
di Patrizia Vassallo
Si è spento a 93 anni Guido De Maria, una delle menti più brillanti, fertili e irriverenti della creatività italiana. Umorista, sceneggiatore, regista e maestro del linguaggio pubblicitario, De Maria ha attraversato più di mezzo secolo di storia dei media lasciando un’impronta indelebile nella cultura di massa. Originario dell’Appennino modenese ma bolognese d’adozione, il suo percorso creativo è iniziato quasi per caso, mosso dalla semplice intuizione che un tratto a china divertente valesse più di mille parole per fare colpo sulle persone.
Ha collaborato con importanti testate satiriche
Prima di rivoluzionare la televisione, De Maria mosse i primi passi come disegnatore satirico per importanti testate dell’epoca. Fu un giovane Enzo Biagi, allora alla guida del rotocalco Epoca, a rimanere conquistato da una delle sue primissime vignette: un’immagine paradossale di due fidanzatini russi in pic-nic che osservavano teneramente una fila di formiche rosse intente a rubar loro le briciole. Quel gusto per l’assurdo e per la battuta fulminante lo portò ben presto al mondo di Carosello. Qui l’autore applicò la sua vena surreale a campagne destinate a diventare iconiche: dal pirata Salomone per Amarena Fabbri ai celebri nanetti per la Loacker, fino all’indimenticabile Maurizio Costanzo con la “camicia coi baffi”.
Una collaborazione artistica con Bonvi fraterna
Negli anni Settanta aprì a Modena una vera e propria fabbrica delle idee insieme al compagno d’avventure Bonvi (Franco Bonvicini). Nel loro studio di via Agnini si lavorava a ritmo serrato: De Maria di giorno e Bonvi di notte. In quella straordinaria fucina creativa videro la luce capolavori del fumetto italiano come le Sturmtruppen e Lupo Alberto. È qui che nacque l’idea di portare i fumetti sul piccolo schermo con Gulp! e successivamente Supergulp!, inventando un linguaggio innovativo in cui le tavole mantenevano la loro struttura originale, completa di nuvolette e balloon. Un format rivoluzionario che ottenne indici di ascolto clamorosi, arrivando persino a superare i programmi di Mike Bongiorno nei primi anni Settanta e provocando la divertita irritazione del celebre conduttore. La vita di De Maria fu mossa anche da grandi amicizie, come quella duratura con Francesco Guccini, con cui condivise i primissimi passi nel mondo della satira e del cabaret prima che il cantautore trovasse il successo musicale. La sua capacità di circondarsi sempre di giovani talenti gli ha permesso di rimanere sintonizzato con le evoluzioni del costume, dai tempi di Comix negli anni Novanta fino ai suoi ultimi progetti. Con la sua scomparsa, il mondo dello spettacolo e dell’arte perde un autore capace di trasformare la semplicità in mito e di insegnare a intere generazioni che la leggerezza è una forma raffinata di intelligenza.