[gtranslate] MAY ANCORA IN BALIA DELLA BREXIT - WHAT-U

di Colin Antony Groves

il premier britannico Theresa May

Ieri in tarda serata con 329 voti contro 302, è stato approvato un emendamento che domani permetterà ai deputati di votare prioritariamente le loro proposte “indicative” di piani B alternativi alla linea May.

Al momento la Ue pone sul tavolo delle trattative due opzioni: una proroga dal 29 marzo al 22 maggio in caso di ratifica dell’accordo di divorzio e una proroga fino al 12 aprile in caso di nulla di fatto. La May, nel suo statement, ammette che “allo stato non c’è ancora un consenso sufficiente” per l’intesa da lei raggiunta a novembre con Bruxelles, già bocciata clamorosamente due volte clamorosamente a Westminster. Ma non per questo la ritira dal tavolo. Ora occorre solo aspettare i voti del Parlamento. La May dichiara di essere disponibile ad accettare il responso, avvertendo però di non voler dare “assegni in bianco” su alternative “non negoziabili” con l’Ue mettendo già le mani avanti sull’esito dell’operazione.

Nonostante la marcia del milione di anti-Brexit di Londra e la petizione firmata da 5,5 milioni di persone, la May si dichiara contraria a un secondo referendum che sarebbe un tradimento del “dovere di attuare il risultato del primo” sancito da “17,4 milioni di elettori” nel 2016. E fa presente che se i deputati non saranno in grado di approvare qualche strategia positiva differente dalla sua intesa entro il 12 aprile, Bruxelles non potrà più accordare un altro rinvio alla Brexit: con la conseguenza di lasciare il temuto e traumatico sbocco del cosiddetto ‘no deal’ come epilogo automatico.

In casa britannica, intanto si continua a premere l’acceleratore sulle sue dimissioni. A volere la testa della premier britannica i Tory in prima linea. Ma la premier, seppure indebolita, non raccoglie le provocazioni e risponde ai detrattori: “C’è un lavoro da fare e intendo continuare a svolgerlo”. Un’ostinazione che è ormai “motivo d’imbarazzo nazionale”, l’attacca nel botta e risposta ai Comuni il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. Scommettendo sul proprio piano B per una Brexit più soft che si dice certo possa trovare “il consenso della Camera” dopo quello ottenuto in un appello congiunto senza precedenti “di sindacati e Confindustria”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!

Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)

Realizzazione: What-u Need to know what-u@what-u.com

DISCLAMER - PRIVACY