[gtranslate] ISTAT FA I CONTI IN TASCA AGLI ITALIANI, SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO I CONTRATTI COLLETTIVI E LE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI - WHAT-U

Alla fine del secondo trimestre del 2019 la quota dei dipendenti con il contratto in vigore torna, dopo quattro mesi, ad eccedere sensibilmente il 50%. Sul versante della dinamica retributiva, a fronte di un’accelerazione nel settore dell’agricoltura e della stazionarietà in quello dell’industria, il minor impulso che si osserva nei settori dei servizi privati e della pubblica amministrazione determina una decelerazione della dinamica tendenziale complessiva. Nella media dei primi sei mesi la dinamica retributiva realizzata è di poco superiore a quella registrata nelle stesso periodo del 2018.

Copertura contrattuale

Nel periodo aprile-giugno 2019 per i contratti monitorati si sono registrati due rinnovi contrattuali (estrazioni minerali solidi; cemento, calce e gesso) e la proroga del contratto del commercio; nello stesso periodo sette accordi sono scaduti (estrazione minerali solidi; pelli e cuoio; legno e prodotti in legno; laterizi e manufatti in cemento; lapidei; lavanderia industriale e imprese creditizie). Alla fine di giugno risultano in vigore 28 contratti che regolano il trattamento economico di circa 7,2 milioni di dipendenti che rappresentano il 55,8% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 73,8%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 100,0%, mentre è dell’87,9% nell’industria e del 60,4% nei servizi privati (Prospetto 4). I contratti in attesa di rinnovo sono 45 relativi a circa 5,2 milioni di dipendenti.

Proiezioni dell’indice

Sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine di giugno, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie per l’intera economia registrerebbe nel 2019 un incremento dell’1,1% (Prospetto 6). Con riferimento al semestre luglio-dicembre 2019 il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale risulterebbe dello 0,7%.

Nel mese di giugno la quota di dipendenti in attesa di rinnovo per l’insieme dell’economia è pari al 42,0%, in aumento rispetto al mese precedente (39,2%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 15,8, in forte diminuzione rispetto allo stesso mese del 2018 (37,5). L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 6,6 mesi, in aumento rispetto a un anno prima (4,6).

Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 24,8%, in aumento rispetto al mese precedente (21,1%) e rispetto a giugno 2018 (15,9%); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 27,3 mentre l’attesa media è di 6,8 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore.

Tensione contrattuale

L’andamento di tali indicatori, che consentono di monitorare la tensione contrattuale per l’intera economia, è presentato nelle successive figure, che riportano la quota di dipendenti con contratto scaduto e la durata (in mesi) della vacanza contrattuale, sia per coloro che attendono il rinnovo (indicatore specifico), sia per l’insieme dei dipendenti appartenenti al settore di attività economica di riferimento (indicatore generico).

In pillole

  • Tra aprile e giugno si sono registrati due rinnovi contrattuali, un accordo di proroga mentre sette sono scaduti.
  • Alla fine di giugno 2019 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano 7,2 milioni di dipendenti (58,0% del totale) e corrispondono al 55,8% del monte retributivo osservato.
  • Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo a fine giugno sono 45, relativi a circa 5,2 milioni di dipendenti (42,0%),  in aumento rispetto al mese precedente (39,2%).
  • L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 15,8 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 6,6 mesi, in aumento rispetto a un anno prima (4,6).
  • A giugno l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è in lieve aumento sia rispetto al mese precedente (+0,1%) sia nei confronti di giugno 2018 (+0,7%). Complessivamente, nei primi sei mesi del 2019 la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2018.
  • Con riferimento ai principali macrosettori, a giugno le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,9% per i dipendenti del settore privato (+1,0% nell’industria e +0,5% nei servizi privati) e dello 0,5% per quelli della pubblica amministrazione.
  • I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: attività dei vigili del fuoco (+6,8%); agricoltura (+2,8%) e telecomunicazioni (+1,7%). Si registrano variazioni nulle nel settore dell’energia elettrica e gas, nel commercio, nelle farmacie private e nell’aggregato altri servizi privati.


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