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TEATRO DELLA SCALA, NO AL DEAL CON GLI ARABI - WHAT-U

«Nessuno li ha accettati i fondi sauditi, che infatti erano su un conto estero con un anticipo di garanzia da un notaio proprio perché nessuno ha dato mandato per staccarli». Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dei soldi provenienti dall’Arabia Saudita come acconto per entrare nel Cda del teatro alla Scala, di cui ieri è stata annunciata la restituzione dopo la riunione del Consiglio del teatro. La notizia diffusa oggi da Ansa non lascia spazio ai sé e ai ma. «Il dialogo tra il sovrintendente Pereira e i sauditi nasce molto tempo prima e in tanti erano informati, anche il ministro Bonisoli. (N.d.R.: il ministro per i beni e le attività culturali)», ha sottolineato Sala. «Da questo a un certo punto il sovrintendete ha ipotizzato un ingresso saudita nella Fondazione, il consiglio si è riunito un mese e mezzo fa e ci sono tutti i verbali». La decisione però per ora pare essere quella di mantenere il filo della tradizione teso e non spezzarlo, perché non sarebbe conveniente ad oggi avere i sauditi, sarebbe una discontinuità troppo evidente, perché non c’è mai stato nessuno straniero nel Cda della Fondazione.


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