
di Maurizio Cappellino
L’offensiva contro le irregolarità nel settore dei carburanti scatta a livello nazionale. Negli ultimi cinque mesi, la Guardia di Finanza ha condotto un piano di verifiche capillare in tutta Italia, sviluppato in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza dei Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’operazione ha fatto luce su un fenomeno diffuso di opacità commerciale ed evasione fiscale lungo la rete stradale e autostradale del Paese, portando a un bilancio di circa 4.800 controlli, 265 denunce alla magistratura e oltre 20 mila tonnellate di idrocarburi sequestrate.
L’attività investigativa delle Fiamme Gialle si è concentrata in modo diffuso sulla rete dei distributori e sui depositi di stoccaggio dell’intero territorio italiano, interessando snodi strategici dalla Lombardia alla Sicilia, dalle tratte autostradali fino alle aree provinciali e turistiche come la Puglia, la Calabria e la costa toscana.
I rilievi contestati dagli ufficiali hanno riguardato due ambiti principali. Sul fronte del mercato al dettaglio e della trasparenza verso i cittadini, i controlli su 3.428 impianti di distribuzione stradale hanno fatto emergere 2.279 violazioni a carico di 937 gestori. Le infrazioni più frequenti si sono focalizzate sulla mancata esposizione dei prezzi dei carburanti al pubblico e, soprattutto, sulla difformità tra le tariffe ufficialmente comunicate all’Osservatorio del Ministero e i prezzi reali maggiorati applicati agli automobilisti al momento dell’erogazione alla pompa.
Sul piano tributario e penale, le indagini hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di merce e all’accertamento di oltre 6,5 milioni di chilogrammi di prodotti energetici usati in modo fraudolento. Le contestazioni hanno riguardato in particolare l’impiego dei cosiddetti designer fuels — carichi di idrocarburi dichiarati sotto fittizie categorie merceologiche come oli lubrificanti per evitare l’applicazione delle accise sul gasolio — insieme alla scoperta di depositi clandestini, pompe totalmente abusive e reti di commercializzazione illegale di carburanti agricoli agevolati dirottati al normale trasporto su strada. Con questo presidio coordinato, le autorità puntano a frenare le speculazioni in un momento di forte tensione sui prezzi energetici e a garantire il rispetto delle regole lungo tutta la catena di distribuzione.