PRIMO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP

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Plurimi gli affondi verso Trump

Il deputato del Michigan, Justin Amash, appartenente all’ala più libertaria del partito conservatore , ha chiesto l’ incriminazione di Donald Trump. Prima voce repubblicana in un un crescente coro di democratici che al Congresso continuano a remare contro il presidente.

In una lettera, Amash afferma come il rapporto Muller, contrariamente a quanto descritto dal ministro della giustizia William Barr, “svela come il presidente Trump sia coinvolto in azioni e atteggiamenti che giustificano l’impeachment”. Aggiungendo che Barr ha “deliberatamente distorto” le conclusioni delle indagini di Mueller.

L’affondo è arrivato ieri con una serie di tweet , nei quali Amash ha affermato che il consigliere speciale Robert Mueller nelle sue indagini sull’interferenza delle elezioni russe ha identificato “molteplici esempi di condotta che evidenziamo plurimi tentativi di ostruzione della giustizia al limite dell’impeachment per i quali qualsiasi persona sarebbe sicuramente incriminata”.

MA QUALI SONO I PRESUPPOSTI PER FARE SCATTARE L’IMPEACHMENT?

L’impeachment “richiede semplicemente che un funzionario si sia impegnato in una condotta disattenta, violenta, corrotta o altrimenti disonorevole”. Toccherebbe poi alla Camera avviare l’iter giudiziario, che in questo caso potrebbe anche raggiungere il cento per cento del successo, ma poi potrebbe bloccarsi al Senato che invece è controllato dai Repubblicani, che sicuramente non andrebbero mai contro il loro Presidente.

Amash ha deplorato l’effetto del divario politico americano puntando il dito contro l’amministrazione di Trump, che si è rifiutata di soddisfare le richieste della Camera per i registri, incluso il rapporto Mueller non redatto sostenendo che il presidente sta agendo contro la costituzione in una pericolosa presa del potere.

Amash ha concluso dicendo che i funzionari eletti dovrebbero “sostenere sia le regole che lo spirito del nostro sistema costituzionale anche quando farlo personalmente è inopportuno o produce un risultato politicamente sfavorevole”.


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Mi chiamo Patrizia Vassallo, sono il direttore di What-u, scrivo da sempre, da quando alle elementari ho iniziato a fare il mio primo giornalino scolastico e sono una giornalista professionista dal 1993 (iscritta all'Albo dei Giornalisti Professionisti della Lombardia). Ho lavorato per alcuni quotidiani, (Il Secolo XIX, Il Mercantile, The Daily Mirror, Le Monde), e poi per molti magazine italiani e alcuni stranieri, The Face, Gente, Onda Tv, Gente Viaggi, Gioia, Gente Money, Il Nostro Budget, Eva Tremila, Marie Claire), sono spesso stata in giro per il mondo... Ora, da poco più di un anno, sono il direttore di What-u! Scrivere per me non è una professione, ma una passione da condividere con i lettori!

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