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ANNULLATA LA MOSTRA SU GALLIANO AL MET GALA: LA DECISIONE DOPO LE POLEMICHE


di Ines De Funès

Il Metropolitan Museum of Art di New York ha annunciato ufficialmente l’annullamento della mostra dedicata a John Galliano, che avrebbe dovuto costituire il cuore del prossimo Met Gala. La decisione giunge al termine di una tempesta mediatica e istituzionale innescata dalla scelta del museo e di Anna Wintour, direttrice editoriale globale di Vogue, di rendere omaggio al controverso stilista britannico. La polemica affonda le sue radici negli eventi del 2011, quando Galliano fu licenziato da Dior e successivamente condannato dalla giustizia francese per “insulti pubblici” a sfondo razziale e antisemita, a seguito della diffusione di un video in cui dichiarava la sua ammirazione per Hitler. Ad amplificare l’indignazione ha contribuito anche una spiacevole coincidenza temporale: la data del Met Gala dell’anno venturo sarebbe infatti coincisa con Yom HaShoah, la giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Di fronte alle crescenti proteste e ai tentativi del consiglio di amministrazione del Met di contenere il danno di immagine, è stato lo stesso Galliano a fare un passo indietro. In una nota rilasciata lunedì, il designer ha espresso profondo rammarico per il dolore causato in passato alle comunità ebraica e asiatica, dichiarando di essersi fatto da parte per evitare che il dibattito sulla sua figura d’ombra offuscasse il lavoro del Costume Institute. Una scelta definita “coraggiosa” da Anna Wintour e appoggiata apertamente dal curatore Andrew Bolton, il quale si è detto consapevole della sofferenza provocata dall’iniziativa.

Qual era l’obiettivo dell’evento

La mostra, intitolata John Galliano: Horizons, si proponeva nelle intenzioni originarie di esplorare il legame tra la creazione artistica e la responsabilità etica. Tuttavia, il tentativo di riabilitare la figura del designer — che sarebbe diventato il terzo stilista vivente a ricevere una retrospettiva al Met dopo Yves Saint Laurent e Rei Kawakubo — si è scontrato con una ferma opposizione esterna al mondo della moda. Non si tratta del primo cortocircuito per l’evento benefico più glamour dell’anno: già nel 2023 l’omaggio a Karl Lagerfeld aveva riacceso i riflettori sulle sue passate dichiarazioni contro il movimento #MeToo, i rifugiati e le donne curvy, mentre più di recente la sponsorizzazione di Jeff Bezos e Lauren Sánchez aveva scatenato appelli al boicottaggio dedicati alle disuguaglianze economiche. Con l’annullamento della retrospettiva su Galliano rimane aperto l’eterno dibattito culturale riassunto dall’autrice Dana Thomas: se dal punto di vista meramente stilistico e teatrale il talento di Galliano è indiscusso, la sua idoneità morale a essere celebrato in una sede così prestigiosa resta, per il grande pubblico, del tutto inaccettabile.


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