Economia

IMMIGRAZIONE VERSO I PAESI DELL’UE: 4,4 MILIONI NEL 2017

Un totale di 4,4 milioni di persone è immigrato in uno degli Stati membri dell’Unione europea (UE) nel 2017, mentre almeno 3,1 milioni di emigranti hanno lasciato uno Stato membro dell’UE. Tuttavia, questi dati complessivi non rappresentano i flussi migratori da / verso l’UE nel suo complesso, poiché includono anche i flussi tra diversi Stati membri dell’UE.

C’erano circa 2,4 milioni di immigrati nell’UE-28 provenienti da paesi non UE. Inoltre, 1,9 milioni di persone che risiedevano in precedenza in uno Stato membro dell’UE sono emigrate in un altro Stato membro.

Tra questi 4,4 milioni di immigrati nel corso del 2017, ci sono stati circa 2,0 milioni di cittadini di paesi non UE, 1,3 milioni di persone con cittadinanza di un altro Stato membro dell’UE da quello a cui sono immigrate, circa 1,0 milioni di persone che sono emigrate in uno Stato membro dell’UE Stato di cui avevano la cittadinanza e circa 11 mila apolidi.

In totale, 22 dei 28 Stati membri dell’UE hanno segnalato più immigrazione che emigrazione nel 2017, ma in Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania il numero di emigranti ha superato il numero degli immigrati.

Rispetto alla dimensione della popolazione residente, Malta ha registrato i più alti tassi di immigrazione nel 2017 (46 immigranti per 1 000 abitanti), seguita dal Lussemburgo (41 immigrati per 1 000 abitanti).

QUANTO VALGONO I RAPPORTI CON LA CINA?

Ecco i dati di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia su dati Istat

Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia

I rapporti con la Cina valgono 17,6 miliardi per la Lombardia nel 2018, il 40% del totale italiano che è di 44 miliardi. Cresce l’interscambio regionale, +10,9% in un anno. Si tratta di 13 miliardi di import (+10,5%) e 4,4 miliardi di export (+12,2%). La Lombardia è seguita in Italia da Veneto ed Emilia Romagna (oltre 5 miliardi) e Piemonte con 4 miliardi. Prime a livello nazionale Milano (8 miliardi, +12,7%) e Lodi (2,3 miliardi, +20,4%). Vengono poi Torino, Bologna, Treviso e Vicenza. Tra le prime 10 con oltre un miliardo di scambi anche le lombarde Bergamo (+7,1%), Monza Brianza (+10%) e Brescia (+8%). Questo è quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos http://promositalia.camcom.it/Italia su dati Istat.

Gli scambi lombardi con la Cina per settori. Nell’import prevalgono: computer e apparecchi elettronici con 4 miliardi (+26,3%), tessile e moda con 1,5 miliardi e metalli con 1,3 miliardi (+11,9%). Nell’export vanno di più i macchinari con 1,2 miliardi (+13,7%), la moda con 1 miliardo (+14,4%) e i prodotti chimici con 385 milioni (+29,2%).

«Anno dopo anno la Cina si conferma un mercato sempre più prioritario per l’export italiano ed esistono le potenzialità per un’ulteriore crescita», dichiara Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia. «È   necessario dare impulso a questo trend sia attraverso azioni mirate di sistema a supporto delle imprese sia inserendo alcune questioni chiave nell’agenda politica e a questo proposito saranno centrali questi giorni di visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping. La firma del memorandum di intesa per sostenere la Belt and Road Initiative», conclude Da Pozzo, «rappresenterebbe un segnale molto importante a livello internazionale per il sistema Italia».

L’Italia in Cina: si stima che le imprese cinesi a partecipazione italiana siano oltre 1700, con circa 150 mila addetti e un giro d’affari di 22 miliardi di euro. A queste vanno sommate le 450 imprese a capitale italiano presenti a Hong Kong, che contano circa 8 mila addetti per un giro d’affari di oltre 2,3 miliardi di euro. Nel complesso, il numero di imprese italiane direttamente presenti in Cina o a Hong Kong – con uffici di rappresentanza, joint venture o WFOE – supera dunque di gran lunga le 2 mila unità, dato più che raddoppiato negli ultimi quindici anni. (fonte: Fondazione Italia Cina).

La Cina in Italia. Alla fine 2017 risultavano direttamente presenti in Italia, attraverso almeno un’impresa, partecipata 300 gruppi cinesi, di cui 216 cinesi e 84 con sede principale a Hong Kong. Con riferimento alla distribuzione territoriale delle imprese partecipate concentrate per i quattro quinti del totale nelle regioni settentrionali. Spicca la Lombardia, che ospita 214 imprese a capitale cinese, pari al 41,6% del totale; seguono Lazio con 71 imprese, Emilia-Romagna con 46, Piemonte con 40 e Veneto con 36. La Lombardia guida anche la graduatoria relativa al numero di dipendenti (8.357, pari al 32,1% del totale), seguita da Emilia-Romagna (3.846), Piemonte (3.801), Veneto (3.094) e Liguria (2.932); queste cinque regioni pesano da sole per quasi l’85% del totale. (fonte: Fondazione Italia Cina).

Indagine sulle imprese orientate ai mercati esteri. Le imprese italiane attive sui mercati esteri come vivono la questione relativa alla possibile firma del MOU sulla Belt and Road Initiative tra il Premier italiano Conte e quello cinese Xi Jinping? Le conseguenze, secondo la maggioranza delle circa 200 imprese che operano con l’estero sentite da Promos Italia, non saranno rilevanti per il 42% e lo saranno per il 37%. Per il 32% di loro non ci saranno maggiori opportunità di business, mentre il 28% ritiene che avrà un moderato impatto positivo, meno del 10% del loro export e il 15% vede un risultato positivo per il loro export d’impresa, con un impatto su oltre il 10% dei loro affari all’estero. La maggior parte delle imprese sentite da Promos Italia, il 57%, ritiene che l’accordo sulla Via della Seta porterà vantaggi nelle relazioni con la Cina e più in generale con l’area asiatica. Per il 50% non ci sarà impatto invece sul business con gli Stati Uniti, per il 34% il rafforzamento delle relazioni commerciali con Pechino potrebbe invece avere un impatto sul business nel mercato americano.

INPS FA IL PUNTO SUL PRECARIATO

Sul fronte lavoro, Inps ha fatto il punto sul precariato. Dai dati si evince che nel gennaio del 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, si è registratoun notevole incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che risultano quasi raddoppiate (da 58.000 a 115.000: +57.000, +98,6%). Continua pertanto il trend di crescita rilevato nel corso del 2018. Nel mese di gennaio 2019 risultano in lieve calo, invece, le conferme dei rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (-1,2%).

In crescita risultano i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In diminuzione invece i contratti di somministrazione, i contratti a tempo determinato e i contratti di lavoro stagionale.

Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel mese di gennaio 2019 sono state 604.000: sono quindi diminuite rispetto allo stesso mese del 2018 (-15%).

Le cessazioni nel complesso sono state 435.000, in diminuzione rispetto a gennaio 2018 (-12,4%): a diminuire sono le cessazioni di contratti in somministrazione, di rapporti a termine e di rapporti a tempo indeterminato. A crescere sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente e di contratti in apprendistato. Stabili le cessazioni di rapporti stagionali.

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TECNOCASA, ORESTE PASQUALI ANNUNCIA L’APERTURA DI NUOVE AGENZIE IN ITALIA E ALL’ESTERO

Per il 2019 sono previste 180 nuove aperture in Italia e circa 100-110 all'estero. Ad oggi Tecnocasa conta oltre 3.246 agenzie e 14mila addetti nel mondo

Oreste Pasquali, presidente di Tecnocasa Holding

di Patrizia Vieri

Prevista entro la fine dell’anno 180 nuove aperture in Italia e circa 100-110 all’estero per il Gruppo Tecnocasa, che conta oggi oltre 3.246 agenzie nel mondo (N.d.R.: dati a febbraio 2019), che operano nell’intermediazione immobiliare e nella mediazione creditizia. In Italia ad oggi le reti del Gruppo Tecnocasa in Franchising contano 2.237 punti vendita, così suddivisi: Tecnocasa settore residenziale (1.717); Tecnocasa immobili per l’impresa (72); Tecnorete settore residenziale (443); Tecnorete immobili per l’impresa(5).

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INFLAZIONE IN EU E ZONA EURO, DOV’È SALITA E DOV’È SCESA?

Il maggior contributo al tasso annuale di inflazione dell'area dell'euro è venuto dai servizi (+0,61%), seguito da cibo, alcol e tabacco (+0,44), energia (+0,35%) e non energia e beni industriali (+0,09%)

A febbraio, il tasso di inflazione annuale nell’area dell’euro è stato dell’1,5%, in aumento rispetto all’1,4% registrato nel gennaio 2019. L’anno scorso il tasso si è assestato intorno all’1,1%. L’inflazione annuale dell’Unione europea invece è stata dell’1,6% a febbraio 2019, in aumento rispetto all’1,5% del gennaio 2019 e al tasso dell’1,4% registrato l’anno prima. Queste le cifre pubblicate da Eurostat, l’ufficio statistico europeo Unione. I tassi annui più bassi si sono stati registrati in Irlanda (0,7%), Grecia, Croazia e Cipro (tutti dello 0,8%). i più alti in Romania (4,0%), Ungheria (3,2%) e Lettonia (2,8%). Rispetto a gennaio 2019, l’inflazione annua è scesa in sette Stati membri, rimasta stabile in uno e è aumentata in diciannove. Nel febbraio 2019, il maggior contributo al tasso annuale di inflazione dell’area dell’euro è venuto dai servizi (+0,61%), seguito da cibo, alcol e tabacco (+0,44), energia (+0,35%) e non energia e beni industriali (+0,09%).

COMPRARE LA NUDA PROPRIETÀ DI UNA CASA QUANTO CONVIENE?

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa nel secondo semestre del 2018 con l'ausilio delle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete, ha realizzato un’analisi sulle compravendite di nuda proprietà, che offre ottimi spunti di riflessione per chi fosse in procinto di acquistare o vendere un immobile con questa formula

ph credit: Tecnocasa

di Samuel Belloni

Non capita spesso di vedere cartelli appesi alle vetrine delle agenzie immobiliari che sponsorizzano la vendita della nuda proprietà di una casa, ma è un’opportunità che esiste e che per chi compra e chi vende può trasformarsi in una scelta di vita davvero vantaggiosa.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa nel secondo semestre del 2018 con l’ausilio delle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete, ha realizzato un’analisi sulle compravendite di nuda proprietà.

Da questa ricerca è risultato che il 72,2% delle compravendite analizzate era finalizzata all’investimento a lungo termine, mentre solo il 27,8% riguardava l’abitazione principale. Percentuali molto simili sono state registrate nel 2017, quando gli acquisti per investimento si attestavano al 72,7%, mentre nel primo semestre del 2018 la percentuale era intorno al 79,5%.

Ma che cosa significa comprare o vendere la nuda proprietà dell’immobile?

Dalla parte del venditore ossia l’usufruttuario

Vendere la nuda proprietà significa preservarsi il diritto di abitare in una casa per tutta la vita, sfruttando l’opportunità di incassare una cifra, che altro non è che il valore della casa, tenuto però conto del fatto che poiché si sceglie di restare dentro l’immobile, non potrà essere un prezzo pieno. L’usufruttario è chi, una volta ceduta la nuda proprietà di un immobile, ha il diritto di goderne l’uso per tutta la vita o entro un periodo determinato in fase di contratto. Può essere una persona sola oppure due coniugi. Se vuole, l’usufruttuario può anche affittare l’immobile o vendere l’usufrutto a terze persone nei limiti dei termini previsti nel contratto della vendita della nuda proprietà. Occorre mettere in conto che l’usufrutto è trasferibile ai terzi sempre nei limiti previsti nel contratto della vendita della nuda proprietà, oppure in accordo con il nudo proprietario post-contratto. E questa è una clausola da non sottovalutare.

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MADURO CHIEDE AI SUOI MINISTRI DI METTERSI A DISPOSIZIONE DEL GOVERNO

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro ha chiesto a tutti i ministri del suo governo di mettere a disposizione i loro incarichi, per poter portare a termine “una profonda ristrutturazione dei metodi e del funzionamento del governo bolivariano”.

Lo ha annunciato su Twitter la vicepresidente, Delcy Rodriguez, sottolineando che questi cambiamenti sono necessari per “blindare la patria di Bolivar e Chavez da qualsiasi minaccia”. Ricordando che il presidente, che è stato eletto il 20 Maggio 2018 con 6 milioni 248.864 voti, con l’impegno a migliorare il sistema di governo, priorità l’efficienza in azione cercando di garantire la stabilità sociale fino al 2025.

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PRADA, RICAVI IN CRESCITA

«I nostri obiettivi?», spiega il ceo di Prada, «Continuare ad investire nelle tecnologie digitali e nelle infrastrutture industriali al fine di garantire tempestività delle risposte alle diverse esigenze dei singoli mercati»

Patrizio Bertelli, ceo del gruppo Prada e Miuccia Prada

Ricavi che crescono del 3% per Prada che nel 2018, alla voce ricavi
del conto economico ha potuto scrivere la cifra 3.142 milioni, in crescita rispetto ai 3.056 milioni del 2017 (+6% a cambi costanti).

Il canale Retail è progredito del 7%. Stabile il canale Wholesale, Il marchio Prada chiude l’esercizio in esame con una crescita del 7% . Anche le vendite del marchio Miu Miu, hanno subito un incremento del 2% a cambi costanti, con abbigliamento in crescita del 7%. E poi ci sono gli investimenti che hanno toccato quota 284 milioni di euro destinati a sviluppare nuovi progetti di crescita nel settore del lusso, attivo con i marchi Prada, Miu Miu, Church’s e Car Shoe.

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COMPRARE CASA A SAN MARINO CONVIENE?

Da settembre 2017 con l’entrata in vigore di due nuove leggi, il mercato immobiliare Sammarinese si apre al mercato italiano ed estero.

Tre sono le possibilità di acquistare casa a San Marino, ce lo spiega
l’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, che è presente nella Repubblica di San Marino con un’agenzia affiliata attiva dal 2002 e ad oggi composta dal titolare coadiuvato da 7 risorse.

  • Residenza Elettiva: con un investimento su un immobile residenziale di un minimo di € 500.000,00 si può ottenere la residenza Sammarinese.
  • Residenza legata agli imprenditori: per avere la residenza in Repubblica, oltre ad un piano occupazionale, si devono investire almeno 75.000 € in un immobile di qualsiasi tipologia.
  • Casa Vacanza: si può comprare senza limite di spesa e con un’imposta del 10% sul valore del compravenduto, tuttavia in questo caso non si può eleggere qui il domicilio.

Nel 2018 inoltre è entrata in vigore una nuova legge legata al rilascio delle residenze a frontalieri che hanno lavorato a San Marino da almeno 15 anni, ogni anno saranno soddisfatte solo venti domande.

Le zone più richieste da chi acquista sono sicuramente le più servite, come il castello di Borgo Maggiore, Domagnano e Serravalle; un discorso a parte, essendo patrimonio dell’UNESCO, riguarda il centro storico di San Marino.

«L’offerta immobiliare», spiega Luca Chezzi, Affiliato Tecnocasa Rep. San Marino, «è composta prevalentemente da appartamenti, in maggioranza trilocali, e soluzioni semi-indipendenti come villette a schiera e bifamigliari. Le soluzioni indipendenti, di cui finora c’era poca offerta, diventano appetibili con le nuove leggi di cui sopra. La domanda immobiliare è costituita essenzialmente da giovani coppie o famiglie alla ricerca della prima casa con un budget che oscilla tra 180.000 e 250.000 €. Per quanto riguarda le locazioni», afferma Chezzi, «si riscontra una significativa difficoltà legata all’essere uno Stato Indipendente con regolamentazioni proprie ed anche per questo motivo il mercato turistico della seconda casa non è previsto. I canoni medi mensili per un bilocale sono di 500 € con contratto 3+2. Anche coloro che cercano una soluzione in locazione prediligono le zone più servite».

SHaReD, AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL BANDO DEDICATO ALLE START-UP CHE STUDIANO CLIMA E GRANDI RISCHI

Le domande devono essere presentate sul sito http://fondazionepesenti.speedmiup.it/ entro il 22 aprile 2019. In palio, sei mesi di incubazione gratuita in Speed Mi Up

Le imprese di giovani nei settori legati a innovazione e ricerca geologica, insieme a ricerca e attività ingegneristica e architettonica sono 1.228 in Italia, di cui 184 in Lombardia, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Il settore nel complesso ha 26 mila imprese in Italia di cui 5 mila in Lombardia. Cresce il comparto in Italia, +2% in un anno e +7% in cinque anni, restano stabili i giovani.

Prime in Italia sono Milano e Roma con oltre 2 mila imprese, Torino e Napoli con circa mille, Brescia con 600, Firenze e Bari con oltre 500. Tra i maggiori centri, crescono di più in cinque anni Roma, +9%, Napoli, +13%, Firenze +5%,  Bari +16%, Salerno +22%.

Per la presenza dei giovani prime sono Roma con 76 imprese di giovani, +13% in un anno, Milano con 69 e Torino con 60.

Geologia, crescono le imprese nella ricerca e innovazione sul fronte dei grandi rischi in Italia, +7% in 5 anni, 26mila imprese di cui 5mila in Lombardia

I settori. Milano concentra le imprese nella ricerca, 310 su 565 in Lombardia e 2.918 in Italia. Milano ha poi 384 imprese di collaudi e analisi tecniche su mille in Lombardia e quasi 6 mila in Italia. Sono 1.697 gli studi ingegneristici e architettonici milanesi su 3.405 in Lombardia e 17 mila in Italia.

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Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

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