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TRIA NO CAMBI ROTTA. MOSCOVICI: «DEBITO ITALIANO TRA I PIÙ ALTI» - WHAT-U

di Marco Castaldi

«Al commissario Moscovici anticiperò i nostri programmi per questo e l’anno prossimo, ma l’unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire, ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo». Lo ha detto il ministro dell’economia Giovanni Tria entrando all’Ecofin. «L’azione concreta chiesta dalla Commissione Ue è far vedere perché noi diciamo che possiamo arrivare ad un abbassamento previsto del deficit di 0,2 punti in meno. Dovremo dargli le cifre e spiegare da dove vengono», ha aggiunto.

Pierre Moscovici però non sembra avere la stessa visione attendista di Tria e due giorni fa durante una conferenza stampa a Bruxelles ha precisato: «L’ho detto in inglese in italiano, in francese, perché siamo a questo punto? Il debito italiano è aumentato del 70% e probabilmente secondo la nostra previsione l’anno prossimo passerà al 132%. Il PIL italiano è uno dei più alti del mondo e questi sono tutti i soldi che potrebbero essere investiti nella crescita, nel lavoro, nell’occupazione nella lotta all’ineguaglianza, è un obiettivo fondamentale per l’economia ed è nell’interesse dell’Italia risolvere questo problema ed è proprio per questo che la commissione insiste sulla riduzione del debito italiano e siamo molto seri». Nello specifico parlando dei successivi passi per attivare la procedura Moscovici ha chiarito che andare più veloci sarebbe meglio. «Noi continuiamo ad impegnarci ad applicare il nostre regole di bilancio in maniera intelligente e flessibile, perché è così che noi abbiamo sempre agito durante tutto il nostro mandato, ma nessuno dovrebbe avere dubbi sul fatto che noi applicheremo queste regole se i criteri non verranno rispettati». E Moscovici ha concluso dicendo: «Adesso la palla è nel campo dell’Italia. Noi dobbiamo bisogno di vedere dei piani incredibili per il 2019 e per il 2020 e prenderemo in considerazione tutte le proposte che l’Italia ci presenterà, ma non perdiamo tempo». 


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