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LONDRA. Theresa May, primo ministro del Regno Unito oggi è stata contestata nel cuore di Londra come Macron. Centinaia le persone scese in piazza, ispirate dai gilet gialli francesi, per opporsi ai tagli del Governo che come in Francia, hanno colpito i ceti medi e bassi.

Gli organizzatori della People’s assembly against austerity, (l’Assemblea popolare contro l’austerità) hanno parlato di una marcia pacifica contrariamente a quelle che si sono svolte e sono tuttora in corso, in Francia dallo scorso novembre.

E quasi per suggellare una sorta di patto di fratellanza e gemellaggio simbolico con la vicina Francia, due attivisti da Oltremanica, Erick Simon e Laurie Martin, sono stati invitati a partecipare al corteo pacifico, partito da Trafalgar Square, per chiedere la fine dell’austerity, le dimissione della premier Theresa May e le elezioni generali.


Tra i manifestanti inglesi c’è stato chi ha storto il naso per il paragone con i gilets jaunes. Una cosa certa è che ora il dado è tratto.

In Francia, il ministro dell’Interno Christophe Castaner ha detto che all’interno del movimento dei gilet gialli ci sono molti infiltrati violenti di gruppi di estrema destra e di estrema sinistra. Quasi a sottolineare ì i fini oiù politici che sociali.

E Tony Griffiths, che oggi ha organizzato la marcia anti-austerità britannica, ha replicato dicendo che le persone che si sono riversate nelle strade in Francia sono state tante e ognuna lo ha fatto con modalità differenti. Per prendere le distanze dalle strumentalizzazioni politiche.

A questo punto la domanda sorge spontanea. Riusciranno i giubbotti gialli francesi, diventati un potente “simbolo di cambiamento”, a scuotere gli animi dei più flemmatici inglesi?


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