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di Stefano Casiraghi

Dolce & Gabbana di nuovo nel mirino della stampa cinese sempre per i videoclip della loro ultima tanto discussa e criticata campagna pubblicitaria, che ha scandalizzato l’opinione pubblica cinese, ma soprattutto i colletti bianchi degli alti vertici del Governo, per avere offeso le tradizioni del loro Paese. Insomma mai mettere in discussione i cinesi e soprattutto le loro tradizioni, alle quali evidentemente sono ancora molto legati. Così ora Zuo Ye, la modella asiatica testimonial degli spot, accusata dai connazionali di avere prestato la sua immagine per l’uso dei “peggiori stereotipi” in video dove provava a mangiare cibo italiano con le bacchette, corre ai ripari. «Mi sento molto colpevole e mi vergogno», ha scritto la giovane modella neolaureata sul suo account Weibo, il Twitter locale. «Personalmente non avrei mai mostrato disprezzo verso la mia patria. La amo e provo orgoglio rappresentandola in passerella. Farò tesoro della lezione e mostrerò la Cina in una luce migliore. Di nuovo, mi scuso coi miei connazionali». 

Per la Maison un altro danno di immagine. E quindi anche al portafogli visto che secondo Business Insider nel 2017 il volume di affari di D%G in Cina ammontava a 1,35 miliardi di dollari. E considerando che la Cina rappresenta quasi un terzo della spesa mondiale del lusso, c’è proprio da mordersi le dita. Ad aggiungere carne al fuoco anche un vecchio post di Stefano Gabbana, con plurimi insulti rivolti alla Cina, che Gabbana ha giurato non essere farina del suo sacco, ma di uno scherzo di cattivo gusto di qualcuno che gli aveva hacherato l’account.

C’è chi dice che presto i rapporti tra Dolce & Gabbana e la Cina si rappacificheranno. Perché gli stilisti hanno comunque dimostrato umiltà e chiesto scusa. E poi perché Stefano Gabbana e Domenico Dolce hanno da sempre e ovunque manifestato uno stile anticonformista, anche e non solo, per esprimere la loro voglia di vivere e di reinventarsi ogni giorno come piace a loro. Un mood evidentemente non in linea con quello più severo di una parte del popolo cinese. Insomma la lezione è stata durissima per gli stilisti.
Un mega evento ‘The Great Show‘ atteso a fine novembre a Shanghai poi cancellato, tanta brutta pubblicità per la rabbia dei netizen. Ora si attendono tempi di pace che il popolo cinese non può non prendere in considerazione viste le circostanze.


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