• 9
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Claudio Gatti, veterinario

di Marika Keller

Scegliere di avere una cane non è una scelta semplice, anche se nell’immediato le motivazioni dell’acquisto sembrano ineccepibili.

Ma acquistare un cane o comunque un gatto e qualsiasi animale domestico è un passo da fare con grande ponderazione perché occorre mettere in conto che il cane da quel momento e per molti anni diventerà a tutti gli effetti un componente della famiglia e come tale avrà il suo ruolo all’interno del nucleo famigliare e necessità da soddisfare. Che pensando al lungo periodo significa tenere conto della sua presenza per 365 giorni l’anno, vacanze comprese. Quindi occorre evitare l’acquisto d’impulso che è sempre determinato da motivi irrazionali, anche se viene quasi sempre giustificato da motivi razionali, come l’affetto, la predisposizione verso gli animale. Anche perché gli acquisti d’impulso sono spesso quelli a maggior rischio di pentimento. Ci si lascia incantare dal momento, da un musettto, simpatico, dalla sensazione di tenerezza, ma poi quando ci si rende conto del reale impegno che comporta, il cane diventa un problema. Insomma il classico dilemma di Ulisse incantato dalle sirene.

Mafalda

Come evitare questi rischi? What-u lo ha chiesto a Claudio Gatti, veterinario con trentennale esperienza.

«Scegliere di avere un cane (o un qualsiasi animale da compagnia) è una scelta di vita. Se da una parte i nostri amici pelosetti ci riempiranno le giornate di compagnia, risate e allegria, dall’altra noi dovremo garantire sempre il loro benessere psico-fisico. Sui cosiddetti “pro” non mi dilungo in quanto tutti noi sappiamo quanto possa essere appagante godere della loro compagnia, ma mi soffermerei maggiormente sui non sottovalutabili “contro” in questione di tempo e spesa».

Oliver

QUALE RAZZA SCEGLIERE?

«Quando si arriva alla maturata decisione di adottare un cane, la più comune domanda è “di che razza”? Anche questa è una decisione che va soppesata attentamente in quanto, scegliendo una determinata razza non si fa solo una scelta di colore, taglia o tipo di pelo, ma anche di indole, in quanto determinate razze sono state selezionate negli anni anche a scopo lavorativo oppure differiscono poco dai loro parenti selvatici. A tal riguardo, ci sono un’infinità di libri e pubblicazioni che aiutano nella scelta ed è anche compito del veterinario suggerire o meno una certa razza, ma solo in base al contesto familiare e ambientale in cui il cane andrà a vivere. Per la prima esperienza, come consiglio puramente indicativo, razze equilibrate, molto dolci e tranquille che ben si adattano alla vita in appartamento e che tendono ad andare d’accordo con tutto il nucleo famigliare sono: il West highland Terrier, il barboncino, il Cavalier King e tra le razze di medie dimensioni il Labrador, il Golden Retrivier, il barbone e il lagotto. E ovviamente molti meticci, soprattutto se nati e cresciuti in casa. Al contrario, razze che sinceramente non consiglierei alla prima esperienza, sono tutte quelle selezionate per la difesa, la guardia e il combattimento, nonché alcune razze da pastore e gli incroci tra essi. Questi cani hanno infatti bisogno di un capobranco autorevole, regole decise e, fin da cuccioli, ancor più di altre razze, dovrebbero essere messi nelle condizioni di socializzare con più persone e cani possibili».

Jordan

MASCHIO O FEMMINA?

«Oltre alla razza, infine, vorrei ricordarti che anche il sesso è una variante fondamentale del carattere: le femmine infatti, solitamente più dolci e remissive rispetto al maschio, anche se di indole dominante, tendono a sottomettersi spontaneamente alla figura più autoritaria (o più imponente) del nucleo famigliare».

Fiocco

FINALMENTE È ARRIVATO!

«…Finalmente è arrivato!!! Quanta gioia quando inizia ad annusare tutto e tutti, a leccare e mordicchiare qua e là, a giocare con tutto ciò che è alla sua portata! Quanta gioia quando, la prima volta che vi vede, si fa la pipì addosso o quando fate finta di non guardarlo, lui vi ruba una pantofola e poi la ritrovate dopo pochi minuti tutta mangiucchiata… All’inizio vi farete tante risate, ma sappiate che se non correte subito ai ripari, alcuni tra questi atteggiamenti innocenti potrebbero essere il preludio a possibili problemi». «I cani», prosegue Gatti, «sono animali “sociali”che hanno bisogno della nostra compagnia e per crescere equilibrati, di quella dei loro simili, questo vuol dire avere la possibilità di portarli in vacanza con noi, farli uscire di casa e portarli nelle aree cani a socializzare fin da cuccioli. Di prassi i cani hanno bisogno di essere portati fuori per fare i loro bisogni almeno tre volte al giorno se adulti e in salute, più volte e per più tempo se cuccioli in fase educativa».

Gué

ALIMENTAZIONE. ECCO COSA FARE DA QUANDO CUCCIOLO

«Un altro aspetto importante è l’alimentazione. Occorre garantire loro cibo in quantità e qualità sufficiente ed è facile comprendere che sfamare un animale che pesa 40 kg, costerà molto più che sfamarne uno di 10 kg».

Leo

dai primi giorni…

Jaxx
  • per i primi giorni continuare con marca e tipo di cibo con cui è stato svezzato dai precedenti proprietari
  • preferire per tutto il periodo dello sviluppo muscolo-scheletrico (che a seconda delle razze può arrivare fino ai 18 mesi) delle formulazioni industriali di buona qualità, contraddistinte dalla dicitura Puppy (fino ai 6 mesi), Junior (fino ai 12) e Young (fino ai 24)
  • tutte le volte che si vuole (o si rende necessario) cambiare marca o tipo di alimento, farlo sempre gradualmente, mischiando cibo nuovo e vecchio in proporzione sempre crescente al fine di passare in toto a quello nuovo nel giro di una settimana
  • il cucciolo è in continua crescita, ha bisogno di una razione con un elevato contenuto calorico settimanalmente rapportata al suo peso: buona abitudine è quindi pesare il cane con regolarità e controllare la quantità di alimento giornaliera consigliata dalla casa produttrice
  • nel caso in cui un cucciolo avesse problemi nella crescita ponderale, parlarne subito con il proprio veterinario
  • croccantini o umido? Sono validi entrambi, se di buona marca, con vari pro e contro
  • fino ai 4/5 mesi i pasti devono essere frequenti, dai 6 mesi si può arrivare a 3 pasti al giorno, per poi passare a due pasti al giorno a partire dai 12 mesi. Consiglio quindi di dare l’abitudine sin da subito al pasto dopo l’eventuale uscita e non viceversa, soprattutto per le razze medio/grandi o che corrono molto.
Willy

VISITE DAL VETERINARIO

«Sempre tra i doveri imprescindibili è quindi garantire loro anche la salute con visite regolari dal veterinario, per le vaccinazioni a richiamo annuale, per le prevenzioni di malattie infettive, per i controlli parassitologici e per gli interventi di sterilizzazione. Quindi occorre preventivare anche i costi per i controlli che saranno necessari».

Nina

PRIMO APPUNTAMENTO DAL VETERINARIO

«Il primo appuntamento dal veterinario è ovviamente appena preso il cucciolo! Sarà il veterinario che valuterà la profilassi vaccinale già effettuata o da completare, gli applicherà il microchip identificativo e ne controllerà lo stato di salute e la presenza o meno di parassiti. Tra gli appuntamenti seguenti, oltre ai richiami annuali delle vaccinazioni, ci sarà sempre quello annuale per la profilassi della filaria, nei mesi tra marzo e maggio e quello eventuale per la profilassi della leishmaniosi prima di partire per le vacanze. Se il cucciolo è di razza medio/grande, è anche consigliabile fare uno studio radiografico preventivo delle anche e dei gomiti per valutare se è portatore di displasia. Altri appuntamenti dal veterinario saranno quindi quelli per l’eventuale sterilizzazione e castrazione da fare nella femmina preferibilmente tra il primo e il terzo calore».

Keira

COME EDUCARLO ALLE BUONE MANIERE

«L’educazione del cucciolo (e quella dei padroni!) è infatti indispensabile sin dai primi giorni di entrata in casa: il cucciolo all’età di tre mesi ha già assorbito dalla mamma e dai fratelli le regole fondamentali di convivenza e di socializzazione e, arrivato nella nuova casa, è nella sua fase attiva di crescita che lo porta ad essere estremamente curioso, ma anche estremamente birichino, non avendo più la guida del genitore.

Narcos

Per il bene del cucciolo subito, e di tutto il nucleo famigliare poi, è proprio in quest’ottica che conviene dare e darsi alcune regole fondamentali:

  • Decidere un nome, corto, facile e orecchiabile, non cambiarlo e riferirsi sempre a lui con quello
  • La seconda parola che occorre insegnare al cucciolo è il “NO”: deve essere deciso, non urlato, ma pronunciato chiaramente tutte le volte che il piccolo fa un qualcosa di pericoloso o non consono alla convivenza casalinga
  • Decidere un posto tutto suo, una cuccia, dove possa andare a dormire e dove possa sentirsi sempre al sicuro. A tal riguardo, visto che in auto i cani vanno portati in sicurezza o dentro a trasportini/gabbie o nel baule con reti di protezione, potrebbe essere una buona idea abituarlo fin da subito con un trasportino aperto come cuccia.
  • Premiarlo con una carezza, con un “bravo” o con una crocchetta, tutte le volte che risponde al nostro richiamo, al nostro “no” o a un nostro ordine.
  • Tutti devono essere in sintonia sugli input che si danno al nuovo arrivato: se si decide ad esempio che il cane in futuro non potrà stare sul divano o sui letti, tutti quanti non dovranno permetterglielo fin dalla tenera età.
  • Abituarlo a ricevere la pappa da tutti i membri della famiglia, agli orari prestabiliti
  • Togliere dalla portata tutto ciò che di pericoloso potrebbe essere mangiato dal curiosone: in questo periodo di vita infatti il riconoscimento delle cose è soprattutto buccale e olfattivo, ma potrebbe avere conseguenze anche gravi nel caso in cui venisse mangiato un medicinale, un nastro o ad esempio un chiodo!
  • Soddisfare la sua curiosità con giochi fatti apposta per lui: ad esempio palle, ossa finte, giochi in corda spessa e resistente…
  • Avere tanta pazienza! Parliamo una lingua e ci esprimiamo con gesti e mimiche che il cane deve ancora apprendere. All’inizio imparerà a capire il nostro tono in relazione a una determinata situazione, ma più saremo solerti ed useremo gli stessi termini e gli stessi atteggiamenti in contesti simili, più lui imparerà in fretta anche il nostro linguaggio verbale».
Chanel
Lilli

I CANI HANNO LA PERCEZIONE DEL TEMPO CHE PASSA?

«Ovviamente è una cognizione differente dalla nostra, non scandita da minuti e ore, bensì dai ritmi di luce e buio, ritmi legati alle abitudini, agli orari di cibo e passeggiate, nonché a ritmi olfattivi e uditivi legati alla presenza/assenza dei proprietari. Icani sono animali sociali e soprattutto quelli che vivono in appartamento, hanno bisogno della compagnia dei loro umani, anche perché dipendono da essi per la pappa e per l’essere portati fuori per i bisogni. Sconsiglio quindi di lasciare un cane da solo tutti i giorni per lunghi periodi che vadano oltre le otto ore, ma capisco che talvolta questo possa accadere. Per fare in modo che il nostro amico si abitui a stare da solo, si può iniziare sin da subito e gradualmente. Ad esempio, abituarlo al distacco sin da cucciolo, facendolo dormire da solo, oppure, fingere piccole uscite, lasciandolo in casa dopo averlo fatto giocare e mangiare, per poi fargli tanti complimenti se la nostro ritorno dal pianerottolo è stato bravo e silenzioso. Le nostre uscite sempre più frequenti potranno così fondersi in assenze da casa prolungate e cui il nostro amico si abituerà piano piano senza shock».

Penny

ANSIA DA SEPARAZIONE. COSA FARE?

«Talvolta tuttavia, soggetti molto sensibili o più problematici di altri, non abituandosi alla solitudine, possono sviluppare la cosiddetta “ansia da separazione” contraddistinta da estenuanti vocalizzi, distruzione di vari oggetti e materiali, nonché autotraumatismi di varia natura (dall’eccessivo leccamento di arti e coda, fino al loro morsicamento). In questi e altri casi, sono il primo a consigliare la consulenza di colleghi comportamentalisti specializzati che, valutando approfonditamente l’indole del cane, i sintomi e l’ambiente di vita, sapranno consigliare al meglio le correzioni ambientali ed educative più appropriate a seconda del contesto».

Anna

CAPIRE IL SIGNIFICATO DELL’ABBAIO

«L’abbaio e le vocalizzazioni del cane possono avere mille sfumature esattamente come il linguaggio umano: possono comunicare tristezza, ansia, frustrazione, paura, dolore, gioia o territtorialità. Ci sono cani più o meno loquaci, cani che abbaiano se lasciati soli in casa o in una stanza, cani che abbaiano di notte o quando sentono determinati rumori, quando festeggiano l’arrivo dei proprietari o che si mettono a ululare se un bambino piange o se passa un’ambulanza. In molti di questi casi è semplicemente il loro modo più o meno rumoroso di interagire con il mondo che li circonda, ma in alcune occasioni potrebbe essere un campanellino d’allarme di un problema legato a malessere fisico o mentale, nonché un motivo di tensioni in famiglia e con il vicinato. Il veterinario deve quindi cercare di capire se alle basi del continuo vocalizzo possa esserci una componente legata a una patologia in atto o se invece vi è una forte componente ambientale e comportamentale da correggere.

Cookie

…COME VEDONO I CANI?

«Gli occhi dei cani, rispetto a noi, hanno meno cellule sensibili ai colori e ai dettagli (coni): un essere umano possiede 150 coni, il cane ne ha solo 40, motivo per il quale ha un tipo di vista bicromatica. Ciò non significa che il cane veda in bianco e nero, né che abbia una vista più povera rispetto a quella di un essere umano: capaci di riconoscere meglio i movimenti, vedere meglio di notte e fissare molto attentamente un punto, i cani sembra che riescano però a riconoscere solo le gradazioni del giallo, del blu e del grigio. Quindi in fase di eventuale addestramento al riconoscimento di oggetti, sarebbe opportuno usare materiali nei sopracitati colori».

GUINZAGLIO SI, GUINZAGLIO NO…

«Ebbene sì, per legge i cani vanno portati al guinzaglio (lungo al massimo un metro e mezzo), in tutti i posti pubblici, con unica esclusione le aree cani recintate, e la museruola deve essere sempre a portata di mano».

Darko

QUANTE VOLTE AL GIORNO OCCORRE PORTARLI FUORI?

«I cani», prosegue Gatti, «sono animali “sociali”che hanno bisogno della nostra compagnia e per crescere equilibrati, di quella dei loro simili, questo vuol dire avere la possibilità di portarli in vacanza con noi, farli uscire di casa e portarli nelle aree cani a socializzare fin da cuccioli. Di prassi i cani hanno bisogno di essere portati fuori per fare i loro bisogni almeno tre volte al giorno se adulti e in salute, più volte e per più tempo se cuccioli in fase educativa».

Junior
Mafalda

QUANDO ARRIVANO LE VACANZE…

«Se proprio non c’è la possibilità di portare il nostro amico con noi in vacanza, le opzioni sono sostanzialmente due: o qualcuno di conosciuto, amici o parenti, che ce lo accudisca, stando con lui, portandolo fuori e dandogli da mangiare o rivolgersi a pensioni per animali. Il veterinario solitamente ha alcune strutture da consigliare, in alternativa ci si può affidare al passaparola di altri proprietari e andare a visitare preventivamente la struttura di persona. La cosa fondamentale quando il cane torna da una pensione per animali e lo vediamo “strano” è fare un controllo dal veterinario. Anche con le dovute vaccinazioni e profilassi è sempre possibile che i cani, in un nuovo ambiente, a contatto con nuovi amici, mangiando alimenti non soliti, possono sviluppare qualche problema di salute. Se il cane viene considerato sano dal veterinario, ma “tiene ancora il muso” o manifesta atteggiamenti particolari a distanza di qualche giorno da quando ha fatto ritorno a casa, è quindi il caso di contattare il veterinario comportamentalista».

Carlo

TOELETTATURA

«Anche per la toelettatura, dipende dal cane, dall’età e dalla sua salute! Ci sono razze che hanno bisogno di una toelettatura costante (barboncini, lagotti) per la velocità di crescita del pelo; altri, come tutti quelli a pelo lungo, hanno bisogno di essere regolarmente spazzolati per eliminare il pelo morto, ad altri occorre togliere il pelo in eccesso dal canale auricolare o dagli spazi interdigitali per fare in modo che la pelle respiri, senza che vi si formino delle sovracrescite batteriche. Cani con pelo molto unto avranno bisogno di essere lavati frequentemente con prodotti particolari, altri, a pelo secco o con problemi cutanei, molto meno. I cuccioli, gli animali defedati e ii cani anziani è meglio lavarli il meno possibile per evitare gli sbalzi termici. Per loro sarà sufficiente passare sul pelo un panno inumidito con una miscela di acqua e aceto o usare salviette apposite. Quello che comunque non bisogna mai fare è rasare o accorciare molto il pelo di un cane d’estate: è da sfatare infatti il mito che il cane stia più fresco con il pelo corto, quando è anche grazie al suo mantello che riesce a mantenere una temperatura corporea stabile, sia d’inverno, sia d’estate».

Ph. Mirtillo Shop e studio Gatti


  • 9
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Translate »
error: Content is protected !!