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GIRO DI VITE NELLA MODA: CANCELLATA LA STOCKHOLM FASHION WEEK - WHAT-U

Jennie Rosén, CEO dello Swedish Fashion Council
ph. Elisabeth Toll

di Maja Andersson

Lo Swedish Fashion Council ha cancellato la Stockholm fashion week. “Ci stiamo focalizzando sulla creazione di strumenti e piattaforme più rilevanti per le attuali necessità, ad esempio format in grado di generare sbocchi commerciali e collaborazioni infrasettoriali”, ha spiegato a WwJennie Rosén, CEO dello Swedish Fashion Council. Ora l’idea l’obiettivo dello Swedish Fashion Council , data l’intensa crescita dell’industria della moda svedese, sarà prettamente quello di supportare i marchi nazionali adattando il settore alle nuove richieste, come lo sviluppo della moda sostenibile,che la Stockholm fashion week ha sempre inserito nel calendario internazionale appena prima delle sfilate di New York.

La cancellazione della kermesse porta a un serie di riflessioni che da alcuni anni aleggiano nell’aria, scrive Pambianco. Ad eccezione dei poli principali (Parigi, Milano, New York, Londra), ha ancora senso per un brand investire in un appuntamento come le fashion week? Secondo The Fashion Law, l’era digitale e i comportamenti d’acquisti di millennials e Z-Generation hanno sparigliato le carte in tavola. Sempre più spesso partecipare a una fashion week non sembra essere un requisito fondamentale per un marchio, come dimostra il recente fuggi-fuggi generale anche da appuntamenti importanti come Nyfw e London fashion week. Sempre più spesso alcune griffe optano per metodi alternativi alle tradizionali sfilate o presentazioni, dagli appuntamenti one-to-one con gli addetti ai lavori alla realizzazione di lanci digitali in grado di abbattere qualsiasi barriera geografica. A ciò si aggiungono fenomeni come gli show co-ed, le passerelle ‘see now-buy-now’, le capsule collection post-sfilate che hanno ulteriormente modificato il tradizionale scenario delle fashion week. Ora occorrerà capire se la decisione presa a Stoccolma contagerà anche gli altri Paesi.


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