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(Foto AP / Kirsty Wigglesworth)

di Colin Anthony Groves

Il primo Segretario di Stato e Segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth Dominic Raab stasera ha annunciato che il blocco per il Coronavirus rimarrà in vigore per il prossimo futuro avvertendo che il Regno Unito deve ancora raggiungere l’apice dell’epidemia. Raab ha affermato che la Gran Bretagna non può ancora “lasciarsi andare” nella lotta contro il Coronavirus poco dopo la divulgazione degli ultimi dati ufficiali secondo i quali i decessi hanno toccato quota 11.329, con un aumento di 717 decessi rispetto ai dati di ieri.

Entro giovedì il governo dovrebbe decidere se estendere le restrizioni sul distanziamento sociale oltre un periodo iniziale di tre settimane, anche se il primo ministro scozzese, Nicola Ferguson Sturgeon, riporta il Daily Mail, ha già fatto intendere che il blocco continuerà sicuramente, causando qualche prurito a Raab, anticipando: “Naturalmente è prevista una revisione di queste restrizioni questa settimana. Oggi voglio essere molto chiaro in modo che nessuno si illuda. È improbabile che tale revisione comporti l’eliminazione di tali restrizioni nel prossimo futuro. Ci sono primi segnali positivi che confermano che i passi che stiamo intraprendendo stanno funzionando, ma fino a quando non ne sapremo di più e avremo prove concrete, non possiamo rischiare”.

Non è la prima volta che Sturgeon, precisa il Daily Mail, gioca di anticipo nei confronti dei ministri a Westminster nel corso di questa crisi e quest’ultima volta per Raab pare sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per carità questo non significa che si stia per prefigurare un lockdown del governo britannico, ma è chiaro, che ognuno deve comandare e parlare in base all’ordine e ruolo.

Domenica il Dipartimento della Salute ha dichiarato, a partire dalle 17:00 di sabato, che un totale di 10.612 pazienti erano deceduti negli ospedali del Regno Unito dopo essere risultati positivi al coronavirus, con un aumento di 737 rispetto a 9.875 del giorno prima.

L’Europa torna al lavoro: milioni di spagnoli sono autorizzati a riprendere il lavoro dopo la revoca del blocco industriale 

In Europa le persone piano piano stanno iniziando a tornare al lavoro. In Spagna oggi riaprono le fabbriche e i cantieri mentre in Italia il 10 aprile il premier Giuseppe Conte ha annunciato di aver firmato il nuovo dpcm per prorogate fino al 3 maggio le misure restrittive finora adottate per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, consentendo a partire dal 14 aprile l’apertura delle cartolerie, delle librerie e dei negozi di vestiti per bambini e neonati, inserendo tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l’industria del legno. Conte ha anche parlato di una “fase 2”, annunciando che il Governo è già al lavoro per far ripartire il sistema produttivo attraverso un programma articolato che poggia su due pilastri: l’istituzione di un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Intanto in Danimarca, le scuole e gli asili nido riapriranno mercoledì, permettendo ad alcuni genitori di tornare al lavoro. Macron stasera ha annunciato che il lockdown in Francia durerà fino all’11 maggio.


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