WHAT-U INTERVISTA LA PODOLOGA DANIELA BRANDI CHE SPIEGA COME SI FA A MANTENERE IN SALUTE I PROPRI PIEDI


di Patrizia Vassallo

Secondo la medicina tradizionale cinese è possibile interpretare lo stato di salute guardando i propri piedi. Nei piedi esistono circa 7200 terminazioni nervose che se stimolate mandano al cervello degli input per farci stare meglio. Il podologo è una figura chiave per risolvere molte problematiche quindi What-u ha chiesto alla dottoressa Daniela Brandi, napoletana di nascita, ma milanese di adozione, laureata in podologia presso l’Università degli studi di Milano e specializzata nello studio del piede Diabetico presso l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, di spiegarci come dobbiamo relazionarci con questa parte importante del nostro corpo spesso trascurata.

Quando bisogna rivolgersi al podologo?

Ogni qual volta si presenta una sintomatologia dolorosa del piede (fascite plantare, dolori del compartimento tendineo, metatarsalgia, ecc) un’ alterazione dell’appoggio ( piede cavo e piede piatto) in presenza di problematiche dell’apparato ungueale (onicocriptosi, onicomicosi, verruche plantari ed ipercheratosi)o quando si presentano conseguenze di patologie sistemiche (tipo diabete, artrite reumatoide ecc).

A quale età è consigliabile fare la prima visita di controllo anche senza la manifestazione di malesseri particolari?

La visita podologica è consigliata a persone di qualsiasi età (bambini, adulti e anziani). Anche in assenza di sintomi particolari la figura del podologo è fondamentale nel prevenire complicanze in soggetti a rischio, come persone affette da diabete.

La corretta postura fa parte della tradizione della medicina occidentale ed orientale, perché fin dai tempi antichi si è capito che dalla salute dei piedi poteva derivare la salute di tutto il corpo. Come si fa a capire quando c’è qualcosa che non va?

Quando si presentano alcuni dei seguenti aspetti: sintomatologia dolorosa del piede,  presenza alterazione anatomiche o funzionali delle strutture articolari o extra-articolari dell’arto inferiore, solo per citarne alcune, la comparsa della cosiddetta “cipolla” ( alluce valgo), l’ispessimento dello strato corneo dell’epidermide del piede (ipercheratosi), sono tutti campanelli d’allarme. Mal di schiena , dolore alla cervicale molte volte sono anch’esse da attribuire ad un appoggio scorretto del piede.

Quali sono le principali cronicità dei piedi?

Tra le più frequenti quella del piede piatto nell’adulto, una conformazione del piede caratterizzata dall’appiattimento della volta plantare e dalla valgo-pronazione del calcagno. La terapia inizialmente è di tipo conservativo e prevede l’utilizzo di un plantare con il sostegno della volta mediale diretto alla correzione della pronazione. Oltre all’ortesi plantare sono consigliabili esercizi di stretching (o allungamento muscolare) per tutti i muscoli della gamba che fanno riferimento al tendine d’Achille e l’utilizzo di calzature adatte. Purtroppo quando la deformazione del piede è molto evidente e il paziente presenta una perdita dei rapporti articolari, avverte dolore e fatica a camminare si ricorre alla chirurgia. Il trattamento chirurgico del piede piatto è di totale competenza del medico ortopedico.

Se non si adottano i giusti rimedi quali sono i pericoli a cui si potrebbe andare incontro?

Possibili conseguenze del piede piatto comprendono alluce valgo, dita a martello, fasciti plantari, metatarsalgie, tendinopatie (soprattutto a carico del tendine del muscolo tibiale posteriore), artrosi e crollo della volta plantare.

Alluce valgo come prevenirlo e come curarlo?

Iniziamo a dire cos’è l’alluce valgo: L’alluce è una deformazione a carico dell’articolazione metatarso-falange del piede, caratterizzata dalla deviazione verso l’interno del primo metatarso e spostamento dell’alluce verso le altre dita del piede. Questo tipo di alterazione anatomica dell’avampiede cambia la  biomeccanica del piede   e di conseguenza del passo  portando uno squilibrio posturale importante. Inoltre artrito dell’osso con i tessuti molli circostanti può provocare un infiammazione ( borsite) comunemente chiamata “cipolla” che se non curata è in grado di indurre un’ulcerazione locale e di causare infezioni. Per prevenire in alcuni casi l’alluce valgo o in altri rallentare il processo già in atto è consigliabile utilizzo di scarpe comode e funzionali (evitare scarpe a punta e a pianta stretta, tacco molto alto) e utilizzo di presidi ortesici. Le ortesi digitali protettive in silicone ( utili per evitare lo sfregamento  dell’osso contro la calzatura) , la realizzazione di bendaggio funzionale con il cerotto Tape o Kinesio (mantengono  il piede in posizione normale, riduce lo stress sull’alluce e allevia il dolore.) e la realizzazioni di ortesi plantari (per la distribuzione  del peso del corpo e la pressione durante la deambulazione) Se il trattamento conservativo non fornisce alcun sollievo potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. Quest’ultimo è di competenza del chirurgo ortopedico.

E il dito a martello?

Le dita a martello sono una deformità che di solito interessa il secondo, terzo e quarto dito del piede che assumono un aspetto “curvo” o “ad artiglio. Questa deformazione è dovuta a più fattori, tra cui il principale è il disequilibrio muscolare tra muscoli estensori e flessori delle dita, spesso associato ad altre deformità del piede (alluce valgo, piede cavo, artrite reumatoide). Il trattamento è di tipo conservativo o chirurgico. Il Podologo si avvale del trattamento conservativo realizzando ortesi in silicone su misura, grazie alle quali la posizione del dito migliora e lo sfregamento con la calzatura risulta attutito. Se il problema non si risolve, la soluzione è il trattamento chirurgico (compito del chirurgo ortopedico)

Dolorosissime le spine calcaneari, ci spiega cosa sono e come curarle?

Con il termine “spina calcaneare” s’intende un’esostosi plantare del calcagno, in corrispondenza dell’inserzione della fascia plantare.  Spesso il paziente riferisce un dolore forte a livello del calcagno durante la camminata o attività fisica. L’esame più importante per diagnosticarla è la radiografia del piede. La cura dipende essenzialmente dalla sintomatologia in base a ciò si può intervenire con una terapia conservativa oppure chirurgica. Trattamenti conservativi:  esercizi di stretching e potenziamento dei muscoli delle gambe, l’utilizzo di scarpe adatte, ortesi plantari e infine esercizi di fisioterapia mirati alla prevenzione della fascite plantare e dei disturbi al tendine d’Achille. Quando gli approcci conservativi non danno i risultati sperati, si procede con il trattamento chirurgico (di totale competenza del medico ortopedico)

Geloni, perché si formano e come si curano?

Il gelone (eritema pernio) è una reazione cutanea causata dal riscaldamento repentino dopo l’esposizione a temperature fredde. Lo shock termico e vascolare, traumatizza i tessuti, i quali reagiscono formando le tipiche lesioni eritematose rosso- violacee associati ad intenso prurito e sintomatologia urente, se trascurate, possono ulcerarsi e infettarsi. La cura dei geloni è di tipo locale ed orale. Occorre la sinergia tra creme e pomate, da applicare direttamente sulle zone colpite, e farmaci da prendere per via orale. La prescrizione della terapia è di totale competenza del medico curante o dal dermatologo. Alcuni suggerimenti per prevenire la comparsa dei geloni: è importane bisogna tenere le estremità dei piedi al caldo, evitare sbalzi di temperatura, utilizzare creme idratanti, calzini termici e scarpe che coprano bene i piedi.


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