Marketing

“FUTURA” PARTE DA GENOVA

Un evento speciale, dal nome emblematico, organizzato da Ministero dell'Istruzione, Università per raccontare sui territori la scuola digitale. Dal 4 al 6 aprile

Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione Marco Bussetti

Un evento speciale, dal nome emblematico, “Futura” organizzato da Ministero dell’Istruzione, Università per raccontare sui territori la scuola digitale. Dal 4 al 6 aprile oltre 8.000 persone saranno coinvolte in incontri, dibattiti, gare di idee per contribuire al percorso di innovazione in atto negli istituti scolastici italiani. L’iniziativa, presentata in Regione dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, dal presidente della Liguria Giovanni Toti, dall’Assessore regionale all’Istruzione Ilaria Cavo, dal sindaco di Genova Marco Bucci e dall’assessore comunale al marketing territoriale Barbara Grosso parte da Genova “perché questa città nei mesi scorsi, si è distinta per tenacia e determinazione.

Barbara Grosso,assessore comunale al marketing territoriale

Dopo il tragico crollo del Ponte Morandi è andata avanti con grande coraggio, per ricominciare”, ha detto la Grosso.
“Futura”, ha dichiarato il ministro Bussetti , “è una manifestazione che dimostra come il sistema di istruzione e formazione italiano possa essere e sia già incubatore di progresso e sviluppo”.
  

42,7 MILIONI GLI ITALIANI COLLEGATI ONLINE NEL MESE DI OTTOBRE

Secondo Audiweb mediamente sono state 33,4 milioni le persone che si sono collegate a internet almeno una volta: 28 milioni da smartphone, 11,9 milioni da computer e/o 5,4 milioni da tablet

Secondo Audiweb, sono state 33,4 milioni le persone che si sono collegate a internet almeno una volta nel giorno medio ad ottobre: 28 milioni da smartphone, 11,9 milioni da computer e/o 5,4 milioni da tablet.

La total digital audience ad ottobre resta stabile con 42,7 milioni di utenti nel mese, online per 76 ore e 40 minuti, pari a tre giorni e 4 ore circa complessivi.

Nel giorno medio sono state 33,4 milioni le persone che si sono collegate a internet almeno una volta: 28 milioni da smartphone, 11,9 milioni da computer e/o 5,4 milioni da tablet.

Chi ha navigato lo ha fatto complessivamente per circa 3 ore e 10 minuti in media al giorno, facendolo via smartphone per 2 ore e 53 minuti in media per persona, meno dagli altri device rilevati (1 ora e 17 minuti da computer e 1 ora 3 e 40 minuti da tablet).

Le donne dedicano circa 3 ore e mezza all’online nel giorno medio, mezz’ora in più rispetto agli uomini.
Tra la popolazione maggiorenne risulta che quasi tutte le fasce restano online per oltre 3 ore e 20, lasciando un po’ più indietro i 55-64enni, che nel giorno medio ad ottobre hanno dedicato a internet 2 ore e 50 minuti, e gli over 64, con 2 ore e 10 minuti di navigazione al giorno.

Anche dal punto di vista demografico, nel giorno medio ad ottobre resta confermato lo stesso livello di distribuzione: i 18-34enni hanno navigato nell’85% dei casi, i 45-54enni nell’81% dei casi, i 35-44enni nel 77,7% dei casi e la popolazione più matura, tra i 55 e i 64 anni, nel 67,4% dei casi, mentre gli over 64 sono meno presenti, con solo il 25% della popolazione di questa fascia che naviga nel giorno medio.

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GroupM GLI INSIGHT SUGLI SVILUPPI DELLA TV E DEL VIDEO DIGITALE

GroupM, media holding del gruppo WPP, ha pubblicato la seconda edizione di ‘State of Video’. Nel report di intelligence, che esplora l’evoluzione internazionale della fruizione video, si parla di nuove tendenze, player emergenti e sviluppo dell’offerta advertising

Adam Smith, Futures Director at GroupM

di Franca Bernabei

GroupM, media holding del gruppo WPP, ha pubblicato ieri la seconda edizione di ‘State of Video’, report di intelligence che esplora l’evoluzione internazionale della fruizione video, analizzandone le nuove tendenze, i player emergenti e lo sviluppo dell’offerta advertising. Gli autori di questa nuova pubblicazione – che fa parte di una serie di report annuali redatti per analizzare l’evoluzione dello scenario pubblicitario – sono Adam Smith, Futures Director GroupM, e Rob Norman, Senior Advisor. Il documento fornisce spunti e commenti approfonditi sulle principali tendenze relative al mondo Video, quali il calo della visione della TV lineare, le nuove funzionalità televisive sempre più adressable, i big player delle principali piattaforme video digitali, l’evoluzione della misurazione, e altro ancora.

CAMBIA IL RAPPORTO CON LA TV E LO SCHERMO 

A livello globale è emerso che la tv lineare dà segni di declino, pur continuando ad essere ricercata dagli inserzionisti. Anche in Italia le abitudini legate a quello che viene definito  il consumo video si stanno modificando a favore dello sviluppo digitale, di contenuti video sempre più premium e di player che favoriscono le user experiences, ossia vanno maggiormente incontro alle  abitudini, nuove necessità e gusti dei fruituri di un servizio. L’obiettivo? Puntare verso una tv sempre più personalizzata per attirare l’attenzione dei più giovani. Pare infatti che proprio la generazione Zeta e ancor più di quella Y negli Usa siano già sature della visione di video attraverso gli smartphone e che ora siano alla ricerca di una dimensione dello schermo differente. Più grande per fruire di una visione più macro, in particolare per SVOD, YouTube e sport.

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PRODUZIONE INDUSTRIALE IN AUMENTO IN ITALIA E NEI PAESI DELL’AREA EU

La produzione industriale in Italia è cresciuta dell’1,8%. Gli Stati che hanno registrato i migliori risultati Malta (+9.9%), l’ Irlanda (+8.0%) e l’Ungheria (+3.8%). Mentre la Danimarca ha subito una discreta flessione (-4.5%)

fonte Eurostat, l’Ufficio di Statistica dell’Unione Europea

di Vincent Dubois

In base agli ultimi dati Istat  nei primi otto mesi dell’anno la produzione industriale in Italia è cresciuta dell’1,8%, anche se negli ultimi 3 mesi ossia dalla fine di luglio ad oggi, l’indice ha mostrato una lieve diminuzione congiunturale.

Una situazione speculare, secondo i dati di Eurostat, l’Ufficio di Statistica dell’Unione Europea, c’è stata anche nei Paesi dell’area Euro Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia,  Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna

e in quelli dell’ EU28, dove si sono registrati segni positivi rispettivamente con una crescita del +1% e dello 0,8%, con una flessione congiunturale dello 0,7% nel mese di luglio nell’area Euro e dello 0,6% per i Paesi dell’EU 28.

In generale numeri lievemente in calo rispetto all’agosto 2017, periodo in cui la produzione industriale ha registrato un + 0,9% nei Paesi dell’Euro area e un +1,2% in quelli dell’EU28.

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“LE NUOVE IDEE HANNO BISOGNO DI SPAZI!” CON LASOOH! SI RISCOPRE L’OUT OF HOME

Kinetic, GroupM e Ogilvy assieme per conquistare nuove audience con un progetto nuovo che fornisce spazi di qualità in ambienti di qualità alle marche

di Paola Mancini

“Le nuove idee hanno bisogno di spazi!”. Il claim non è nuovissimo visto che nell’oramai lontano 2012 un’azienda del Trentino Alto Adige l’aveva usato con l’obiettivo di reclamizzare in modo più efficace la vendita promozionale di piante a metà prezzo, però rende l’idea. Il  progetto, chiamato Lasooh! lanciato in questi giorni da Kinetic, agenzia specializzata nella pianificazione Out of Home di WPP, leader globale nel raggiungere e attivare audience in movimento e innovatore digitale, e realizzato da GroupM, media holding del gruppo WPP, la più grande società di investimento media al mondo con un amministrato media globale di oltre $108 miliardi, in collaborazione con Ogilvy, network creativo integrato e pluripremiato con 132 uffici dislocati in 83 Paesi al mondo, è nuovissimo e ambizioso: ricondurre l’attenzione delle persone sulle affissioni cartellonistiche, ossia all’Out Of Home (OOH). C’è da domandarsi quale appeal possa avere questo tipo di comunicazione, che sembra riportarci indietro nel tempo, a un tempo passato, che evidentemente così passato non è, visto che mega brand come Google, Amazon, come anche Apple e Samsung, solo per citarne alcuni, che hanno possibilità economiche infinite e potrebbero raggiungere ogni singola persona tramite ogni singolo device, quando devono comunicare alla massa usano l’Out Of Home.

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Zenith e Starcom nominate “Leader” e “Strong Performer” nell’ultimo report di Forrester sulle Global Media Agencies

Le agenzie di Publicis MediaZenith e Starcom sono state nominate rispettivamente “Leader e Strong Performer” nel report “The Forrester Wave ™: Global Media Agencies, Q3 2018” un riconoscimento molto importante e àmbito, perché attribuito da una delle società di consulenza e ricerca tra le più influenti nel mondo, che lavora con leader del settore tecnologico per sviluppare strategie che hanno l’obiettivo di fare crescere in maniera esponenziale la clientela.

Luca Cavalli, Ceo Zenith Italy

Zenith ha ottenuto il secondo punteggio più alto nelle categorie “Strategy e Current Offering”, distinguendosi per la capacità di fare convergere il processo di vendita e di acquisto con i media, al fine di accrescere il business del proprio cliente. Visione strategica, analytics, performance marketing e data sciences sono stati  i punti di forza che le sono stati riconosciuti da Forrester. Tra l’altro nel report è anche evidenziato come il background dell’agenzia, “le abbia permesso di coprire un posto da leader nel nuovo scenario in cui media e commerce sono sempre più convergenti” con citazione degli investimenti che Zenith ha fatto nell’ambito dell’eCommerce, della personalizzazione, del marketing consulting, dell’automazione, dello sviluppo di tool e skill di AI e data visualization.  Continua a leggere

I PUZZLE DELLE ECONOMIE MONDIALI DAL 2006 AD OGGI E I VERI CONTI CON LA CINA

di Patrizia Sinclair

Nel 2016, il prodotto interno lordo mondiale (PIL) ha toccato quota 68.3 trilioni di euro, l’86,2% dei quali totalizzato dai membri del G20 (il 2,2% in meno rispetto al 2006) mentre gli Stati Uniti hanno raggiunto quota 24,6% superando i  Paesi dell’Unione Europea, che si fermarono al 21.8% (grafico 6.1.).

La Cina dal 5,4% del 2006 è passata al 14.8% nel 2016, superando il Giappone fermo al 6.5%. Una crescita rapida quella del PIL cinese che dal 2006 al 2016 è aumentato di 7.925 bilioni, equivalente nel 2016 al PIL complessivo delle nove più piccole economie del G20 (Corea del Sud, Australia, Russia, Messico, Indonesia, Turchia, Arabia Saudita, Argentina e Sud Africa). Continua a leggere

STARTUP, PICCOLE E MEDIE AZIENDE I PRIMI PASSI DA FARE PER AVERE SUCCESSO

di Patrizia Vassallo

Il miglior investimento pubblicitario? Buttarsi nella giungla del marketplace è un’opportunità a portata di tutti, ma bisogna mettere in conto che questa è una strada non certo in discesa. Basta cercare alcune parole chiave in rete per imbattersi in soloni del marketing, che promettono traguardi di successo “senza se e senza ma”, riduzione di costi fissi e guadagni a tripli zero. Ma è veramente così facile? La risposta è no. Di prassi le strade da prendere sono principalmente due. La prima è quella di affidarsi a un’agenzia di marketing, che fa risparmiare tempo e si prende il rischio della strategia da seguire. La seconda è quella di optare per il fai-da-te, ossia scegliere di occuparsi in prima persona della comunicazione investendo nella formazione marketing mettendo in conto però lo scotto di dovere sottrarre molto tempo alle proprie responsabilità aziendali. In entrambi i casi occorre andare con i piedi di piombo. Rivolgersi a un’agenzia marketing non è a portata di tutte le tasche, e quando si prende questa strada, il timore, se non si è un’azienda di grandi dimensioni, e quindi con maggiore disponibilità di budget, è quello di non venire seguiti con lo stesso interesse che un’agenzia potrebbe avere per un cliente con una capacità di spesa molto più ampia.

«Il primo step», spiega Maurizio Basso, ceo di Hellonet e e Memobit, (https://www.hellonet.it) (http://www.memobit.it) «è quello di scegliere un’agenzia in linea con i propositi di spesa che ci si è prefissati, ossia quella più adatta alle proprie esigenze e tasche, optando per “il passaparola”, che può offrire buone garanzie. Però è necessario avere le idee chiare», prosegue Basso, «e quindi già un obiettivo preciso e misurabile da proporre, ed essere in grado di spiegare dove si vuole arrivare sul fronte visibilità, l’obiettivo di guadagno e soprattutto quanto si vuole spendere per raggiungere questi risultati». Perché le strategie di marketing non sono omologabili. «Per l’acquisto dati da un leader di settore, quale può essere per esempio Nielsen», conclude Basso, «l’analisi, lo studio della strategia di comunicazione, gli inseriti correttivi sulla comunicazione ossia sulle campagne offline e social, la realizzazione di un sito laddove ce ne fosse bisogno, può fare lievitare il costo della comunicazione fino ai 50mila euro. Una spesa sicuramente non per tutte le tasche, ma se la strategia di comunicazione funziona, il guadagno è assicurato». Continua a leggere

Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

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