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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri
Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina
Il ministro dello Sviluppo Economico,
Stefano Patuanelli

Si è appena concluso il Consiglio dei Ministri, convocato stamattina alle ore 11.30 a Palazzo Chigi che aveva tra le priorità di oggi, l’approvazione di alcuni decreti legge che riguardano tematiche ampiamente discusse in queste settimane e che elenchiamo di seguito.

All’ordine del giorno
  • DECRETO-LEGGE: Misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di disciplina dei termini in tema di consultazioni elettorali e di giustizia (PRESIDENZA – ECONOMIA E FINANZE)
  • DECRETO-LEGGE: Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato (PRESIDENZA – ISTRUZIONE)
  • DECRETO LEGISLATIVO: Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, nonché di adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta – ESAME DEFINITIVO (AFFARI EUROPEI – ECONOMIA E FINANZE)
400 miliardi per potenziare il mercato dell’import ed export

“Oggi è stata una giornata intensa di lavoro”, queste le prime parole del premier Conte al termine del Consiglio dei Ministri, informando di avere approvato “un decreto che offrirà liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese che siano piccole medie grandi, 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 miliardi per potenziare il mercato dell’export, un intervento poderoso nella storia della nostra Repubblica”. “Una cifra enorme”, la definisce Conte, “che offrirà l’opportunità di erogare prestiti attraverso i normali canali finanziari con la particolarità che lo Stato offrirà una garanzia perché il tutto avvenga in modo celere spedito sicuro potenziando lo strumento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Alla quale poi si andrà ad aggiungere anche il finanziamento dello Stato attraverso una società che rimarrà nel perimetro della cassa depositi e prestiti affinché diventi uno strumento efficace non solo per le piccole imprese, ma soprattutto per quelle medie e grandi.

Le nuove misure fiscali

Poi Conte ha parlato dell’introduzione di importanti misure fiscali con sospensione di vari pagamenti ritenute contributi anche per i mesi di aprile e maggio. “Abbiamo adottato uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono attività anche di un minimo rilievo strategico”, prosegue, “imponendo anche nuovi obblighi di trasparenza finanziaria” e attraverso il “Golden Power”, che nella pratica in caso vi siano scalate e partecipazioni acquisizioni dirette offrirà l’opportunità di controllare gli asset anche appena superiori al 10% non solo nei settori tradizionali delle infrastrutture. “Estenderemo il raggio di azione del settore finanziario all’energia, trasporti, acqua, salute, sicurezza alimentare, intelligenza artificiale e robotica, semiconduttori, alla cybersicurezza, insomma grazie a questo strumento si potrà intervenire quando ci saranno acquisizioni di parte”.

“Con questo decreto”, ha sottolineato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri,”noi realizziamo un intervento senza precedenti a sostegno della liquidità per il sistema produttivo mettiamo in campo 200 miliardi di garanzie per prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato per imprese tutti i tipi senza limiti di fatturato. I prestiti garantiti dallo Stato potranno arrivare fino al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale, le garanzie saranno erogate con un sistema molto semplice diretto al sistema bancario attraverso la società Sace e le condizioni saranno molto chiare e semplici”. Un passo importante per dare più liquidità alle imprese, “ben 400 miliardi di cui 200 per il mercato interno e 200 per l’export”, ribadisce Gualtieri, “un potente strumento per offrire immediata liquidità che poi sarà completato con il decreto aprile, oltre alla sospensione del pagamento di tasse e tributi anche per i mesi di aprile e maggio”.

“Il governo ha inteso rispondere a un’esigenza assoluta delle imprese, a tutti i nostri sistemi produttivi”, ha proseguito il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, “che quella di poter avere la liquidità. L’abbiamo fatto”, spiega Patuanelli, “attraverso un meccanismo per grandi imprese, con Sace, ma ovviamente il nostro sistema produttivo è anche il fatto di tante piccole partita IVA, tante piccole imprese artigiane, autonomi, professionisti per questo mondo delle imprese che hanno meno di 500 dipendenti abbiamo rafforzato uno strumento che le imprese conoscono già e che utilizzano e che utilizzano con l’intermediazione degli istituti bancari quali istituti creditizi, è quello del fondo centrale di garanzia, grazie al quale sarà possibile ottenete fino a 5 milioni di euro con il 90% della garanzia dello Stato. Liquidità non solo per le grande imprese ma anche per quelle medie e piccole. “Per l’artigiano l’idraulico, il commerciante, il professionista abbiamo fatto una misura molto forte fino a €25mila euro di prestito e la garanzia dello Stato sarà al 100%. La procedura di erogazione del credito sarà immediata e priva di vincoli o di valutazione di merito di credito o andamentali. Abbiamo poi creato un’altra sezione è un po’ più ampia”, ha proseguito Patuanelli, “con la quale garantiamo affidamenti fino a 800mila euro in questo caso la garanzia prestata dallo stato è del 90%, ma può arrivare al 100%, sempre per queste categorie, purché provino un’esigenza maggiore di liquidità”.

Decreto scuola

“Innanzitutto voglio ringraziare l’intera comunità scolastica per la grande capacità di reazione che ha avuto nelle ultime settimane. Questo decreto”, ha spiegato Lucia Azzolina ministro dell’Istruzione, “rappresenta un po’ un paradigma che ci permetterà di terminare quest’anno scolastico e di traghettarci verso il prossimo anno scolastico. La didattica a distanza”, ha proseguito il ministro, “non può essere assolutamente considerato uno strumento opzionale in un momento d’emergenza come quello che stiamo vivendo. La didattica distanza ci sta permettendo di concludere l’anno scolastico e quindi non si può più renderla opzionale per il nostro sistema educativo del momento significa dare dignità a tutti gli insegnanti che hanno fatto tantissimo in queste settimane e agli studenti dignità a tutto il loro lavoro quindi li incito a lavorare ancora di più in questi ultimi 2 mesi fino alla fine dell’anno scolastico. Come sappiamo questo decreto ha trasformato gli esami di stato e gli esami della scuola secondaria di primo grado facendo in modo che nessuno fosse lasciato indietro perché la scuola non può lasciare indietro nessuno nel rispetto massimo dell’articolo 34 della Costituzione, ma anche della libertà di insegnamento dei nostri docenti, pertanto abbiamo pensato a due possibili opzioni che permetteranno di fare degli esami ai nostri studenti secondo i reali apprendimenti che hanno raggiunto anche grazie al lavoro che hanno fatto sulla didattica a distanza, abbiamo messo l’anno in sicurezza. Ci tengo a sottolineare che non si possa assolutamente parlare di 6 politico sono categorie storiche vetuste, per certi versi la valutazione di uno studente non è legata a un freddo voto numerico, ma la valutazione ci serve a far sì che si guardi all’identità personale dello studente alla crescita alla maturazione che in questo caso guarda ad un periodo complessivo che è di ben 5 anni e noi abbiamo messo al centro gli studenti quindi se ci saranno degli apprendimenti da recuperare i nostri studenti recupereranno a settembre dell’anno scolastico successivo”. Poi il ministro parla di una piccola nota dolente. “Chiedo io scusa a tutti i precari della scuola a nome del Ministero dell’Istruzione perché non riusciamo ad aggiornare le graduatorie d’istituto e questo è dovuto a procedure vetuste, a lacune nella digitalizzazione del Paese, in particolar modo anche del mio ministero non riusciamo a portare avanti 1 milione di domande cartacee con raccomandata e ricevuta di ritorno e bolli. Chiedo scusa io a nome di tutti i precari di chi lavora con me al Ministro dell’Istruzione li aggiorneremo l’anno prossimo con una procedura digitalizzata come quella che io avevo voluto nel decreto scuola che era stato approvato a dicembre”. “Una buona notizia”, conclude il ministro, ” riguarda invece i posti per le assunzioni che daremo su quota 100, è un provvedimento che è i precari della scuola volevano da tempo e oggi questo provvedimento arriva”.

Esami di maturità e terza media

Stando alla bozza che sta circolando, tutti gli studenti, anche quelli con insufficienze nel primo quadrimestre, saranno ammessi all’anno scolastico successivo. Non ci sarà però nessun “6 politico”, bensì tutti verranno valutati in base al rendimento e all’impegno profuso anche con la didattica a distanza.

Esame di maturità

Il decreto prevede due scenari. Se entro il 18 maggio l’emergenza sanitaria dovesse terminare permettendo il rientro a scuola, l’esame si svolgerà quasi normalmente: si terrà regolarmente la prova d’italiano, uguale per tutte le scuole. La seconda prova, invece, non sarà a carattere nazionale ma verrà predisposta dalle singole commissioni di esame interne. Non ci saranno in ogni caso, infatti, commissari esterni ad eccezione del Presidente, né tracce predisposte dal Ministero per essere certi di sottoporre gli studenti a una prova aderente al programma scolastico effettivamente svolto nel corso dell’anno. Lo stesso vale anche per le prove orali che si dovrebbero tenere a partire dalla fine di giugno, sempre tenendo conto del programma effettivamente svolto. Se invece le lezioni a scuola non dovessero riprendere entro il 18 maggio, non ci sarà alcun esame scritto e si terrà solo un colloquio in via telematica.

Esame di terza media

Anche l’esame di terza media dovrebbe essere legato alla data spartiacque del 18 maggio. Se le scuole dovessero restare chiuse, l’esame verrebbe sostituito da una valutazione legata al rendimento dello studente e allo svolgimento di una tesina scritta dallo stesso.


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