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premier greco Alexis Tsipras

di Paolo Macchi

Maggioranza in bilico come per la May fino a ieri anche per il premier greco Alexis Tsipras che è poi riuscito ad ottenere la fiducia del Parlamento, anche se con una maggioranza risicata, ricevendo 151 voti su 300 deputati.  Le cose si erano complicate dallo scorso giugno, ossia da quando Tsipras e il collega macedone Zoran Zaev hanno firmato un accordo per mettere fine alla disputa tra la Grecia e la Macedonia per approvare la riforma costituzionale per cambiare il proprio nome in ‘Repubblica della Macedonia del Nord’. Decisione che nei giorni scorsi è culminata con le dimissioni del ministro della Difesa Panos Kammenos, contrario all’accordo, facendo perdere al Governo Tsipras il partner di minoranza.

Un problema antico quello del nome della Macedonia, che esiste dal 1991 quando la Macedonia nel 1991 ha dichiarato la sua indipendenza dalla Jugoslavia scegliendo il nome “Repubblica di Macedonia”, lo stesso nome che aveva quando faceva parte della federazione jugoslava. Molti cittadini e politici da allora hanno continuato ad accusare la Macedonia di essersi appropriata di un’identità culturale appartenente a un’area geografica che rientrava nei confini dello stato greco sfruttando il nome di Alessandro III di Macedonia, universalmente conosciuto come Alessandro Magno, re di Macedonia, noto anche come Alessandro il Grande, Alessandro il Conquistatore, Alessandro il Macedone.

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  Ora però il governo di Tsipras può tirare un sospiro di sollievo, perché potrà arrivare alla scadenza naturale di ottobre.


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