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Andrea Schubert e Angelo Bolzani

di Federico Grandi 

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia, i sette vizi capitali raccontati e raffigurati dalle opere di Alessandro Di Vicino Gaudio, pittore di grande talento, che a soli 33 anni riesce a distinguersi, anche in questa occasione, per il suo stile inconfondibile, nella mostra “Nuntio Vobis Gaudio – DEADLY SINS – The mirror of a society”, coprodotta da Galleria Schubert e Studio Bolzani. Un appuntamento irrinunciabile, quello di mercoledì 19 settembre alle ore 18 presso lo Studio Bolzani, con l’arte contemporanea, che si fregia di un catalogo con testi scelti dallo stesso Bolzani, tratti da autori di varia epoca ed estrazione: dagli aforismi di Diderot, passando da Decimo Giunio Giovenale, si arriva a Leo Longanesi. Da non perdere perché Di Vicino Gaudio è un artista capace di grandi interpretazioni. La solitudine, l’indifferenza e l’isolamento, tracciati con campiture in bianco e nero, sotto la rigida grammatica del graffito, forma d’arte che le nuove generazioni, hanno metabolizzato come linguaggio visi­vo. Storie complesse sintetizzate in un rettangolo di MDF in cui spesso si aprono spazi vuoti da cui un monitor anima la scena. Una pittura, che saltando a piè pari la terza dimensione, si arricchisce di quella quarta dimensione, che è il tempo.

Nato a Napoli nel 1985, Di Vicino Gaudio si diploma nel 2004 in “Pittura e decorazioni pittoriche” all’Istituto Statale d’arte “F. Russoli” di Pisa. Nel 2015 vince il contest “Art on iconic shapes” con il trittico “Icon makes icons”, che viene esposto a Milano e Bari, insieme ad opere di Banksy e Obey. Nel 2016 partecipa ad Affordable Art fair Milano e Art Innsbruck. Sempre nel 2016 inaugura la sua prima mostra personale alla Galleria Schubert intitolata Hybrids.

Nel 2017 espone a Parigi nella Galleria Carrè d’artistes, ad ARTe Sindelfingen a Stoccarda ed è finalista a Firenze del concorso d’ arte EneganArt 2017 con l’opera “Entertainment war”. E poi organizza la sua seconda mostra intitolata “Ego · Jump · a dive into the future” presso la Galleria Schubert.

Nel 2018 un’esposizione ad ARTMUC a Monaco di Baviera e poi alcune sue opere vengono esposte presso Carré d’artistes a Madrid. Nello stesso anno, con la Galleria Schubert e lo Studio Bolzani partecipa a Paratissima Milano presso Base Milano. Ora, con la sua terza mostra personale, affronta nuovi temi in nuovi scenari.

«Personalmente seguo da alcuni anni il lavoro di Alessandro Di Vicino Gaudio», spiega Andrea Schubert, «e trovo che il suo linguaggio sia prevalentemente narrativo. Ogni singolo quadro ci racconta qualcosa di completo, un aforisma a sé stante su cui riflettere, composto da singoli episodi, che a loro volta formano una macrostoria».

ENVY DAY (acrilico con schermo su mdf 100x70cm)

«La scelta di fare una mostra con le opere Di Vicino Gaudio», spiega Angelo Bolzani, titolare dell’omonima galleria a due passi dal Duomo di Milano, «è nata proprio dall’ intesa con questo artista grazie alla comune interpretazione che abbiamo condiviso dell’immediatezza della quotidianità. Una mostra dove vizio e virtù si coniugano offrendo allo spettatore numerosi spunti di riflessione, alla scoperta dell’inconscio, che offre l’opportunità di comunicare con se stessi, con la propria interiorità, una chance che non è mai così scontata. L’interpretazione di Gaudio dei sette vizi capitali è una rilettura nel mondo attuale che nessuno ha fatto negli ultimi anni, e che simbolicamente Schubert ed io abbiamo voluto rappresentare come una fumata bianca. Da qui è nata l’idea di intitolare la mostra Nuntio vobis Gaudio reinterpretando la formula con la quale si annuncia l’elezione di un nuovo pontefice (N.d.R.: “Nuntio vobis gaudium magnum habemus papam”), perché in un mondo dove la maggior parte dei giovani accetta tutto quello che viene detto in maniera passiva, senza il minimo sforzo verso l’analisi, la volontà e capacità di Gaudio di capire la morale e interpretarla andavano premiate e condivise». Quindi nessuna volontà blasfema, ma solo una mano tesa verso chi vuole andare oltre l’apparenza. «Perché tutto è permesso, tutto è lecito ma non tutto giova», chiosa Bolzani.

LUST FOR RENT(acrilico su mdf 100×70 cm)

Per avere ancora qualche informazione in più sulle opere della mostra, What-u ha fatto qualche domanda all’artista. Partendo dalle motivazioni che lo hanno portato a rappresentare i 7 vizi capitali. «Era un’idea che coltivavo da tempo e che ho potuto ampliare riflettendo sull’argomento in riferimento al mondo di oggi. Lo stimolo è stato quello di reinterpretare in maniera moderna e laica qualcosa di classico e religioso con lo scopo di rappresentare le contraddizioni e i difetti della società attuale.

HOOLIGANS (acrilico su mdf 100×70 cm)

Nelle mie rappresentazioni», prosegue Di Vicino Gaudio, «parlo della mia visione del mondo, delle cose che trovo ingiuste e che vorrei cambiare, ma anche di quelle che, nonostante tutto, mi fanno sorridere. Perché penso che l’arte debba far riflettere e che, in qualsiasi forma sia, possa essere un ottimo mezzo per occuparsi della società e per raccontarla». Una liaison indissolubile quella che lega le sue opere, e l’impressione, passando lo sguardo da un quadro all’altro, è quella di trovarsi all’interno di una storia. «Cerco sempre di collegare i miei lavori tra di loro attraverso un concetto generale e possibilmente traendo ispirazione da una storia, in modo da dare maggiore forza alla serie che andrà a formare la mostra, ma anche ad ogni singola opera. L’intenzione è quella di raccontare delle storie con le immagini: ogni quadro racconta la sua e tutti insieme ne formano una più ampia».

INTENSIVE FARMING (acrilico con schermo su mdf 100x80cm)

Riguardo la tecnica salta subito all’occhio l’utilizzo del bianco e nero acrilico in alcune opere e di forme geometriche o scritte colorate e addirittura l’inserimento di un video all’interno del dipinto. E poi i soggetti. Gaudio solitamente ritrae scene di vita urbana reinterpretandole con un pizzico di ironia e un tocco surreale. «Non c’è uno schema prefissato e tutto può variare a seconda dell’idea iniziale», precisa. «Fin da piccolo mi piaceva disegnare, in famiglia sono sempre stato spronato a seguire le mie passioni quindi, crescendo, ho deciso di intraprendere la strada dell’arte iscrivendomi all’ Istituto Statale d’Arte di Pisa. Una delle prime gallerie che ha iniziato a trattare i miei lavori è stata la Casa d’Arte San Lorenzo, con la quale tuttora collaboro. Quella che però ha deciso di puntare in maniera convinta su di me e sulle mie opere è stata la Galleria Schubert». Il talento è un dono, ma va anche aiutato. E su questo aspetto Gaudio racconta: «Molte persone, dai miei genitori, agli insegnanti di pittura che ho avuto all’Istituto d’arte fino ai galleristi con i quali lavoro hanno creduto in me. La prima esposizione degna di nota la feci a Forte dei Marmi con la Casa d’arte San Lorenzo». E quando proviamo a chiedergli qual è la sua opera preferita risponde: «Prendendo in considerazione le opere che compongono la mostra “Nuntio Vobis Gaudio – DEADLY SINS – The mirror of a society” ritengo sia molto difficile sceglierne solo una ma, certamente, “INDIFFERENCE IS BLIND” è tra i dipinti che mi hanno dato maggiore soddisfazione». Poi c’è l’opera che lascia il segno, perché è stata la più impegnativa. «HOOLIGANS” e “FAMILY GOES TO THE ZOO” sono probabilmente due tra i miei dipinti più complessi e che quindi hanno richiesto una concentrazione maggiore rispetto ad altri». E quelli che maggiormente rappresentano l’interiorità  dell’artista.

INDIFFERENCE IS BLIND (acrilico con schermo su mdf 150x70cm)

«In ogni caso», dice Gaudio, «l’opera che preferisco è sempre la prossima, quella che realizzerò, perché alla fine ogni opera mi rappresenta pienamente nel momento in cui la realizzo». Un rapporto speciale quello con la tela quello di Gaudio. «Partendo dal fatto che utilizzo un materiale differente dalla classica tela, posso dire comunque che il rapporto che ho con il supporto che uso per dipingere è fatto di momenti di osservazione e di riflessione interna, sia nel momento in cui devo iniziare una nuova opera, sia durante le varie fasi di creazione del quadro, alternati comunque anche a momenti più passionali ed istintivi». Poi ci si ritrova a fare i conti con gli obiettivi. «Pensando al futuro e agli obiettivi che vorrei raggiungere», conclude, «mi piacerebbe, come sta iniziando già ad accadere con la mostra che ho attualmente in corso a Madrid, ampliare la mia visibilità all’estero e continuare a sperimentare nuovi modi di fare arte e di esprimere le mie idee, sia attraverso la pittura sia attraverso i video ma anche con nuovi mezzi che magari in passato non avrei voluto o potuto prendere in considerazione».


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