Economia

PROSPETTIVE ISTAT SULL’ANDAMENTO DELL’ECONOMIA ITALIANA NEL 2019

  2016 2017 2018 2019
Prodotto interno lordo 1,1 1,7 0,9 0,3
Importazioni di beni e servizi 3,6 5,5 2,3 1,8
Esportazioni di beni e servizi 2,1 5,9 1,9 1,7
Domanda interna incluse scorte 1,5 1,4 0,9 0,3
Spesa famiglie residenti e delle ISP 1,3 1,6 0,6 0,5
Spesa delle AP 0,1 0,3 0,2 -0,2
Investimenti fissi lordi 3,5 4,3 3,4 0,3
Contributi alla crescita del Pil        
Domanda interna (al netto della
variazione delle scorte)
1,4 1,7 1,0 0,3
Domanda estera netta -0,3 0,3 -0,1 0,0
Variazione delle scorte 0,0 -0,4 0,0 0,0
Deflatore della spesa delle famiglie
residenti
0,2 1,1 1,1 0,9
Deflatore del prodotto interno lordo 1,2 0,5 0,8 0,8
Retribuzioni lorde per unità
di lavoro dipendente
0,6 0,3 1,7 0,9
Unità di lavoro 1,3 0,9 0,8 0,1
Tasso di disoccupazione 11,7 11,2 10,6 10,8
Saldo della bilancia dei beni e
servizi /Pil (%z)
3,2 2,9 2,5 2,4

Previsioni per l’economia italiana – Pil e principali componenti Anni 2016-2019, valori concatenati per le componenti di domanda; variazioni percentuali sull’anno precedente


Il quadro internazionale
Ciclo mondiale ancora in decelerazione

La decelerazione dell’economia mondiale iniziata nella seconda metà dello scorso anno è stata confermata dagli indicatori congiunturali di inizio 2019. Le prospettive economiche, inoltre, continuano a essere caratterizzate da rischi al ribasso quali la prosecuzione delle tensioni commerciali, gli effetti dell’incompiuto processo di Brexit e il rallentamento congiunturale superiore alle attese registrato in Cina. La politica protezionistica, accentuatasi a causa delle nuove barriere tariffarie all’importazione mondiale di merci in volume che, nel 2019, è atteso decelerare sensibilmente (+2,9% rispetto al +4,0% del 2018).

Le previsioni per l’economia mondiale per il 2019 indicano un rallentamento del Pil reale al +3,2% (+3,6% nel 2018), diffuso tra i paesi. La crescita mondiale sarà sostenuta dalle economie emergenti e dai paesi in via di sviluppo dell’Asia (+6,1%), mentre in Giappone è attesa proseguire la fase di moderazione (+0,8%).

Nel primo trimestre, la performance economica di Stati Uniti, area euro, Giappone e Cina è stata migliore delle attese anche se il risultato positivo potrebbe essere stato determinato da fattori temporanei. Negli Stati Uniti, la crescita congiunturale del Pil (+0,8% da +0,7% in T4 2018) è stata trainata dal calo delle importazioni e dall’accumulazione delle scorte, mentre gli investimenti privati e i consumi hanno continuato a decelerare. Il tasso di disoccupazione si è confermato ai minimi storici (3,6% in aprile).

Tra gennaio e marzo, il miglioramento dell’economia dell’area euro (+0,4% da +0,2% in T4) è stata sostenuto prevalentemente dalla domanda interna. Riguardo ai principali paesi dell’area, in T1 il Pil ha mantenuto in Francia il ritmo dei due trimestri precedenti (+0,3%) mentre in Spagna si è registrata un’accelerazione (+0,7% da +0,6% in T4). In Germania, la stima preliminare ha mostrato una ripresa dei ritmi produttivi (+0,4%), dopo lo stallo della seconda metà dello scorso anno.

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TRUMP, IL CONGRESSO VUOLE ESAMINARE LA SUA DICHIARAZIONE DELLE TASSE

Le dichiarazioni delle tasse di Donald Trump devono essere date al Congresso a meno che il presidente americano non invochi il privilegio esecutivo. E’ quanto rivela un documento legale interno all’Internal Revenue Service, l’agenzia delle entrate americana, riportato dal Washington Post. Il documento contraddice l’amministrazione Trump: il presidente ha rifiutato di consegnare le sue dichiarazioni delle tasse ma non ha invocato il privilegio esecutivo. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ha negato al Congresso la possibilità di accedervi spiegando che non c’è alcun motivo legislativo dietro alla richiesta. Secondo l’Irs però la diffusione delle dichiarazioni delle tasse è “obbligatoria” e questo “richiede che il segretario al Tesoro le consegni” alle commissioni che le hanno richieste.

USA: AUMENTATO DEL 3,7% IL COSTO DELL’ISTRUZIONE SCOLASTICA

Le scuole pubbliche che hanno ricevuto la percentuale più alta di finanziamenti dal governo federale nel Nuovo Messico (14,4%), Mississippi (14,1%), in Alaska (14,0%), Arizona (13,7%) e nel Sud Dakota (12,8%)

di Maureen Steel

L’importo speso nell’istruzione pubblica e secondaria per tutti i 50 stati americani e il Distretto di Columbia è aumentato del 3,7% fino ad arrivare a quota $ 12,201 per allievo durante l’anno fiscale 2017, rispetto agli $ 11,763 nel 2016. Un aumento progressivo per fortuna compensato anche dalla crescita delle entrate pubbliche per l’istruzione elementare e secondaria, che nel 2017 ammontava a $ 694,1 miliardi, in crescita del 3,4% rispetto a $ 671,2 miliardi del 2016. Questi i dati delle statistiche, appena pubblicate dall’United Census Bureau, l’ufficio del censimento del dipartimento del commercio degli Stati Uniti d’America, relativi al sondaggio annuale 2017 sulle finanze del sistema scolastico che coprono i sistemi scolastici in tutti gli stati, compreso il Distretto di Columbia.

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PARTE OGGI IL PROGETTO DI PROMOS ITALIA: 2500 GLI INCONTRI B2B CHE COINVOLGERANNO OLTRE 800 IMPRESE

Giunto alla quinta edizione, ha gà registrato il record di iscrizioni. ««E’ uno strumento a disposizione delle piccole e medie imprese per valutare la propria propensione all'export o sviluppare ulteriormente il proprio processo di internazionalizzazione», spiega Alessandro Gelli, Direttore di Promos Italia

di Olivia Rutenberg

Centoquarantotto giornate di eventi, 833 buyer provenienti da oltre 50 paesi, 3068 imprese lombarde servite, 14430 incontri b2b, oltre 1000 accordi conclusi: questi i numeri delle prime quattro edizioni del progetto InBuyer, fino alla scorsa edizione dedicato solo a imprese lombarde.

Da oggi, 22 maggio, si ricomincia. Parte InBuyer, l’iniziativa messa a punto da Promos Italia, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, Sistema Camerale Lombardo, Regione Lombardia, le camere di commercio di Genova, Milano Monza Brianza Lodi, Modena, Ravenna, Udine e Banca Popolare di Sondrio che ha organizzato un programma di attività che prevede circa 2500 incontri b2b nel corso di 45 appuntamenti in Italia che si stima coinvolgeranno più di 800 imprese, il cui obiettivo
questa volta non è quello di favorire il processo di internazionalizzazione delle Pmi solo lombarde, creando occasioni di business, ma quelle di tutta Italia.

Grazie a InBuyer, le imprese italiane da oggi possono incontrare circa 200 buyer selezionati provenienti da paesi di tutto il mondo, tra questi: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Polonia, Portogallo, Svizzera, Cina, Corea del Sud, Giappone, Indonesia, Israele, Russia, Singapore, Turchia, Canada, Usa, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Marocco.

Al progetto possono aderire imprese piccole e medie, che abbiano le potenzialità di interazione con i buyer esteri dei settori: alimentare, moda, cosmetica, beni strumentali, arredo, costruzioni-edilizia, packaging, energia, turismo e nautica.

E per la sua quinta edizione, InBuyer amplia anche il numero di settori a cui si rivolge. Tra questi, il settore del turismo e della nautica.

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E TU DI CHE SALUTE SEI?

Doxa, in collaborazione con WIN, network internazionale di società di ricerca di mercato e di opinione pubblica, lancia i risultati del sondaggio mondiale sul benessere fisico dei cittadini di 40 Paesi di tutto il mondo. E certifica che il 76% degli intervistati si considera in salute: buona o, addirittura, ottima. L’Italia vince su tutti (o quasi) arrivando a quota 83%.

Doxa, in collaborazione con WIN, network internazionale di società di ricerca di mercato e di opinione pubblica di cui è socio fondatore, ha reso noti i risultati del sondaggio mondiale sul benessere fisico dei cittadini di 40 Paesi di tutto il mondo. E certifica che il 76% degli intervistati si considera in salute: buona o, addirittura, ottima. Solo il 4% si dichiara in cattiva salute e il 19% in una condizione di salute scarsa. Altra importante evidenza emersa: le risposte degli uomini e delle donne sono molto simili, con valori riferiti alla buona salute leggermente più elevati tra i maschi. Cambia invece la percezione a seconda delle classi d’età: la quota di chi si considera in ottima salute, in particolare, passa dal 33% degli under 18 al 10% degli over 64. A sorpresa, tra le varie parti del mondo, i livelli più elevati di salute percepita sono stati rilevati in Africa Centrale e nel Sud-Est asiatico, mentre i livelli più bassi si registrano in Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Nel Vecchio Continente fa eccezione l’Italia che svetta con un 83% di rispondenti che hanno dichiarato uno stato di salute buono o ottimo, mentre il 14% degli italiani si considera in scarsa salute e soltanto il 3% in cattiva salute.

Ma quali sono i comportamenti, le abitudini, gli stili di vita e di consumo che possono avere un impatto anche decisivo sulla salute di tutti noi? Doxa, in collaborazione con WIN, ne ha individuati 5, fotografando numeri e tendenze da tenere bene a mente.

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GOOGLE ROMPE CON HUAWEI

La Cina però non ha atteso molto a fare sapere la sua rendendo noto il suo imminente obiettivo: "Sostenere le sue società nel ricorso "ad armi legali a difesa dei loro diritti legittimi": così ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Lu Kang

di Paula Linch

Google ha sospeso affari con Huawei che richiede il trasferimento di hardware, software e servizi tecnici ad eccezione di quelli disponibili pubblicamente tramite licenze open source” , questo l’annuncio di Google con il quale il colosso del Mountain View in California, ha ufficializzato la rottura della partnership con Huawei, sospendendo ogni attività portata avanti con il colosso tecnologico cinese, all’avanguardia nella realizzazione delle reti di nuova generazione 5G. Lo riporta in esclusiva Reuters. Un passo dovuto per Trump dopo la decisione di inserire l’azienda nella black list commerciale l’Entity List, per motivi di sicurezza nazionale, con l’accusa di avere rubato la tecnologia statunitense. Con la conseguenza per Huawei di non potere più fare affari con società americane senza l’approvazione del governo degli Stati Uniti.

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COMPRARE UNA CASA PER LE VACANZE, QUALI I PREZZI AD OGGI?

Spesso quando si va in vacanza in un posto e si ha voglia di tornarci , viene spontaneo pensare all’opportunità di un investimento sul mattone per una seconda casa per tornarci e passarci non solo le vacanze, ma anche quei periodi in cui durante l’anno, nei weekend si ha voglia di fuggire dagli impegni quotidiani. Scegliere però non è sempre semplice. Perché tanti sono i fattori che possono influenzare le nostre scelte. Il prezzo in primis.

L’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2018 di FIMAA-Confcommercio (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) con la collaborazione della Società di Studi Economici NOMISMA ha “fotografato” l’andamento del mercato 2018 delle case per vacanza in Italia, attraverso l’analisi dei dati delle compravendite e delle locazioni di 203 località di mare e 112 di montagna e lago registrando una crescita della domanda.

Rispetto al 2016, infatti, nel 2017 le transazioni registrate a livello complessivo sono aumentate del 3,5%: in particolare, le località marine hanno fatto segnare +4,8%, quelle lacuali +8,0%, mentre quelle montane sono diminuite del -4,3% .

Nel 2018, il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attestava a 2.173 euro al mq commerciale, con un trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza in ulteriore contrazione (flessione annua pari a -2,5%). L’Umbria è stata la regione che ha registrato il calo più intenso (-4,5%), a seguire Abruzzo e Lazio (-4,0%) e Sardegna (-3,5%).

Nelle località marine, il calo maggiore dei prezzi medi di compravendita degli appartamenti nel 2018 si è registrato in Abruzzo e Lazio (-4,1%), quello più contenuto in Puglia (-0,4%). Tra le località di montagna o lago la maggiore variazione negativa è in Umbria (-4,5%) e, a seguire, in Abruzzo (-3,9%), mentre in Friuli Venezia Giulia si è rilevata una sostanziale stabilità.


Santa Margherita Ligure, nota località della riviera ligure orientale, si conferma ancora una volta in cima alla classifica delle principali località turistiche per quanto riguarda i prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi, con valori pari a 13.000 €/mq. Completano il podio Capri con 12.800 €/mq e Forte dei Marmi con 12.700 €/mq.

A seguire, si trovano le più rinomate località montane italiane: Madonna di Campiglio, Courmayeur e Cortina d’Ampezzo.

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QUANTO SONO RICCHE LE FAMIGLIE ITALIANE?

Questi i dati di una recente ricerca di Istat sulla disponibilità economica delle famiglie italiane e delle società non finanziarie

A fine 2017 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 9.743 miliardi di euro, 8 volte il loro reddito disponibile. Le abitazioni hanno costituito la principale forma di investimento delle famiglie e, con un valore di 5.246 miliardi di euro, hanno rappresentato la metà della ricchezza lorda. Il totale delle passività delle famiglie è stato pari a 926 miliardi di euro, un ammontare inferiore, in rapporto al reddito, rispetto agli altri paesi. Le attività finanziarie hanno raggiunto 4.374 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, anche se la loro incidenza sulla ricchezza netta è risultata tuttavia inferiore a quella registrata in altre economie. Questi i dati di una recente ricerca di Istat sulla disponibilità economica delle famiglie italiane e delle società non finanziarie.

Società non finanziarie

La ricchezza netta delle società non finanziarie è stata pari a 1.053 miliardi di euro. Il totale delle attività del settore ammontava a 4.943 miliardi di euro di cui il 63% costituito da attività non finanziarie. La componente finanziaria, in crescita dal 2013, nel 2017 è stata pari a 1.840 miliardi di euro. È diminuito, invece, il valore del patrimonio reale, rappresentato soprattutto da immobili non residenziali e impianti e macchinari. Il ricorso al finanziamento tramite titoli e prestiti è stato pari a 1.233 miliardi di euro, un ammontare contenuto nel confronto internazionale.

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COSÌ “GUSTAVO” SEMPLIFICA LA VITA A BAR, RISTORANTI E FORNITORI

La piattaforma, che fa parte di Speed MI Up, attualmente è presente a "Tuttofood", la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage, a Milano fino al 9 maggio 2019

Foto Massimiliano Stucchi ©

Si chiama “Gustavo” (www.gustavob2b.com/) la nuova piattaforma che promette di digitalizzare il settore offrendo servizi di interazione digitale fra gestori dei ristoranti e fornitori, che in Italia, sul fronte degli approvvigionamenti coinvolge più di 329.000 soggetti e vale circa 20 miliardi di euro l’anno.

L’obiettivo è quello di trasformarsi nello strumento ideale, perché semplice ed efficace, per bar e ristoranti che hanno la necessità di aggregare tutti gli ordini, gestire i rapporti con i fornitori e razionalizzare le procedure di acquisto, con informazioni rese tracciabili e sempre disponibili.

L’idea è due ragazzi Andrea, con alle spalle 10 anni di know how maturato nel settore della consulenza aziendale e grande esperienza nel settore food & beverage nei panni di importatore e distributore di vino italiano in Cina, e Jacopo ingegnere, ora rispettivamente CFO e CTO dell’azienda di cui sono entrambi cofounder al cui team si sono aggiunti Claudio, che ha lavorato nel marketing del canale HoReCa in multinazionali del settore food & beverage ed Emanuele, esperto nel disegno di processi gestionali e supply chain. Assieme ai quali collaborano stabilmente al progetto due importanti figure del settore: uno chef e un restaurant manager.

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DISTRESSED ASSET: RE/MAX ITALIA APRE 120 RE/MAX AUCTION POINT

progetto RE/MAX Auction Point
Alessandro Bianchi, CEO di RE/MAX Corporate, divisione del gruppo RE/MAX Italia dedicata ai servizi immobiliari per grandi clienti, a capo del progetto RE/MAX Auction Point.
I RE/MAX Auction Point sono dedicati al mondo dei distressed asset (immobili posti a garanzia di Npl e Utp, immobili ex leasing, immobili inseriti in procedure concorsuali) e sono presidiati da consulenti specializzati nei diversi segmenti di riferimento: residenziale, terziario, produttivo, commerciale, destinazioni specialistiche

di Paola Mastroianni

Nel 2017 in Italia si sono registrate circa 230.000 aste immobiliari ed il 29% degli immobili in asta sono stati aggiudicati con un valore di aggiudicazione che si stima in media del 56% inferiore rispetto al valore iniziale di perizia.

Nel 2018 il numero di immobili del segmento residenziale messi all’asta ha registrato un ulteriore incremento del 4%,secondo i dati pubblicati dai siti ufficiali dei tribunali, degli istituti di vendita giudiziaria, dalle associazioni notarili e dai siti ufficiali autorizzati dal ministero di Giustizia. Da un lato le istituzioni finanziare, che detengono la maggior parte dei crediti deteriorati, devono attuare una nuova strategia per abbattere questo stock attraverso un’efficace gestione dei collateral immobiliari anche in considerazione della forte concentrazione della componente ‘real estate secured’ nei portafogli NPL. Dall’altro ci si trova davanti ad un mercato, quello del segmento distressed assets, che presenta una pluralità di criticità: il debitore si trova in difficoltà e ha bisogno di una guida professionale e trasparente; per l’acquirente è difficoltoso orientarsi tra le diverse offerte e confrontarsi con un apparato burocratico complesso; i creditori hanno la necessità di sveltire i processi e aumentare i ricavi diminuendo le spese delle procedure.

In questo scenario complesso RE/MAX corporate, ossia la divisione del gruppo RE/MAX Italia dedicata ai servizi immobiliari per grandi clienti, ha deciso di metterci lo zampino realizzando un progetto ambizioso, ossia quello di aprirsi al mondo dei distressed asset (immobili posti a garanzia di Npl e Utp, immobili ex leasing, immobili inseriti in procedure concorsuali) realizzando dei  RE/MAX Auction Point all’interno dei punti vendita RE/MAX dedicati alla gestione attiva di Npl e Utp secured.


Per saperne di più What-u ha intervistato Alessandro Bianchi, CEO di RE/MAX Corporate, divisione del gruppo RE/MAX Italia dedicata ai servizi immobiliari per grandi clienti.

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Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

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