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WIMBLEDON 2026: SINNER CONCEDE IL BIS, BATTUTO ZVEREV IN FINALE


di Carole Descrières

Jannik Sinner si conferma sul tetto del mondo e re indiscusso dell’erba londinese. A dodici mesi dal suo primo trionfo, il numero uno del ranking mondiale firma una straordinaria doppietta a Wimbledon, superando in finale il tedesco Alexander Zverev con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4. Per l’altoatesino si tratta del quinto titolo del Grande Slam della carriera, una vittoria arrivata al termine di una battaglia di oltre tre ore che lo proietta definitivamente nell’olimpo del tennis: Sinner diventa infatti il decimo giocatore dell’era Open capace di vincere i Championships per due anni consecutivi, iscrivendosi a un club esclusivissimo che conta leggende del calibro di Rod Laver, Bjorn Borg, Pete Sampras, Roger Federer e Novak Djokovic. Il trionfo londinese corona una stagione 2026 finora letteralmente dominata dall’azzurro, capace di conquistare ben sei titoli da inizio anno, tra cui la cinquina di Masters 1000 a Indian Wells, Miami, Monte-Carlo, Madrid e Roma. Ma la finale contro Zverev ha regalato a Sinner anche un altro record storico: la vittoria numero 100 nei tabelloni principali dei quattro Major, un traguardo che, nel giorno esatto della conquista di uno Slam, era riuscito solo ad Andy Murray agli US Open del 2012.

Una lotta di nervi, classe e grande fair play

Sotto gli occhi del principe William, di star di Hollywood come Dustin Hoffman e dei vertici dello sport italiano — tra cui il ministro Andrea Abodi e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio — la finale si è rivelata una scacchiera ad altissima tensione. Il primo set è scivolato via sul filo dei turni di battuta, dominato da servizi implacabili. Sinner ha avuto l’unica vera chance nell’ottavo gioco, ma Zverev è riuscito a cancellare la palla break, trascinando la frazione a un drammatico tie-break. Lì, sul punteggio di 7-6 in suo favore, l’azzurro ha mancato un set point, subendo il ritorno del tedesco che ha chiuso per 9 punti a 7. La reazione del campione, però, non si è fatta attendere. Nel secondo parziale Sinner non ha concesso un millimetro all’avversario, rimanendo incollato al match fino al secondo verdetto del tie-break, questa volta dominato dall’italiano con un netto 7-2 che ha totalmente cambiato l’inerzia della sfida. Il momento di massima tensione emotiva si è registrato nel terzo set. Nel settimo game, sul punteggio di 3-3, Zverev si è procurato una delicatissima palla break. Sinner l’ha annullata con coraggio e, proprio durante lo scambio successivo, il tedesco è scivolato violentemente sull’erba, rimanendo a terra dolorante al ginocchio. In un Centre Court ammutolito, l’azzurro non ha esitato: ha attraversato la rete per sincerarsi delle condizioni dell’avversario e aiutarlo a rialzarsi. Fortunatamente Zverev ha potuto riprendere subito il gioco, ma l’episodio ha sbloccato Sinner che, nel game seguente, ha strappato il servizio al tedesco volando a chiudere il set per 6-3. La storia si è ripetuta quasi identica nel quarto set: un nuovo strappo sul 3-3 ha permesso a Jannik di andare a servire per il titolo sul 5-4, sigillando il match point dopo un ultimo game vietato ai deboli di cuore.

I retroscena del match: la tensione in tribuna e la routine di Zverev

Oltre ai numeri straordinari espressi sul campo da Sinner — autore di 15 ace, il 64% di prime in campo e ben 58 colpi vincenti a fronte di appena 25 errori gratuiti — la finale ha vissuto di aneddoti intensi anche a bordo campo. Durante le interviste di rito con la coppa in mano, Jannik ha regalato un sorriso al pubblico ringraziando il suo team e la sua famiglia, presente al completo sulle tribune, non risparmiando una battuta affettuosa sulla madre: “L’ho vista uscire un paio di volte dal box per la troppa tensione, la capisco… ma è bellissimo vincere qui davanti a loro. La domenica di una finale ti svegli sempre con i nervi tesi, non sai mai quante volte potrai tornare a vivere momenti così speciali”. Dall’altra parte della rete c’è stata la prestazione monumentale di Alexander Zverev, reduce dal trionfo al Roland Garros e da domani ufficialmente numero due del mondo. Il tedesco ha giocato una delle sue migliori partite di sempre sui prati, gestendo con la consueta straordinaria professionalità il diabete di tipo 1, condizione cronica con cui convive da quando aveva quattro anni. Subito dopo aver conquistato il primo set, le telecamere del Centre Court hanno inquadrato Zverev mentre, durante il cambio di campo, monitorava la glicemia e si somministrava un’iniezione di insulina. Una routine necessaria per affrontare sforzi prolungati nei match al meglio dei cinque set, che il tedesco esegue da anni alla luce del sole e attraverso la sua Fondazione, nata proprio per dimostrare ai bambini affetti dalla stessa patologia che nessuna vetta dello sport è preclusa. La stretta di mano finale e i complimenti sinceri di Sinner (“Hai vinto a Parigi, e sono sicuro che presto vincerai anche qui a Londra”) hanno suggellato una giornata di immenso tennis e straordinaria sportività, celebrata immediatamente anche dai messaggi social della premier Giorgia Meloni e delle massime cariche istituzionali italiane, tutte unite nel ringraziare il fenomeno di Sesto Pusteria per l’ennesima pagina di storia.


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