LA CORTE DI STRASBURGO DÀ RAGIONE ALLA KNOX

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Amanda Knox con il fidanzato e futuro marito
Christopher Robinson

di Colin Antony Groves

Ci sono casi della giustizia che hanno dell’incredibile. Quello dell’omicidio di Meredith Kercher è purtroppo uno di questi. Perché in carcere c’è un ragazzo ivoriano Rudy Guede che sta scontando una pena per concorso in omicidio. Ma in realtà lui è stato l’unico a finire in carcere.
“Io sono il condannato impossibile. Complice di un omicidio senza colpevoli”, si è definito più volte Rudy, che sta scontando 16 anni di carcere a Viterbo, unico colpevole del processo sulle violenze a sull’assassinio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nell’autunno di 8 anni fa in un casolare di Perugia. E poi ci sono due innocenti Raffaele Sollecito e Amanda Knox, alla quale la Corte di Strasburgo ha riconosciuto un danno quantificato in 18.400 euro che l’Italia dovrà pagare perché a suo dire durante l’interrogatorio del 6 novembre 2007 nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher, sarebbe stata costretta a subire maltrattamenti da parte della polizia.

Lei ne aveva chiesti 500mila e 30mila euro per la procedura davanti alla Corte, e più di due milioni di euro per le spese sostenute dai suoi genitori per i processi in Italia . Ma la Corte ha limato la richiesta e ha deciso che l’Italia aveva l’onere di contribuire a pagare le spese legali per una cifra non superiore agli 8mila euro.

La sentenza diventerà definitiva solo tra tre mesi, se le parti non ricorreranno in appello.

E’ una decisione importante. E’ stato infatti affermato il principio che è stato violato il diritto di difesa di Amanda Knox“, ha detto all’Ansa uno dei suoi difensori, l’avvocato Luciano Ghirga. Il legale ha espresso “soddisfazione” per la decisione di Strasburgo.

La giovane americana e Raffaele Sollecito erano stati condannati e poi definitivamente assolti dalla Cassazione per l’omicidio della studentessa inglese avvenuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007. Errori fatali hanno reso le indagini controverse. Entrambi si sono sempre proclamati estranei al delitto.

Amanda Knox ai tempi del processo

Tornata negli Stati Uniti, la Knox ha finito il college e poi ha iniziato a scrivere per il  West Seattle Herald  trovando anche il tempo di battersi in prima persona come attivista per aiutare gli altri a combattere per le condanne errate.

Dopo la rottura da Sollecito, e qualche fugace love story, la Knox ha iniziato una relazione con Christopher Robinson, che salvo futuri colpi di scena diventerà suo marito. Il loro incontro? Tutto merito di una recensione della Knox del romanzo  War of the Encyclopaedists , scritto da Christopher,

Robinson ha sempre detto che “Probabilmente era l’unica persona alla festa del lancio del suo romanzo, che non sapeva davvero chi fosse Amanda”. Un po’ difficile da credere visto il caso di Amanda ha popolato per mesi e mesi, le pagine dei più importanti tabloid americani. “Ero al corrente che aveva delle faccende di carattere legale da definire in Italia, ma non sapevo quali. Non conoscevo davvero la sua storia”, ha aggiunto Christopher.

Quello che è certo è che da quell’incontro ne seguirono altri. La prima volta che la Knox si recò a casa di Robinson fu per intervistarlo. “Poi bevemmo uno Scotch e guardammo  Star Trek “, ha raccontato successivamente Amanda.

Lo scorso novembre è arrivata la proposta di matrimonio da parte di Christopher con un sottofondo musicale davvero insolito, la colonna sonora di E.T.


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