Cronaca italiana

CONTE: DOMANI LA FIRMA PER L’ACCORDO SULLA VIA DELLA SETA

Una decisione non certo accolta con entusiasmo dagli Stati Uniti che non vedono di buon occhio l'attivismo del governo cinese nei confronti dell'Europa. E riguardo i rumors di scontri e dissensi previsti tra partner europei, a causa di questo accordo, Conte ha replicato: «Non c'è da convincere nessuno perché o si sottoscrive o non si sottoscrive, doverosamente siccome siamo in famiglia informerò i miei partner su quello che stiamo facendo»

il premier Giuseppe Conte oggi a Bruxelles

Sabato 23 marzo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, da ieri impegnato a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo incontrerà il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping in Italia per firmare l’accordo sulla Via della Seta, che apre la strada ad accordi commerciali importantissimi per entrambi i Paesi. Un passo significativo che Conte ha sottolineato che l’Italia non ha fatto per prima, visto che a prendere questa decisione è arrivata quinta dopo Polonia, Ungheria, Grecia e Portogallo.

Una decisione non certo accolta con entusiasmo dagli Stati Uniti che non vedono di buon occhio l’attivismo del governo cinese nei confronti dei partner europei dopo l’ultimo round di colloqui sul commercio avuto con la Cina all’inizio di febbraio, ottenendo, come aveva poi riportato in quei giorni, un primo commento ufficiale della delegazione cinese sull’esito delle trattative, “importanti progressi”.

Continua a leggere

INPS FA IL PUNTO SUL PRECARIATO

Sul fronte lavoro, Inps ha fatto il punto sul precariato. Dai dati si evince che nel gennaio del 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, si è registratoun notevole incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che risultano quasi raddoppiate (da 58.000 a 115.000: +57.000, +98,6%). Continua pertanto il trend di crescita rilevato nel corso del 2018. Nel mese di gennaio 2019 risultano in lieve calo, invece, le conferme dei rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (-1,2%).

In crescita risultano i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In diminuzione invece i contratti di somministrazione, i contratti a tempo determinato e i contratti di lavoro stagionale.

Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel mese di gennaio 2019 sono state 604.000: sono quindi diminuite rispetto allo stesso mese del 2018 (-15%).

Le cessazioni nel complesso sono state 435.000, in diminuzione rispetto a gennaio 2018 (-12,4%): a diminuire sono le cessazioni di contratti in somministrazione, di rapporti a termine e di rapporti a tempo indeterminato. A crescere sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente e di contratti in apprendistato. Stabili le cessazioni di rapporti stagionali.

Continua a leggere

SENATO VOTA NO AL PROCESSO A SALVINI

Duecentotrentasette i voti ottenuti dalla relazione della giunta delle immunità del Senato che nega l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso Diciotti. Contrari 61 e nessun astenuto. Lo comunica ufficialmente in Aula al Senato la presidente Elisabetta Casellati.

Salvini, che fino ad oggi ha sempre respinto le accuse di detenzione illegale di oltre 100 migranti e abuso di ufficio mentre si preparava allo scontro con la magistratura, ora può finalmente scendere dal banco degli imputati e tirare un sospiro di sollievo.

Il gruppo di 150 migranti bloccato sulla nave da guardia costiera italiana Diciotti, dopo aver trascorso 10 giorni in mare in seguito al rifiuto dell’Italia a sbarcare, in forza dell’accordo con l’Irlanda e l’Albania che prevedeva che anche questi Paesi se ne prendessero alcuni, è stato al centro dell’attenzione delle cronache dallo scorso agosto. E oggi il Senato ha deciso per il no a procedere nei confronti del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno del Governo Conte.

IMANE MORTA PER UN MIX DI SOSTANZE RADIOATTIVE

La modella marocchina Imane Fadil testimone chiave del processo Ruby al palazzo di Giustizia di Milano, in una foto del 16 aprile 2012. ANSA / DANIEL DAL ZENNARO

E’ morta lo scorso 1 marzo, per un “mix di sostanze radioattive”, Imane Fadil, 34 anni, la modella testimone chiave nell’inchiesta sul caso Ruby.

La Fadil, scrive Ansa, è deceduta dopo “un mese di agonia”, hanno riferito in Procura a Milano, dove si indaga per omicidio volontario sulla sua morte. Secondo le indagini, la modella marocchina, ricoverata il 29 gennaio prima in terapia intensiva e poi rianimazione, è stata vigile fino all’ultimo, nonostante i forti dolori e il “cedimento progressivo degli organi”.

Solo una decina di giorni prima di morire Imane Fadil, aveva rivelato ai medici dell’Humanitas, dove era ricoverata in gravi condizioni, di temere di essere stata avvelenata.

Fadil era “molto sospettosa”, in particolare nell’ultimo anno, temeva anche di essere “controllata” e diceva di avere che aveva ancora “molte cose da dire” sul caso con al centro le serate ad Arcore.

Stando a quanto ricostruito, i medici dell’Humanitas, dopo aver effettuato sulla giovane tutti gli esami generali possibili, poiché continuava lo stato di sofferenza e di agonia, il 26 febbraio scorso hanno deciso di disporre accertamenti tossicologici ad ampio spettro, che sono stati effettuati dal Centro Antiveleni dell’Irccs Maugeri di Pavia.

Il 6 marzo è arrivato il referto tossicologico che parlava di morte per un mix di sostanze radioattive, immediatamente trasmesso dall’ospedale all’autorità giudiziaria. La Procura di Milano ora sta indagando sulla sua morte. Lo ha riferito il procuratore di Milano Francesco Greco, spiegando anche che la giovane aveva detto anche ai suoi familiari e agli avvocati, oltre che ai medici dell’Humanitas, che temeva di essere stata avvelenata. Ora sul corpo è stata disposta l’autopsia. L’ordine della Procura è di non fare avvicinare nessuno, nemmeno amici e parenti, al cadavere della modella da oltre due settimane ‘blindato’ in attesa dell’autopsia.

Riguardo riguardo i sintomi e l’assenza di globuli bianchi che ha richiesto molte trasfusioni e il fegato compromesso, i pm avevano ipotizzato che potessero essere “compatibili con un avvelenamento.

Dalle cartelle cliniche ora in mano alla Procura di Milano che indaga per omicidio volontario emerge invece che la donna è risultata negativa ai test sui veleni più comuni, in particolare l’arsenico e non aveva nemmeno la leptospirosi. Le analisi per appurare al presenza di veleni sono state svolte dal Centro Antiveleni di Niguarda e per la leptospirosi dall’ Humanitas.

Ieri Ansa aveva rivelato che stavano cambiato rotta e si stavano concentrando sulla presenza di alcuni metalli trovati nei campioni di sangue prelevati alla 34enne e analizzati nel Centro Antiveleni Maugeri di Pavia.

Oggi il procuratore di Milano Francesco Greco, in conferenza stampa ha rivelato che “dagli esami sui liquidi biologici effettuati sono stati trovati livelli superiori rispetto alla norma di antimonio e cadmio”, aggiungendo che prima di pronunciarsi definitivamente sulla vicenda, è necessario attendere l’esito degli esami autoptici in programma per mercoledì o giovedì.

«Spiace che muoia sempre qualcuno di giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato», ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, rispondendo oggi a chi gli chiedeva un commento sulla morte di Imane Fadi.  «Quello che ho letto delle sue dichiarazioni», ha aggiunto Berlusconi, «mi ha fatto sempre pensare che fossero tutte cose inventate e assurde».

Ora i pm stanno sentendo vari testimoni per capire che cosa è realmente accaduto.

M5 E LEGA PACE FATTA SULLA TAV, GRAZIE A CONTE

Fino a poche ore fa Di Maio aveva rilasciato una dichiarazione che lasciava ben poco spazio ai dubbi. Il Movimento 5 stelle e la Lega sembravano essere attivati a un bivio sulla questione Tav. «Non noi, non i 5S, ma la Lega ha messo in discussione il governo legandolo al tema Tav. Sono rimasto molto interdetto», aveva affermato ieri nel primo pomeriggio il vicepremier e capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio a Palazzo Chigi. Oggi però arrivano i toni rassicuranti di Salvini.

«Noi regaliamo agli italiani 5 anni di Governo. Non c’è nessuna crisi in vista», ha detto Matteo Salvini parlando delle divisioni sul Tav. «La situazione economica è tale che nessuno si può permettere di giocare sul futuro degli italiani», ha aggiunto. E riguardo lo spettro delle elezioni anticipiate ha assicurato: «Non ci penso neanche, abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni. Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell’Europa.

Continua a leggere

TAV: CONTE PREVEDE UNA SCELTA ENTRO VENERDÌ

il premier Giuseppe Conte

Un vertice fruttuoso quello di ieri a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli per parlare della Tav e analizzare costi e benefici. «Siamo in dirittura d’arrivo, nel percorso finale, quello politico», ha detto il presidente del Consiglio al termine dell’incontro. «Oggi c’è stata la prima riunione politica, abbiamo iniziato l’analisi costi benefici. Domani sera riunione con i tecnici a oltranza. Credo una scelta entro venerdì. Siccome prenderemo la scelta migliore per i cittadini, ovviamente il governo non rischia. Mi batterò perché non sia trascurato alcun aspetto per una decisione corretta», ha sottolineato il premier.


licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

Quindi, per l’ennesima volta, Conte unisce anziché dividere e cerca di portare tutti a un tavolo comune dopo le polemiche delle ultime settimane, richiamando Lega ed M5s. «Rispetto le posizioni della Lega e del M5s, ma sarò garante che queste posizioni pregiudiziali non pesino sul tavolo. Partiremo dall’analisi costi-benefici. Posso garantire che prenderemo una decisione per tutelare l’interesse nazionale e che in questa fase non ci sarà nessuna interlocuzione con la Francia».

Continua a leggere

ECCO TUTTO QUELLO CHE OCCORRE SAPERE PER FARE DOMANDA DI REDDITO E PENSIONE DI CITTADINANZA

Tutte le informazioni utili per per richiedere il reddito o la pensione di cittadinanza. Intervista a Sabrina Bui, esperta in Previdenza

Secondo le stime di Istat circa un terzo dei beneficiari del reddito di cittadinanza avrà l’obbligo di sottoscrivere il Patto per il Lavoro. E’ quanto emerge dalla simulazione, presentata in audizione alla Camera sul decretone, che calcola una platea complessiva di 2,7 milioni di individui. Si tratta di 897 mila persone, oltre la metà tra i 45 e i 64 anni: circa 600 mila ha la licenza media o nessun titolo di studio. In prevalenza si tratta di disoccupati (492mila) e casalinghe (373mila). Gli extracomunitari sono circa 100mila.

Quello che invece è certo è che da domani mercoledì 6 marzo sarà possibile presentare le domande per la richiesta sia del Reddito di Cittadinanza sia della Pensione di Cittadinanza, (beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4), già disponibili da alcuni giorni sul sito dell’Inps per avere i primi accrediti sulle apposite card dalla metà di aprile.

Inps ha predisposto le procedure informatiche che consentiranno la ricezione delle domande, le quali potranno essere presentate secondo le seguenti modalità:

  • agli sportelli postali utilizzando il modulo cartaceo predisposto dall’Inps e pubblicato sul sito Internet;
  • on-line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.redditodicittadinanza.gov.it, tramite le credenziali SPID 2;
  • presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

Prima di presentare domanda gli interessati devono avere presentato una DSU (dichiarazione sostitutiva unica) finalizzata al rilascio di ISEE.

Non è necessario allegare alla domanda alcun documento, né l’attestazione ISEE, che verrà abbinata alle domande in modalità telematica direttamente dall’Inps.

Le domande presentate saranno trasmesse all’Inps che eseguirà la verifica dei requisiti e provvederà ad accoglierle o rigettarle.

Per le domande accolte, Poste Italiane inviterà gli interessati presso i propri sportelli per il ritiro della carta del Reddito di Cittadinanza.

Sabrina Bui,
titolare di Caf Italia patronato Epas di Milano, è una delle maggiori esperte di previdenza sul territorio lombardo

Per chiedere qualche informazione in più sui quesiti più ricorrenti What-u si è rivolto alla titolare di Caf Italia patronato Epas di Milano, Sabrina Bui, con esperienza trentennale nel settore previdenziale, che ha completato le risposte già fornite da Inps sul suo sito, con ulteriori informazioni sia sul Reddito di  cittadinanza, sia sulla Pensione di  Cittadinanza e su molti altri aspetti che riguardano reddito di inclusione e pensioni. 

Continua a leggere

INIZIA IL PROCESSO AI RENZI, PER PRESUNTE FATTURE FALSE

Breve udienza tecnica al tribunale di Firenze per l’inizio del processo che vede imputati Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, in un procedimento per presunte fatture false emesse da una loro società. Lo riferisce Ansa che in una nota precisa che i coniugi Renzi non erano in aula. Presente invece l’imprenditore Luigi Dagostino, imputato assieme ai genitori dell’ex segretario del Pd. «Era un’udienza tecnica», ha spiegato Federico Bagattini, difensore dei Renzi. «Non era necessaria la presenza dei miei assistiti, che invece parteciperanno alle udienze per le quali ci sarà bisogno che siano in aula». Il processo è stato rinviato al 20 maggio, dopo che il tribunale ha incaricato un perito della trascrizione delle intercettazioni effettuate nell’inchiesta, e ha ammesso le prove portate da accusa e difesa.

Continua a leggere

ZINGARETTI HA VINTO. SCELTO PER FARE IL SEGRETARIO DEL PD

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie e sarà il nuovo segretario del Pd. Secondo il Comitato organizzatore, ha ottenuto oltre il 70% dei voti, con oltre un milione di voti.  «Viva la democrazia italiana, che dà lezioni ogni volta che può, sono contento per l’Italia», è il suo primo commento. E su Twitter scrive: «Ora voltiamo pagina, grazie a voi!»

Il primo a votare alle primarie, tra i volti noti del Pd, è stato Walter Veltroni. L’ex segretario si è recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprime la sua preferenza. In mattinata a Roma il voto di Paolo Gentiloni, poi quelli di Luca Zingaretti e Roberto Giachetti. Maurizio Martina invece ha votato nella sua città, a Bergamo. Carlo Calenda ha votato e fatto lo scrutatore in mattinata nel Gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma, mentre Matteo Renzi ha votato alla Leopoldina, a Firenze. 

I COMMENTI DEGLI AVVERSARI E AMICI DI PARTITO

Roberto Giachetti e Maurizio Martina in corsa per il posto da segretario del Pd, hanno scritto rispettivamente su Twitter: «Ho appena chiamato Nicola Zingaretti, che sarà il prossimo segretario del Pd per complimentarmi per il suo risultato e anche per il risultato della partecipazione alla quale abbiamo contribuito tutti».

Continua a leggere

PER L’ITALIA IL GIUDIZIO NEGATIVO DELLA UE

Sull'Italia critiche da parte della Commissione dell'Ue, che scrive nelle conclusioni del Country Report: "La manovra 2019 non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita".

di Roberto Manetti

Giudizio negativo della Commissione europea sui conti pubblici italiani.
“La manovra 2019 include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita”, lo scrive la Commissione Ue nelle conclusioni del Country Report sull’Italia. Precisando: “Nonostante alcuni progressi nel riparare i bilanci delle banche, riforme sul diritto fallimentare e politiche attive del mercato del lavoro, (N.d.R. perché per il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, aleggia l’incertezza, visto che il suo successo dipende in gran parte dall’efficacia della sua governance ), lo slancio delle riforme è ampiamente in stallo”. In poche parole poca crescita e tanti problemi irrisolti, dovuta a «questioni di vecchia data» quali il funzionamento dei mercati del lavoro, dei capitali e dei servizi, «aggravato» dalla debolezza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, riforme sulle quali l’Ue punta i riflettori da anni da anni. Un giudizio severo quello della Commissione europea sull’Italia, ma che non sorprende. Anche perché il processo di coordinamento e monitoraggio delle politiche economiche, si riferisce a ricette mai apprezzate dall’esecutivo comunitario.

Continua a leggere

Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

FOLLOW US
Ultimi articoli