
Il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti
di Patrizia Vassallo
Il percorso verso la prossima Legge di Bilancio entra nella sua fase cruciale. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e la Relazione allo scostamento di bilancio, delineando i binari macroeconomici entro cui si muoverà la manovra finanziaria. Il provvedimento propedeutico alla legge di stabilità recepisce le richieste di flessibilità avanzate dall’esecutivo, attivando la clausola di salvaguardia nazionale prevista dalle normative contabili per far fronte alle spese straordinarie destinate alla sicurezza e alla tutela energetica. La richiesta di extradeficit ammonta a circa 29 miliardi di euro complessivi distribuiti sul biennio 2027-2028, ovvero 14 miliardi all’anno. Rispetto alle intenzioni iniziali, il governo ha scelto di ridimensionare lo sforzo economico inizialmente ipotizzato per la difesa: l’impatto sul Prodotto Interno Lordo si attesterà allo 0,3% annuo per la sicurezza e allo 0,3% per l’energia sia nel 2027 sia nel 2028.
Tra prudenza e vincoli europei: le stime su deficit e debito
In conferenza stampa il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha evidenziato come le nuove previsioni nascano in un quadro macroeconomico globale segnato dall’incertezza, con tassi d’interesse e dinamiche inflative sotto costante monitoraggio. Il Dpfp rivede al rialzo la crescita economica per il 2026, posizionandola all’1% del Pil, con un rapporto deficit/Pil stimato al 2,9%. Per gli anni successivi, la crescita programmatica del Pil è prevista allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028 e allo 0,8% nel 2029. L’inserimento dello scostamento di bilancio modifica temporaneamente la traiettoria dell’indebitamento netto. Il deficit programmatico — includendo l’utilizzo della clausola per energia e difesa — si attesterà al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, per poi rientrare al 2,3% nel 2029. Tuttavia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze precisa che, depurando i conti dai costi straordinari per la sicurezza e la transizione energetica pari allo 0,6% annuo, il deficit reale rimarrebbe sotto la soglia europea del 3% (al 2,8% nel 2027 e al 2,6% nel 2028). Questa specifica tecnica risulta decisiva nell’ottica delle interlocuzioni con Bruxelles, permettendo all’Italia di sostenere di non essere in contrasto con le regole della procedura per deficit eccessivo. Per quanto riguarda il debito pubblico, il profilo tendenziale delineato dal Mef registra una sostanziale tenuta: dal 138,1% stimato per il 2026 si passerà al 138,5% nel 2027 e al 137,9% nel 2028, per avviare una discesa più marcata verso il 136,6% nel 2029.
Il fronte di Bruxelles e la lettera di Giorgia Meloni
Parallelamente ai lavori del Consiglio dei ministri, si è aperto un canale di confronto politico e contabile con la Commissione europea. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per chiedere maggiore flessibilità rispetto alle regole rigide sul sentiero di spesa netta, alla luce dell’impatto dell’inflazione, destinata a mantenersi sopra la soglia del 3% a fine anno. Nella missiva, il presidente del Consiglio evidenzia come l’impatto dell’inflazione interessi direttamente quote ingenti della spesa pubblica italiana: il 20,4% del Pil nell’immediato e un ulteriore 12,0% a partire dal 2027. L’argomentazione italiana sottolinea un paradosso fiscale: l’aumento dei prezzi genera entrate straordinarie tramite le imposte indirette, ma le attuali regole europee vietano di riutilizzare tali risorse discrezionali per mitigare il caro energia a favore di imprese e famiglie, a meno che non vi siano margini strutturali nel percorso di spesa concordato.
La risposta dell’esecutivo
La risposta dell’Esecutivo comunitario non si è fatta attendere. Il portavoce della Commissione europea Balazs Ujvari ha confermato la ricezione del documento italiano, precisando che il dossier verrà analizzato dettagliatamente in vista dei lavori per il prossimo Consiglio europeo di ottobre. La posizione di Bruxelles resta tuttavia cauta: le strutture comunitarie ricordano come agli Stati membri siano già state accordate diverse forme di flessibilità, prefigurando un negoziato complesso sui margini di manovra reali da inserire nella stesura definitiva della Legge di Bilancio.
Quali misure e bonus potrebbero entrare nella prossima Legge di Bilancio per sostenere famiglie, giovani e ceto medio?
Il pacchetto di misure economico-fiscali allo studio del Governo per la Legge di Bilancio si concentra su tre direttrici principali: sostegno al ceto medio, incentivi per l’occupazione e l’autonomia dei giovani, e rafforzamento dei sussidi per le famiglie con figli e la prima casa.
Ceto medio e lavoratori
- Aliquota IRPEF del 33% estesa: È la misura cardine sul fronte fiscale. L’ipotesi è l’estensione del secondo scaglione IRPEF al 33% per i redditi superiori ai 50.000 euro (fino a 60.000 euro), riducendo l’impatto dell’aliquota del 43%. Per chi supera i 50mila euro di reddito si stimano vantaggi fiscali fino a circa 1.000 euro all’anno. Fortune Italia+ 2
- Detassazione delle tredicesime e straordinari: Si valuta il rinvio o la stabilizzazione delle aliquote agevolate sui premi di produttività, il lavoro notturno, i festivi e le mensilità aggiuntive. Idealista
- Detassazione degli aumenti salariali: Agevolazione (con aliquota sostitutiva ridotta al 5%) sugli aumenti retributivi stabiliti dal rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali (CCNL). Sky TG24+ 1
Giovani e primo impiego
- Flat Tax / “Start Tax” per under 35: Proposta per introdurre un’imposta sostitutiva agevolata al 5% sui redditi fino a 40.000 euro per i giovani sotto i 35 anni, legata alle prime assunzioni o alla stabilizzazione a tempo indeterminato. Tgcom24 – Mediaset Infinity+ 1
- Contributi sui premi di produttività: Tassazione agevolata anche sugli aumenti salariali o bonus riconosciuti ai giovani lavoratori nei primi anni di carriera.
Famiglie, natalità e casa Fiscomania
- Potenziamento e aumento del Bonus Madri: Ipotesi di incremento del contributo mensile (fino a circa 80 euro al mese) per le madri lavoratrici. Idealista
- Rafforzamento dei sostegni e ISEE: Conferma dei sussidi esistenti (Bonus Nido, Bonus Nuovi Nati, Assegno Unico) con modifiche al calcolo ISEE per non penalizzare le famiglie numerose. Fiscomania
- “Salvadanaio previdenziale” per i neonati: Progetto per l’apertura di un libretto o fondo integrativo alla nascita, avviato con una quota iniziale a carico dello Stato e poi alimentabile dai genitori. Idealista
- Ecobonus e Bonus Casa: Lavoro per mantenere al 50% (o alzare fino al 65%) le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica sulle prime case, evitando il decalage programmato per gli anni futuri.
Cos’è il DPFP
Il DPFP (o DPFPE, acronimo di Documento Programmatico di Finanza Pubblica e di Economia) è l’atto con cui il Governo definisce e aggiorna il quadro economico del Paese prima di scrivere la Legge di Bilancio (la manovra finanziaria). In sintesi, serve a stabilire quanti soldi ci sono, come sta l’economia e quali sono le regole di spesa da seguire.
A cosa serve e cosa contiene
- Aggiorna le stime economiche: Indica le previsioni del Governo sulla crescita del Paese (PIL), sull’inflazione, sul deficit (l’indebitamento dell’anno) e sul debito pubblico complessivo per i 3-4 anni successivi.
- Definisce i margini di spesa: Stabilisce il “perimetro” finanziario entro cui muoversi per le leggi future, chiarendo quante risorse sono a disposizione e quante ne serviranno per coprire i conti.
- Ponte verso la Manovra: È il documento fondamentale con cui il Ministero dell’Economia spiega al Parlamento e all’Unione Europea quali saranno le priorità di politica economica dell’esecutivo prima che venga presentato il testo dettagliato della Legge di Bilancio.