionale. Prima il faccia a faccia di un’ora e mezza con il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi – un incontro dal quale è emersa una forte “unità di intenti” e la concessione di una finestra di due mesi da parte del Governo per varare le prime riforme –, poi la dichiarata volontà del presidente di ripristinare un dialogo solido con la politica. Sullo sfondo, restano anche le suggestioni globali di un Mondiale 2026 che fa discutere: lo stesso Malagò ha commentato con stupore la telefonata tra Donald Trump e il capo della FIFA Gianni Infantino, definendola una dinamica «oltre l’umana immaginazione».

La rotta quadriennale verso il 2030

L’accordo siglato con Maldini e Leonardo ha una durata quadriennale. Una scelta non casuale, che traccia una linea programmatica ben definita: ricostruire il calcio italiano partendo dalle fondamenta per presentarsi ai massimi livelli nei prossimi grandi appuntamenti internazionali.

Le prospettive future si sviluppano su tre direttrici principali:

  1. La riforma totale del vivaio azzurro: Con Maldini alla presidenza del Club Italia, l’obiettivo immediato sarà l’armonizzazione delle nazionali giovanili. L’Italia deve tornare a produrre talenti d’élite e a valorizzarli, creando un canale diretto e standardizzato dall’Under 15 fino alla Nazionale maggiore.
  2. La scelta del CT e la stabilità tecnica: Il primo banco di prova per il duo Maldini-Leonardo sarà l’individuazione del nuovo Commissario Tecnico. Non si cercherà solo un selezionatore, ma un profilo d’area internazionale capace di sposare un progetto a lungo termine. Il primo grande obiettivo intermedio sarà il prossimo Campionato Europeo, tappa fondamentale per testare la bontà del nuovo corso.
  3. L’obiettivo Mondiale 2030: Il traguardo finale del mandato quadriennale è già fissato. Dopo i recenti scossoni, la FIGC vuole blindare la qualificazione e presentarsi ai Mondiali del 2030 come una delle nazioni leader del calcio globale.

La sfida è titanica e i conti della Federazione impongono rigore, ma con l’esperienza internazionale di Leonardo e il carisma indiscutibile di Paolo Maldini, il calcio italiano si spera possa avere finalmente ritrovato i suoi punti di riferimento per guardare al futuro con più ottimismo.


Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!