BATTISTI ARRESTATO IN BOLIVIA. FUGA FINITA

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Fuga finita per Cesare Battisti. Entrato illegalmente in Bolivia, verrà espulso e “nelle prossime ore sarà consegnato dall’Interpol Bolivia alla controparte italiana all’aeroporto internazionale Viru Viru”, a Santa Cruz, il principale aeroporto internazionale del Paese. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno del governo Morales, Carlos Romero, in una conferenza stampa, come riferisce il media boliviano El Deber.

Battisti è stato arrestato ieri, sabato 12 gennaio, a Santa Cruz de La Sierra, una delle principali città della Bolivia, verso le 17,  e secondo il rapporto della Polizia locale non ha cercato di fuggire. Interrogato ha risposto in portoghese. Condannato all’ergastolo in Italia, Battisti era stato condannato per l’omicidio di quattro persone negli anni ’70, quando faceva parte dei proletari armati del comunismo, un braccio delle Brigate rosse. Nonostante si sia sempre definito innocente, le autorità brasiliane lo hanno sempre considerato un terrorista.

Arrivato in Brasile nel 2004, è stato arrestato tre anni dopo. Il governo italiano chiese la sua estradizione, che venne accettata dal Supremo Tribunale Federale. Poi però ci fu un colpo di scena. L’ultimo giorno del suo mandato, nel dicembre 2010, il presidente Luiz Inacio Lula da Silva decise che Battisti avrebbe dovuto rimanere in Brasile e l’atto venne confermato anche dalla Corte suprema.

La svolta con Jair Bolsonaro, presidente della Repubblica Federale del Brasile dal 1° gennaio di quest’anno, che ancor prima della sua inaugurazione, si è dichiarato a favore dell’estradizione di Battisti, comunque già decisa durante gli ultimi giorni del governo dal precedente presidente, Michel Temer, in carica dal 31 agosto 2016 .

Fondamentali le intercettazioni nelle indagini coordinate dalla procura generale di Milano.
«C’è stata un rete di protezione che lo ha aiutato e sulla quale stiamo facendo accertamenti», ha dichiarato il capo dell’antiterrorismo Lamberto Giannini ricostruendo i passaggi principali della cattura di Battisti. Riporta Ansa. «Fare i latitanti implica una serie di spostamenti e contatti, la nostra presenza assidua sul territorio e il monitoraggio costante ci ha consentito di rintracciarlo e di stargli addosso. Un’indagine finita a buon fine grazie all’impegno da parte delle forze di polizia e dell’intelligence in particolare della polizia boliviana, che ha dato un contributo fondamentale alle indagini che poi ci hanno consentito di catturarlo», ha concluso.

Battisti quando è stato arrestato indossava dei pantaloni blu e una maglietta, occhiali da sole e una barba finta.

Il suo ritorno in Italia ora è deciso. C’è un aereo del governo italiano con agenti dell’Aise, l’agenzia di intelligence del paese, in Bolivia pronto a riportarlo in Italia dove dovrà scontare la sua pena.


Eduardo Bolsonaro, deputato federale e figlio del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha mandato un messaggio via Twitter al ministro dell’Interno: “Matteo Salvini, il ‘piccolo regalo’ sta arrivando“.

Scrive Ansa: Grande la soddisfazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella il cui auspicio è che Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all’estero. «Finalmente giustizia per le famiglie, un risultato atteso da 40 anni» , ha dichiarato il premier Giuseppe Conte. «Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all’ergastolo che i tribunali gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo».


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