Cucina

ECCO DOVE FINISCE IL LATTE PRODOTTO IN EUROPA

Nel 2017 sono stati trattati 156,9 milioni di tonnellate di latte intero disponibile nel settore lattiero-caseario dell’Unione europea (UE). Di questo, il 37% è stato utilizzato per produrre formaggio, il 29% per produrre burro, un ulteriore 12% per produrre la panna e l’11% per produrre latte alimentare.

Con il latte prodotto in Europa vengono prodotti il 37% del formaggio, il 29,3% del burro, il 12,5% della crema, l’11,1% delle bibite a base di latte, il 4,2% dello yogurt e il 3% dei prodotti in polvere


Tra gli Stati membri dell’UE, la Germania ha prodotto la maggior parte dei formaggi (2,2 milioni di tonnellate, il 22% della produzione totale di formaggi dell’UE, seguita da vicino dalla Francia (1,9 milioni di tonnellate provvisorie, 19% del totale dell’UE) e poi dall’Italia (1,3 milioni di tonnellate, 12% del totale dell’UE). Nel 2017 il Regno Unito ha prodotto poco più di un quinto (22,5% o 6,9 milioni di tonnellate) del latte alimentare dell’UE.

CENONE MENO CARO PER GLI AMANTI DELLA CARNE

Cenone meno caro per gli amanti della carne in tavola. È continuata, infatti, anche a novembre la caduta dei prezzi all’ingrosso delle carni con una flessione del -0,9% rispetto a un anno fa e del -0,7% rispetto al mese precedente. Più in particolare, sono i prodotti suini a far registrare il calo maggiore, -14,4% su base annua e -8,2% su ottobre. E’ quanto emerge dall’indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI secondo cui l’ampia offerta di mercato contribuisce a tenere basse le quotazioni dei prodotti suini.

Buone notizie anche per chi in cucina preferisce all’olio d’oliva il burro, che segna un crollo del 26,5% su base annua (-9,4% rispetto al mese precedente). Complici le stime negative sulla produzione italiana, invece, “l’oro giallo” continua la sua corsa al rialzo con un’impennata dei prezzi del 7,1% dell’olio di oliva a novembre rispetto a ottobre. 

Continua a leggere

Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

FOLLOW US
Ultimi articoli